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lunedì 31 ottobre 2016

Cous cous di mais con radicchio rosso trevigiano



Ogni tanto serve preparare un primo in grande velocità senza rinunciare al gusto, alla bontà e alla coccola degli ingredienti preferiti. Essendomi dichiarata più volte innamorata del radicchio rosso, sia quello trevigiano che di Chioggia è un ingrediente che si trova sempre a casa mia! Oggi mi sono accorta che dovevo preparare il pranzo dieci minuti prima che tutti si sedessero a tavola! Dovevo per forza inventarmi qualcosa di veloce e buono e la prima cosa che presi in mano era un cespo bello fresco di radicchio! Il cous cous di mais con radicchio rosso trevigiano, è nato proprio così, cercando di far combaciare la velocità con la bontà di un piatto e posso dire che mi ritengo molto soddisfatta del risultato. Pronto in meno di dieci minuti, buono che è stato spazzato via in un attimo e con il mio ingrediente preferito in questo periodo dell'anno: il mio amato radicchio rosso trevigiano!

Ingredienti:
(per 2 persone)
  • 150gr di cous cous di mais
  • 210ml di acqua
  • mezzo cucchiaino di curcuma in polvere
  • 40ml di olio extravergine di oliva
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 cespo medio di radicchio trevigiano
  • 1 peperoncino
  • sale
  • 2 cucchiaiate colme di grana padano

Esecuzione:
Portate ad ebollizione i 210ml di acqua con due pizzichi di sale.

Spegnete, versate il cous cous di mais, mescolate, coprite e lasciate riposare per 7 minuti.

In una padella antiaderente mettete a scaldare l'olio, lo spicchio d'aglio tagliato in due e un peperoncino.

Saltate in padella il radicchio rosso, precedentemente lavato, lasciato a perdere l'acqua in eccesso e tagliato a listarelle non troppo sottili.
 

Salate il radicchio e lasciatelo cuocere per 5-7 minuti circa a fuoco allegro e mescolandolo sempre, finchè si sarà ammorbidito al punto che più gradite.

Con una forchetta sganate il cous cous, mischiatelo con il radicchio saltato in padella e conditelo con due cucchiaiate abbontanti di grana padano grattugiato e peperoncino!

Ecco! Ci ho messo di più a descriverlo che a prepararlo! 

Buon appetito a tutti!  
  


lunedì 24 ottobre 2016

Domatokeftèdes - Frittelle di pomodoro



Santorini. L'isola con i suoi famosi tramonti e i suoi famosi sapori: Fava e domatokeftèdes, ovvero frittelle di pomodoro! Un imperdibile sapore estivo della #cucinagreca, sublime nella sua essenzialità d'ingredienti,  un antipasto molto sfizioso facile da preparare. E mentre per la nostalgia di un tramonto di Santorini non c'è rimedio che un biglietto aereo,  la voglia di domatokeftèdes può essere soddisfatta anche senza uscire dalle mura di casa propria, specialmente se riuscite a trovare pomodori simili a quelli che nascono e maturano sulla terra di Santorini. Pomodori ben maturi, sodi e compatti con pochi o senza semi, cresciuti sulla terra isolana con poca acqua. Un concentrato di sapore e profumo di pomodoro insomma, come i pomodori di varietà Roma VF che ho trovato nel mercato ortofrutticolo, coltivati in terra sarda. Non è certo la varietà che cresce a Santorini ma come caratteristiche erano molto simili, dato che pure i miei erano pomodori di campo cresciuti dopo un' estate poco piovosa.
Le proporzioni degli ingredienti sono approssimative, perché dipendono molto dalla qualità dei pomodori. Se sono acquosi bisogna aggiungere più farina. Aggiusterete il tiro dopo la prima frettella messa in padella. E dopo la prima volta deciderete voi quanta menta mettere e se aggiungere anche qualche fogliolina di prezzemolo. Quelle che avevo mangiato io tanti anni fa, non avevano prezzemolo, quindi ho optato per replicare come le avevo assaggiate. La menta può essere anche secca, in mancanza di quella fresca. Dopo la prima volta insomma, troverete voi le proporzioni che più vi appagano!  


 

Ingredienti: 
  • 4 pomodori ben maturi, sodi e polposi (i miei 350gr di polpa con la sua pocchissima acqua)
  • 1 cipolla bianca medio-piccola
  • 1 cucchiaio di menta fresca (o anche di più se gradite)
  • sale quanto basta (io mezzo cucchiaino)
  • lievito in polvere per torte salate sulla  punta di un cucchiaino
  • farina 00 quanto basta! (mi è servita circa 180gr)
  • Olio extravergine d'oliva per friggere

Esecuzione:

Lavate, pelate, tagliate i pomodori in piccoli pezzi e mettete li in una terrina. Troverete in giro anche il consiglio di lasciare la polpa sminuzzata in un colino per perdere un po' della sua acqua, consiglio valido se non siete riusciti a trovare dei pomodori sodi e poco acquosi.

Aggiungete la cippola grattugiata, la menta trittata, il sale e mischiate bene. 

Aggiungete la farina, continuando a mischiare e il lievito. Deve uscire un impasto che preso con un cucchhiaio rimane fermo.

Scaldate bene in una padella un po' di olio extravergine d'oliva, abbassate la fiama e mettete una cucchiaiata di impasto. Si deve gonfiare leggermente, senza sfaldarsi o espandersi in larghezza, segno che significherebbe che bisogna aggiungere ancora un poco di farina. Se succede, aggiustate quindi!

Friggete le frittele per uno-due minuti per lato e ponetele in carta da cucina per farle perdere l'olio in eccesso.



Servitele calde, (eh sì, ci vorrebbe anche un bicchierino degli aperitivi nazionali ouzo o tsipouro) e niente... servitele calde, gustatele e pensate ad un bel tramonto a Santorini, come questo:



 

sabato 22 ottobre 2016

Cous cous di quinoa e cavolfiore



Un piatto veloce, diverso dalle solite buone soluzioni per risolvere una cena con un alimento particolarmente dotato di proprietà nutritive (come dice la wikipedia): la quinoa! Un semino tanto antico e molto amato da vegetariani, vegani e da chi soffre di celiachia o intolleranza al glutine. Qui, ovviamente, con l'aggiunta di filetti di acciughe smette di essere un piatto vegano o vegetariano ma d'altronde, la quinoa può essere consumata da chiunque!

Ingedienti:
(per 4 porzioni come piatto unico, 6 come primo piatto)
  • 1 cavolfiore romanesco medio-grande
  • 1 carota
  • 2 spicchi d'aglio
  • 70ml olio extravergine d'oliva
  • 5-6 filetti di acciughe sott'olio
  • 250gr di quinoa
  • 3-4 rametti di prezzemolo
  • sale quanto basta

Esecuzione:

Lavate il cavolfiore, tagliatelo a pezzi e mettettelo nel tritatutto a bassa velocità.

Pelate la carota e tagliatela a piccolissimi pezzettini.

Mettete la quinoa in un colino a maglie strette e lavatela sotto l'acqua corrente. Mettetela a bollire il abbondante acqua salata per 20-30 minuti.

In una padella capiente mettete a scaldare l'olio, gli spicchi d'aglio tagliati a metà e i filetti di acciughe sminuzzati.

Saltate per qualche minuto il tritto di cavolfiore e carota e salate. 

Quando la quinoa è pronta, scolatela, sempre con un colino a maglie strette e saltatela per qualche minuto insieme agli ortaggi. 

Aggiungete il tritto di prezzemolo e a piacere un peperoncino.  Portate a tavola dopo aver tolto i pezzettini di aglio.

Servitelo come piatto unico o come primo piatto seguito da filetti di merluzzo in salsa verde!





martedì 18 ottobre 2016

Torta Melina



Si tratta di una torta di finto tiramisù, ideata e realizzata ad agosto e che potesse coprire l'esigenze di tutti: la sottoscritta la voleva senza glutine, per i bambini serviva senza caffè, per la sorellina che allattava il suo cucciolo era fondamentale evitare le uova crude!
Ma un tiramisù senza caffè e uova, che tiramisù è? Loro volevano tirarsi sù e a me cascavano le braccia giù! Ho accettato il compromesso di preparare una torta di finto tiramisù a patto che trovassero un altro nome da dare, perché il tiramisù è il Tiramisù signore e signori e non può essere null'altro!
Per il mio seienne è stato facile! La sua estate sapeva di Melina! Bambina dolce della quale lui rimase affascinato per tutta l'estate e quindi tutto nella sua vita, ad Agosto, non poteva che chiamarsi Melina, e Melina fù anche la torta! Copiatela, preparatela, riproponetela, potete  anche non citare la fonte MA, non chiamatela diversamente!
La torta Melina fu scelta per festeggiare il compleanno più importante nella nostra famiglia: il compleanno di tutta la famiglia! Sei anni fa, il giudice di un tribunale africano sentenziava su questa meravigliosa nascita! Un monellino di 3 anni e un fagottino di 3 mesi (mai stati figli prima di quel momento) si riprendevano il diritto naturale che ogni bambino ha: quello di crescere amato e coccolato e noi diventavamo per sempre mamma e papà di "Master Emmanuel e Baby Joshua" come c'è scritto sulla sentenza di adozione.
Auguri figli miei! Che non non vi manchi mai il calore di una famiglia! Auguri a noi!


Ingredienti:
(Per i savoiardi 1 base)
  • 2 tuorli
  • 2 albumi montati a neve
  • pizzico di sale
  • buccia di arancia non trattata grattugiata, oppure vanillina
  • 60gr di zucchero
  • 40gr farina di riso
  • 20gr amido di mais
  • A 220° C per 8 minuti circa

(Per la crema)
  • 500gr mascarpone
  • 4-6 cucchiaiate zucchero (di più o di meno, a seconda dei vostri gusti)
  • una tazzina di rum
  • buccia di arancia non trattata grattugiata, o in alternativa 2 cucchiaiate di marmellata di arance, ma in questo caso dovrete tenervi sulle quantità minime con lo zucchero.
  • 2-3 cucchiaiate di gocce di cioccolato fondente
  • 250ml panna vegetale già zuccherata, montata

(Per l'inzuppo)
  • 300ml di latte
  • 3-4 cucchiaiate colme di orzo solubile

(Per la decorazione)
  • 100gr di cioccolato fondente al 75%
  • 100gr di cioccolato bianco
  • cacao amaro in polvere

Esecuzione:

Montate a neve fermissima gli albumi con un pizzico di sale. Continuate a lavorare con le fruste elettriche in media velocità aggiungendo poco a poco lo zucchero, fino a formare il composto delle meringhe, cioè un composto lucido, spumoso che quando alzate le fruste si formi un ciuffo.


A quel punto con una spatola in silicone incorporate delicatamente i tuorli, la buccia d'arancia o la vanillina e la farina di riso mischiata con l'amido di mais.

Mettete il composto in una sac à poche e in una teglia d'alluminio per le crostate, imburata e infarinata con farina di riso coprite con un cordone partendo dal bordo verso il centro. Altrimenti spalmatelo cercando di livellarlo bene con la spatola.
Ve lo dico da adesso che io mi sono divertita scimmiottando i grandi pasticceri ma se volete un risultato impeccabile, recatevi nella pasticceria più famosa della vostra città, che fate prima! Spolverate con un po' di zucchero in superficie e infornate  a forno prescaldato a 220°C per 8-9 minuti.
Ripetete l'operazione perché ci servono due basi savoiarde!




E quindi prepariamo  la crema! Con le fruste elettriche a bassa potenza, lavorate il mascarpone con lo zucchero, incorporando piano piano il rum. Continuando con la spatola in silicone incorporate delicatamente la panna montata e la buccia d'arancia o la marmellata. Dividete in due ciotole e in una, quella che userete per farcire la torta, aggiungete le gocce di cioccolato.

Sciogliete l'orzo nel latte e aiutatevi passandolo da un colino a maglie strette. Spennellate con la metà del nostro finto caffelatte una delle basi savoiarda, mettete sopra la crema al mascarpone e gocce di  cioccolato posizionate sopra la crema il secondo disco savoiardo e spennellate con il resto del "caffelatte."



A questo punto, con un tovagliolino di carta e con grande attenzione ripulite il bordo del vassoio dalle gocce di "caffelatte" e eventuale crema sbordata, coprite la torta con il resto della crema al mascarpone e mettetela in frigo per almeno 4 ore.

Preparate le decorazioni:



Sciogliete a bagnomaria o al microonde  una tavoletta di cioccolato bianco e una di nero fondente, facendo attenzione a non alzare troppo la temperatura che il cioccolato si brucia facilmente! Mettete su carta forno una cucchiaiata piccola di cioccolato nero e sopra un po' di cioccolato bianco e con il manico di un altro cucchiaino cercate di fare dei disegni, mischiando leggermente il cioccolato. La quandità indicata (100gr + 100gr) è super sufficiente per fare tutti gli esperimenti che volete! Vi avanzeranno tante tavolette decorative ma la quantità vi serve per scegliere le migliori e per consolarvi quando il piatto sarà vuoto e la torta sarà presto che finita!

Dimenticavo! Ovviamente spolveratela di cacao amaro prima di decorarla!












sabato 15 ottobre 2016

Tiganìtes



Vi siete mai chiesti cosa mangiavano gli antichi greci per colazione? Cosa girava nella #cucinagreca dell'antichità? Io non me lo sono mai chiesto, ma ho il sospetto che qualcosa si continua a prepare tutt'oggi in modo presso che identico! Le tiganìtes o tiganokulùres! Pare che a nominarle per primi siano stati i poeti Cratino e Magnete nel V secolo a.C. anche se alla parola io non posso che associare la voce di mia nonna!
Le tiganìtes erano realizzate con farina di grano, olio d'oliva, miele e latte cagliato, e venivano servite a colazione. Quelle che io ho conosciuto da piccola erano di due tipi: quelle che consistevano nel friggere in olio d'oliva extravergine piccole spianatine sottrate dalla pasta di pane prima di formare le pagnotte e infornarle, oppure piccole spianatine, sempre sottrate da un altro tipo di impasto, fatto di farina di grano e latte di capra e/o pecora cagliato, leggermente inacidito, destinato a diventare un tipo di pastina  (assomigliante alla fregola sarda) che si chiama trahanàs. Queste seconde di gran lunga le mie preferite ma anche più rare, dato che trahanas si prepara una, due volte e sempre durante l'estate.
Quando si impastava e in casa c'erano dei piccoli il profumo di tiganites era assicurato! Fritte rigorosamente in olio d'oliva extravergine, l'unico olio che tradizionalmente conoscevano i greci, vengono condite con miele o gustate con dei pezzi di formaggio. Nei miei tempi qualcuno le cospargeva anche di zucchero.
Nei paesi e nelle case dove per il piacere del "home made" si panifica ancora  si parte preparando l'impasto per il pane. In città invece, ci pensano le panetterie a fornire l'impasto crudo per questa colazione molto sostanziosa e golosa!
Andiamo allora a preparare l'impasto per il pane dal quale ricaveremo l'occorrente per le tiganìtes e quando vi spiegherò come si fa trahanas, la pastina greca fatta con latte fresco o inacidito, vi ricorderò sicuramente di preparare anche le tiganìtes!

Ingredienti:
  • 500gr di farina 00
  • 15gr lievito di birra
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di miele
  • 250-300 ml di acqua tiepida (non calda!)
  • 1-2 cucchiaiate di olio extravergine (facoltativo)

Esecuzione:

In una terrina preparate una pasta abbastanza liquida con 150ml di acqua, il miele, il lievito e un poco di farina. Coprite con un canovaccio e lasciate lievitare in ambiente tiepido fino a che non cominciano a formarsi in superficie delle bollicine.

Disponete a montagnetta la farina rimasta, aprite un cratere e versate altri 100ml di acqua tiepida e la pasta lievitata. Cominciate a impastare, aggiungete il sale e se serve un altro poco di acqua.

Impastate per almeno 10 minuti, fino a che l'impasto comincia a diventare elastico e a staccarsi dalle vostre mani. A questo punto potete, se volete, aggiungere l'olio e impastare ancora un po' fino ad incorporarlo.

Raccogliete l'impasto in una palla, copritelo e lasciatelo lievitare per 60 minuti circa, in ambiente tiepido

Quando avrà raddoppiato il suo volume, sgonfiatelo con le dita e lavoratelo per qualche minuto ancora.

Il vostro impasto è pronto per essere fritto, per essere messo al forno in forma di pagnotta (a 200°C per 50-60 minuti, ma in quel caso dopo aver formato la pagnotta la dovete lasciare lievitare altri 30 minuti e inciderla in superficie prima di infornare) o per essere conservato in frigo per massimo 24 ore. 

Volendo procedere per fare tiganìtes, mettete in una padella l'olio extravergine d'oliva e scaldatelo bene, senza tuttavia farlo arrivare al punto di fumo!

Prendete delle piccole palline d'impasto e con le mani aprite delle schiacciatine.

Friggetele a fuoco medio da tutte due le parti fino alla doratura desiderata. Ponetele in carta da cucina in modo che assorba l'eccesso di olio e servitele calde, con pezzi di Feta o altro formaggio ovino semistagionato, oppure gustatele dolci con miele o zucchero!
 

martedì 11 ottobre 2016

Melanzane in pasta fillo - Imam Bayildi di Apriti Sesamo



Un classico della cucina turca, da sempre presente e molto amato anche nella cucina greca! Imam bayildi: un piatto succulento, fatto di melenzane brasate e farcite di cipolle, aglio, pomodoro, prezzemolo e abbondante olio extravergine d'oliva. Nella mia versione viene tutto avvolto in un croccante fagottino di pasta fillo e si aggiungono anche tocchetti di formaggio Asiago fresco! Il risultato è che in casa non ha potuto resistere nemmeno chi odia le melanzane! Provare per credere!



Ingredienti:
  • 1 melanzana viola grande o 3 piccole nere
  • 2 cipolle bianche medio-grandi
  • 1 spicchio d'aglio
  • 4 pomodori san marzano
  • 5  rametti di prezzemolo
  • 80ml di olio extravergine d'oliva
  • 1 cucchiaino modesto di sale
  • mezzo cucchiaino di zucchero (meglio se integrale di canna)
  • 300gr di formaggio Asiago fresco
  • 12 fogli di pasta fillo
  • olio extravergine per spennellare

Esecuzione:

Tagliate le cipolle a fette o tocchetti. Lavate le melanzane, privatela di un po' di buccia  pelandola a striscie e tagliatela a tocchetti. Se le usate melanzane nere, salatele e lasciate che perdano un po' di amarognolo. Eliminate l'eventuale germoglio interno dell'aglio e tagliatelo finemente.

Mettete l'olio in una pentola dotata di copercchio e appena caldo gettate cipolle, melanzana e aglio. Rosolate per qualche minuto. Abbassate la fiama, coprite e lasciate che gli ortaggi si ammorbidiscano.

Una volta ammorbiditi, aggiungete il sale, lo zucchero, i pomodori pelati e tagliati a tocchetti, il prezzemolo trittato fine e lasciate andare per qualche minuto ancora.

Spegnete, lasciate sfreddare leggermente. Tagliate il formaggio a dadini e aggiungetelo all'ultimo, poco prima di riempire i fagottini.

Spennellate di olio tre fogli di pasta fillo, sovrapponete una sopra l'altro e mettete un quarto del ripieno.
Piegate come se doveste impacchettare e infornate in forno statico prescaldato a 180°C per 20 minuti circa, fino alla doratura desiderata.Se durante la cottura qualcuno si rompe lasciando fuoriuscire formaggio fuso, non preocupatevi, capita!


I bordi dei fagottini invece, tenderano a inscurirsi per primi. Avete la premura di coprirli con dei pezzettini di carta d'alluminio, in  modo che anche il centro dell' fagottino raggiunga la doratura desiderata senza che i bordi si brucino, o peggio ancora, senza lasciare la pasta fillo cruda!
Gustateli caldi o tiepidi, sono squisiti questi fagottini!





venerdì 7 ottobre 2016

Feta al forno - Buyurdì


La parola turca buyurdì significava inizialmente l'ordine scritto dell'ufficiale Ottomano che conteneva notizie di natura finanziaria, quindi un "ordine piccante" un ordine che bruccia!  Molto caratteristica è la frase: "ti è arrivato il buyurdì dal fisco?"
Così nella #cucinagreca, alla feta al forno, uno squisito antipasto caldo e molto piccante con origini nella città di Salonico, venne dato il nome buyurdì! Si preparava in piccole pirofile di terracotta e si metteva al forno, oppure si avvolgeva in un foglio d'alluminio e si poggiava vicino alla brace del caminetto. Il risultato era un miscuglio di formaggio fuso molto piccante e insaporito con peperone, pomodoro, origano e olio extravergine d'oliva. 
Ci sono due versioni della feta al forno: il buyurdì con feta, pomodoro, peperone verde, olio, pepe nero, peperoncino, origano e il buyurdì che prevede l'aggiunta di kasseri, un formaggio di latte misto (capra-pecora) o di mucca, di pasta dura e filante. Per questa volta, come vedrete nelle foto, arbitrariamente ho usato fette di provoletta (perché quello avevo in frigo) ma se volete un sapore originale   orientatevi verso un  pecorino semistagionato.
Andiamo a vedere passo per passo come prepararlo!

 Ingredienti:
  • 200gr formaggio feta
  • 4-6 rotelle di peperone verde tagliate fini
  • 4-6 fette di pomodoro tagliate fini
  • 4-6 fette di formaggio semistagionato a pasta filante
  • pepe nero
  • peperoncino in polvere
  • un peperoncino
  • origano
  • 30ml di olio extravergine di oliva

Esecuzione:



Mettete la feta, un pezzo intero, su una pirofila piccola e spolveratela di pepe nero. Copritela con le fette di peperone, spolverate di peperoncino secondo i vostri gusti e per quanto potete reggere il piccante e aggiungete un filo d'olio. Proseguite con le fette di pomodoro, l'origano, il resto dell'olio e coprite il tutto con le fette del formaggio filante. Se vi piace molto piccante aggiungete anche un peperoncino fresco.



Mettete in forno prescaldato a 200°C per 15-20 fino a che i formaggi si sciolgono e i sapori si fondono. Togliete e assaggiate!


giovedì 6 ottobre 2016

Biscotti all'olio


Ladokùlura! Biscotti all'olio quindi e quando i greci dicono "olio" intendono solo una cosa: olio d'oliva extravergine ottenuto con procedimenti mecanici, direttamente dalle olive.
Qualche giorno fa mi è venuta voglia di biscotti per accompagnare le mie tazze di tè. Ma ormai, troppe le intolleranze alimentari e le restrizioni dietetiche da seguire. Mi servivano biscotti senza  burro, senza latte, senza uova e senza glutine! Quando inventeranno il biscotto senza biscotto, mi chiedevo! E immaginavo che sarebbe stato il biscotto del futuro!  La nuova era del biscotto dopo la massiccia apparizione di intolleranze alimentari! Ma delle volte, le risposte non si trovano nel futuro bensì nel passato! Faccendo un salto indietro, ricercando le risposte nella propria cultura. La tradizione di ogni paese è ricca di risposte sempre, fidatevi!
Il veganesimo e le ricette vegan sembrano l'ultima moda alimentare ma la verità è che nella cucina greca c'è una vastissima varietà di ricette tradizionalmente vegane, sia dolci che salate che servono per i periodi dei digiuni religiosi (Che poi, più che digiuno si tratta di astensione completa dal consumo di alimenti di origine animale. Per il resto, se non si sta attenti si rischia pure di ingrassare! Altro che digiuno!)
I biscotti all'olio fanno parte di quelle ricette, richieste durante i periodi di digiuno ecclesiastico: senza burro, senza latte, senza uova. Ciò non impedisce certo a chi li adora di mangiarli tutto l'anno!
A me servivano anche senza glutine, quindi dalla ricetta tradizionale ho cambiato soltanto la farina e al posto di quella di grano tenero 00 ho messo la farina di riso e un po' di amido di mais.
Hanno deliziato molti palati e mi hanno dato tanta soddisfazione. Provateli, valgono veramente!



Ingredienti per 34-36 biscotti:
  • 2 tazzine da caffè di olio d'oliva extravergine
  • 2 tazzine di zucchero
  • 1 tazzina di succo d'arancia (serve circa un' arancia)
  • mezza tazzina di cognac, brandy o anice (io ho messo brandy)
  • 1 vanillina
  • mezzo cucchiaino di cannella
  • 1 cucchiaino lievito in polvere
  • mezzo cucchiaino di bicarbonato da cucina
  • 340gr farina di riso
  • 30gr amido di mais
  • 4 cucchiaiate semi di sesamo (facoltative)

Esecuzione:

Con le fruste elettriche sbattere lo zucchero, l'olio e il cognac che precedentemente avrete mischiato e lasciato riposare per una decina di minuti. L'intento è quello di far sciogliere il più possibile lo zucchero prima di metterlo in forno.

Mettete il succo di arancia in un recipiente capiente e fatte sciogliere il bicarbonato. Schiumerà molto e aumenterà di volume. Aggiungetelo nel recipiente principale e unite la vanillina, la cannella e la farina di riso insieme al cucchiaino di lievito in polvere.

Amalgamate bene ma impastando delicatamente e senza insistere molto. Per pulirvi le mani usate l'amido di mais e sempre delicatamente incorporatelo. Deve risultare un impasto morbido e oleoso.


Date la forma che più vi garba, (a me piace formare bastoncini lunghi quanto un dito) e poggiateli su un piatto cosparso si semi si sesamo.

Adagiateli su una teglia foderata da carta forno e cuoceteli a 180°C per 20 minuti circa in forno prescaldato!


martedì 4 ottobre 2016

Frisella o Dakos

Un pezzo di pane di grano duro, meglio se con lievito  madre e cotto in forno a legna, ha sempre accompagnato per tradizione greca pezzi di pomodoro e formaggio feta conditi con olio extravergine di oliva e origano. Un tempo era tra le merende salate più gettonate! A Creta tuttoggi si prepara così il famoso dakos cretese. Una piccola ciambella di pane secco, di orzo ma anche di grano duro in quantità variabili che si consuma generalmente con pomodoro fresco, formaggio feta o mizithra cretese olio, sale, origano e delle volte qualche oliva e pezzetti di peperone, dopo averla fatta rinvenire in acqua. Ed ecco che vi ho descritto le friselle che si fanno in Campagna, Puglia, Basilicata e Calabria, condimento a parte! Quando le vidi per prima volta in un supermercato pugliese pensai che fosse proprio Dakos cretese, poi lessi il nome e mi documentai meglio.
Dakos o friselle sono comunque un momento di piacevole e sana nutrizione! Godeteveli anche nella versione offerta dalla #cucinagreca!



Ingredienti:
  • 1 pezzo di dakos o frisella
  • 4 cucchiaiate di acqua
  • 3 cucchiaiate di olio extravergine d'oliva
  • 1 pomodoro medio-piccolo da insalata, ben maturo
  • 50gr di formaggio feta
  • origano

Esecuzione:

Bagnare il pezzo di pane biscottato d'orzo con 4 cucchiaiate d'acqua e una cucchiaiata di olio extravergine.

Mettete sopra il pomodoro tagliato a pezzettini piccoli o grattugiato dalla parte grossa della grattugia e la feta sbriciolata.


Condite con le altre due cucchiaiate di olio e un pizzico d'origano.

Lasciate riposare per una decina di minuti, in modo che il pane assorba bene tutti i sapori e servite come antipasto.

In alternativa bagnate il dakos o la frisella, spezzetatela grossolanamente e rinvestite l'insalatiera prima di prepararci sopra una bella insalata greca!







 

sabato 1 ottobre 2016

I sugoli secondo i greci




Periodo di vendemmia da un bel po' e dove esiste vigna e succo di uva appena pigiata, ovvero il mosto, non possono mancare i sugoli, il mosto d'uva cotto o come si dice in greco la mustalevrià che letteralmente vuol dire "farinata di mosto."
Un dolce dalle origini antiche, comune in ogni luogo di viticoltura. Nella #cucinagreca ci trova fatto sia con mosto d'uva nera che con mosto d'uva bianca. Col l'uva che si ha a disposizione insomma!
E' uno dei dolci che più riporta ai ricordi d'infanzia.

Procurarsi il mosto non è difficile, anche se non siete in una zona di vendemmia. Basta comprare un paio di chili di uva, lavarla, pigiarla con le mani dentro uno scolapiatti, raccogliere il succo che uscirà sotto e filtrarlo, passandolo da un colino a maglie strette. Oppure comprare la sapa o saba e diluirla con acqua.
Quanta uva per 6 tazze di succo? Provate prima con due chili e se non escono 6 tazze usate come misura le tazzine da caffè! Il procedimento è lo stesso.
Un altra questione è se usare farina o amido di mais come adensante. Ho sempre mangiato i sugoli adensati con amido di mais, quindi chiesi spiegazioni ad una anziana zia. "Come si fanno i sugoli secondo i greci? Farina o amido di mais?" La zia mi spiegò che nella sua infanzia si facevano con la farina che avevano in casa, spesso integrale e di grano duro, perché quella avevano a disposizione maggiormente. La tendenza di ogni casalinga tuttavia era raffinare il più possibile il suo budino di succo d'uva. Ecco che appena cominciarono ad avere la farina 00 i sugoli si faccevano con quella ma se capitava ad avere l'amido di mais, era ancora meglio!   



Ingredienti:
  • 6 tazze di mosto d'uva opppure 4 tazze di acqua e 2 di sapa o saba
  • succo di una arancia
  • 1 tazza di amido di mais
  • un poco di buccia d'arancia grattugiata
  • un pugno di noci tagliate grossolanamente
  • sesamo abbrustolito
  • cannella in polvere
Esecuzione:

Mischiate la sapa con l'acqua e mettete da parte un bicchiere. Oppure tenete da parte un bicchiere di mosto d'uva e mettete il resto a bollire. Il mosto (succo d'uva appena pigiata) può essere trasformato subito oppure facendolo adensare un po' prima, lasciandolo bollire per qualche minuto. La discriminante se farlo bollire o meno è se vi soddisfa il suo grado zuccherino. Ovviamente più lo fatte bollire (senza restringerlo troppo) maggiormente zuccherati usciranno i vostri sugoli!

In un recipientino mettete il succo d'arancia e il bicchiere di mosto trattenuto e fatte sciogliere l'amido di mais.

Aggiungete l'amido sciolto in pentola, mischiando con una frusta a mano e gettate in pentola anche la buccia d'arancia grattugiata e le noci.


Appena adensato lasciate bollire per 1-2 minuti, spegnete e servite su coppette di vetro o per un aspetto ancora più tradizionale greco, in piatti fondi.

Lasciate sfreddare per bene mentre in una padella antiaderente abbrustolite un po' di sesamo. 

Una volta che i sugoli sono freddi, cospargete di sesamo abbrustolito e spolverate di cannella!