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domenica 22 gennaio 2017

Di chef e foodblogger...

Gli/le chef cucinano vestiti di bianco chiccoso dalla testa ai piedi (delle volte anche in nero, non ho mai capito cosa è che determina la scelta del colore sempre chiccosi comunque) Le foodblogger cucinano e basta. Sfornano le ultime brioche a tarda notte in pigiama e pantofole, prima di addentrarsi nel bosco per portare pane e sale al daino che le aspetta (giuro che è vero!) Pure i biscottini e qualche risotto secondo me, molte li fanno in pigiama e pantofole. Ho questo sentore...

Gli chef poi, maschi e femmine hanno i piatti fotogenici e la vita pure! Le povere foodblogger se riescono a fare una foto di profilo decente (quella della foto segnaletica del genere: “io cucino”) è già festa e la piazzano lì per almeno 6 anni! Poi si vedrà.
Gli/le chef hanno fatto i corsi, le foodblogger i ricorsi. Corsi e ricorsi! Ricorrono ad ogni espediente per sfamare i cuccioli che hanno, che avevano (perché ormai grandi) o che faranno (in questo caso lavorano in prospettiva!).

Le foodblogger fanno pappa buona. Gli/le chef fanno comfortfood. (Che poi... che pappa buona è se non la si può nemmeno nominare con facilità... comfrtfd ti si aggroviglia la lingua! Pappa Buona! Tutto un altra cosa!... )

I grandi chef creano, le foodblogger accanite ricreano (lo spirito della famiglia e degli amici).

I primi impiattano le loro creazioni in creazioni altrui dove sotto la composizione della pietanza mi aspetto di trovare anche qualche capello del prete, per non parlare poi della distanza che deve percorrere il povero boccone prima di centrare la bocca assaporante, sperando che il buon 50% della salsa da degustare non goccioli sulla tesa capovolta! Le foodblogger impiattano dove trovano e a volte ci piazzano pure un mazzo di fiori di plastica dietro per sottolineare la plasticità dei loro momenti di ricreazione.

Gli/le chef hanno un mestiere più o meno spendibile, più o meno retribuito a secondo la loro bravura (forse). Le foodblogger a volte sono donne che lavorano in ufficio, in farmacia, a scuola e tante altre che lavorano ad un lavoro che non esiste, perché essere mamma, moglie, amante non è un lavoro da dichiarare scrivendo “casalinga.”

Gli/le chef sui social hanno migliaia di persone che gli seguono, le foodblogger sui social vengono seguite da chef e ristoratori che risiedono a Dubai, a Melbourne e in California e son soddisfazioni!

Per i foodblogger machietti non ho speso manco una parola, siccome sono un mondo assestante... L'unica cosa che mi viene su di loro è che sono longilinei e nella maggioranza giovani, diversamente parliamo di chef stellati.
Chef e foodblogger comunque hanno anche punti in comune: sia tra gli uni e gli altri ci sono quelli che a furia di cucinare hanno imparato a fotografare e il contrario, (come ci sono quelli che cucinare devono ancora imparare!) Sia foodblogger che chef parlano di foodporn (che più porn e food di Rocco che mangia le patatine non c'è ne...) Ci sono quelli che la parte bruciata la mettono sotto sperando passi per estro creativo, ci sono quelli che battono sul tempo il collega preparando la stessa cosa, ci sono quelli che si sanno vendere bene e quelli che ci provano.
Differenze o somiglianze comunque tutti, ma proprio tutti sono passati dallo stesso punto. Hanno vissuto la stessa medesima esperienza, anche se pochi la ricordano ancora, trovarsi intrappolati in un panetto di pasta, la prima volta che ci hanno messo le mani! Vi ricordate?

Riccardo chef a divenire