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domenica 24 maggio 2020

Trippa alla sarda

Ricetta tipica sarda. Cucina italiana


Precisamente "busecca a sa casteddaia" che vuol dire trippa alla cagliaritana. Piatto per gusti forti. Gusti un po' lontani dai miei, anche se devo ammettere che è uscito un gran bel piatto. La ricetta l'ho presa dal primo volume del libro di Itala Testa "Cucina di Sardegna" edito nel 1982 ed ho adattato un po' il procedimento, dato che la trippa ormai la si trova già accuratamente lavata, bollita fino a risultare tenera e tagliata  a listelli sottili.Come consiglia Itala Testa il pecorino secco grattugiato, ingrediente facoltativo che non troverete tra gli ingredienti di questa ricetta, è meglio servirlo a parte, in modo che ognuno possa cospargerlo sulla propria porzione a seconda del proprio gusto. Mio marito per esempio, cagliaritano doc, dice che il pecorino non ci sta a fare niente, io invece ho voluto provarlo e confermo, non ci sta a fare niente. Ma ognuno ha i suoi gusti, per cui fate un po' voi. 
La ricetta semplicissima e molto veloce. Ecco come preparare la trippa alla sarda:

Ricetta della cucina italiana, tipica della Sardegna.

Ingredienti:
  • 500 g di trippa bollita
  • 500 g di pomodori da sugo
  • 1 cipolla media bianca
  • 1 bustina di zafferano (o anche mezza a seconda dei gusti)
  • 80 ml di olio extravergine d'oliva
  • 5 g di sale (un cucchiaino)
  • 4 foglioline di menta fresca
Ricetta tipica sarda. Cucina italiana

Procedimento:

Nel caso la vostra trippa non sia già lavata, bollita e tagliata, fatelo voi lavandola accuratamente e mettendola a bollire in abbondante acqua salata alla quale avrete aggiunto anche 2 gambi di sedano. Appena diventa tenera toglietela dall'acqua, scolatela e tagliatela a listelli.
Tagliate la cipolla a tocchetti e mettetela a soffriggere insieme ad un goccio d'acqua ogni tanto per farla appassire dolcemente. Spellate e tagliate a tocchetti anche i pomodori e aggiungete li nel soffritto assieme al sale e lo zafferano. Inserite anche la trippa, la menta, mezza tazzina di acqua se serve, e lasciate cuocere il tutto per una mezz'ora a fuoco medio-basso.

Ricetta tipica sarda. Cucina italiana


martedì 19 maggio 2020

Insalata mista in padella

Gustoso contorno facile e veloce. Radicchio, pan di zucchero, indivia.

Avete notato che il nostro istinto di approvvigionamento si è fatto più forte in questo periodo che ci siamo ritrovati tutti rintanati ad aspettare che passi, pregando egoisticamente ma molto comprensibilmente, che non ci tocchi da vicino? Vi è capitato allora, come è capitato a me, trovarvi con due buste di insalata mista e realizzare solo una volta arrivati a casa che per non sprecarla andrebbe consumata entro i prossimi due giorni? Niente panico. La si può anche diversificare e prolungarne la scadenza passandola in padella. Una busta la si consuma subito e l'altra la potete utilizzare per ottenere uno sfizioso contorno cucinandola con pochissimi ingredienti e conservandola in frigo per altri 2-3 giorni.
Per la verità questa è la ricetta con la quale faccio spesso il radicchio rosso ma va benissimo anche per l'insalata mista (radicchio, pan di zucchero, indivia, insalata riccia, quello che c'è nella busta insomma.)
Facile, semplicissima e gustosa. La potete utilizzare come contorno, ma anche per pasteggiare aggiungendo del buon pane e qualche pezzo di formaggio di vostro piacimento.

Gustoso contorno facile e veloce. Radicchio, pan di zucchero, indivia.

Ingredienti:
  • 500 g di insalata mista (radicchio, pan di zucchero, indivia nella foto)
  • 30 g olio extra vergine d'oliva
  • 1 spicchio d'aglio
  • 5 g di sale
  • 1 cucchiaino di miele (sostituibile da sapa in maggior quantità o una manciata di uva passa)
  • 5 noci
Gustoso contorno facile e veloce. Radicchio, pan di zucchero, indivia.

Procedimento:

Mettete a scaldare l'olio con lo spicchio d'aglio tagliato a metà. Aggiungete l'insalata, coprite e abbassate la fiamma al minimo. Quando la verdura inizia a buttare l'acqua di vegetazione controllate se sia abbastanza per farla cuocere, aggiungete il sale, i gherigli di noce, la materia dolce che avete scelto e nell'eventualità aggiungete una o mezza tazzina di acqua. Coprite e lasciate cuocere per una decina di minuti massimo. Quando le foglie saranno morbide e avranno assorbito l'acqua presente servite e gustate.
Qualche volta un minuto prima di spegnere, tolgo l'aglio e metto sopra delle fette di emmental, scamorza affumicata o provola e lo uso come due porzioni di un piatto unico. 

Gustoso contorno facile e veloce. Radicchio, pan di zucchero, indivia.

mercoledì 13 maggio 2020

Skordalia - agliata greca

Skordalia, la ricetta tradizionale dell'agliata greca
 
Skordalia, ovvero agliata! Ma quanti ricordi d'infanzia quando "tanto non devo baciare nessuno" e via con la scorpacciata di agliata spalmata su fette di melanzane e zucchine impastellate e fritte o su deliziosi bocconcini di frittelle di baccalà. Una delle prime ricette-lezioni di nonna: "impara a usare il mortaio e poi decidi se farla col frullatore. Se non impari non hai scelta...", diceva. E quanta agliata ho fatto con mortaio di legno, quello che si usa in Grecia, perché alla fine mi affascinava di più il metodo tradizionale e il sapore che dava la forza delle mie braccia, piuttosto che l'uso dell'elettricità e il macchinario. Mia nonna mi insegnò a fare l'agliata con pane raffermo ammollato con l'acqua e ben strizzato. "E se aggiungi anche una manciata di noci, diceva, è la fine del mondo."

 Le noci sono un ingrediente da aggiungere a piacere nella versione dell'agliata fatta con pane. Come in tutte le ricette con pochi e non elaborati ingredienti, la qualità è di fondamentale importanza. L'aglio deve essere buono e senza germoglio interno (raro da trovare), l'olio extravergine d'oliva deve essere di qualità superiore, con acidità inferiore al 0,8%. Gli oli extravergine d'oliva hanno acidità da 0,8-2% ma quello di qualità superiore deve stare sotto la soglia più bassa. Nella ricetta vi ho messo solo 35 g di olio evo per realizzarla con un extravergine che potete trovare in commercio, ma se possedete la qualità superiore aumentate pure la dose a piacere.

Non vi sto a decantare le proprietà benefiche sulla salute del consumo dell'aglio crudo. Vi dico solo che l'aglio abbassa la pressione e  rafforza i legami famigliari perché lo si mangia o tutti o nessuno. Era da anni che non preparavo una buona agliata, dato che con una vita sociale pare non si adegua molto bene, anche se in verità si può sempre mangiare l'agliata e mantenere le sane distanze sociali. Ora che la socializzazione è prettamente  virtuale e filtrata da uno schermo non ho potuto fare a meno che approfittarne! Un tornaconto lo dovevo pur avere da questo periodo di reclusione, no? E allora evviva l'agliata e la vita in famiglia senza condizionamenti sociali sulle mie scelte alimentari! I miei nonni e bisnonni con fritture e agliata sono arrivati tutti a 90 e oltre anni. Vuoi vedere che la skordalia è l'elisir di lunga vita...
Prepariamola! Versione patate per esigenze di stare "senza glutine".


Skordalia, la ricetta tradizionale dell'agliata greca

Ingredienti:

  • 250 g di patate pesate dopo la bollitura e spellate

  • 3-4 spicchi d'aglio

  • 5 g di sale

  • 20 g di acqua (un poco di più se la si vuole più fluida)

  • 20 g di aceto di vino rosso

  • 35 g di olio extravergine d'oliva delicato

Salsa d'accompagnamento di fritture


Procedimento:


Lavate le patate di pasta gialla e fatele bollire con la buccia per una 20 di minuti o di più. Lasciatele intiepidirsi, spellatele, tagliate a pezzettini in modo che si possano lavorare meglio e lasciate che siano veramente  temperatura ambiente prima di lavorarle con l'aglio in modo di non alteragli l'odore e il sapore.
Private gli spicchi d'aglio dal eventuale germoglio centrale, anche se la miglior agliata la otterrete se avrete a disposizione aglio non germogliato.
Se lavorate con un mortaio mettete l'aglio con 5 g di sale grosso e pestate. Se invece usate il frullatore utilizzate sale fino. Aggiungete l'aceto l'acqua e poche per volta di patate.

Quando il composto sarà omogeneo iniziate ad inserire l'olio a piccole dosi e se state usando il mortaio non pestate più ma fate incorporare l'olio con movimenti rotatori.

Impiattate, coprite con pellicola e lasciate riposare in frigo per due ore almeno. La vostra skordalia, ovvero agliata, è pronta per accompagnare fritture di pesce ma anche melanzane e zucchine impastellate e fritte.

Salsa d'accompagnamento di fritture e bruschette




mercoledì 6 maggio 2020

Torta Nocciola


Torta senza lattosio e senza glutine con nocciole e gocce di cioccolato


Una ancora torta per colazione e merende. La ricetta è di Apriti Sesamo ma la base è la tradizionale ricetta della Karidopita, ovvero torta di noci. Una tradizionale torta sciroppata della cucina di monte Pelio. Solo che ho sostituito le noci con le nocciole potenziando il gusto con gocce di cioccolato. Lo zucchero invece che farlo sciroppo e aggiungerlo dopo l'ho aggiunto dentro ed eccola! Particolare e molto buona per chi ama le nocciole e il cioccolato. Non contiene lattosio e se sostituite il pangrattato con quello senza glutine è ottima anche per chi è intollerante al glutine. Ve la lascio. chi sa che qualcuno non se ne innamora della sua morbidezza! 

Torta senza lattosio e senza glutine con nocciole e gocce di cioccolato
Torta senza lattosio e senza glutine con nocciole e gocce di cioccolato

Ingredienti:
  • 300 g di nocciole tostate
  • 10 uova
  • 160 g di zucchero
  • 70 g di pangrattato (senza glutine se si è intolleranti)
  • 1 tazza da caffè cognac o brandy (60 g)
  • mezza bacca di vaniglia
  • 60 g di gocce di cioccolato fondente (io avevo scaglie)
  • 10 g di lievito in polvere
  • un pizzico di sale
  • 2 cucchiaiate di zucchero a velo
  • 1 cucchiaiata di cacao amaro in polvere

Torta senza lattosio e senza glutine con nocciole e gocce di cioccolato

Procedimento:


Tritate le nocciole finemente lasciando una piccola parte (a piacere) a grana più grossa. In un recipiente mischiate nocciole, pangrattato e lievito.
Separate gli albumi dai tuorli. Aggiungete un pizzico di sale agli albumi e montateli a neve fermissima. Montate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa e più chiara dal colore iniziale. Aggiungete a filo il cognac o brandy e i semi di mezza bacca di vaniglia (o la vanillina).
Ai tuorli incorporate le polveri (nocciole, pangrattato, lievito) e poi aggiungete in due o tre dosi gli albumi montati a neve, amalgamando con movimenti lenti dal basso verso all'alto.
all'ultimo aggiungete le gocce di cioccolato.
Versate in una teglia da 28 cm precedentemente ingrassata (con margarina se vi preme mantenere l'assenza di lattosio o burro se non ci sono problemi) e infarinata (con farina di riso per la versione senza glutine).
Cuocete a forno statico, precedentemente portato a 180°C, per 40 minuti.
Togliete dalla teglia e lasciate raffreddare sopra una griglia.
Mischiate due cucchiaiate di zucchero a velo con una cucchiaiata di cacao amaro in polvere e cospargete la superficie.
Non vi resta che gustarvela!

Torta senza lattosio e senza glutine con nocciole e gocce di cioccolato



domenica 26 aprile 2020

Torta ai tre cioccolati con 4 ingredienti


Tre cioccolati e quattro ingredienti in tutto! Agli amanti del cioccolato questo tripudio  è ben noto. Di solito la torta ai tre cioccolati la si prepara su una base di biscotti tritati e burro come se fosse una cheesecake ma a me piace vedere tre strati e non quattro.Poi vogliamo mettere la facilità con la quale si prepara?
Serve uno sforzo minimo e si presta per essere decorata senza limiti. Potete servirla con granella di mandorle, vestirla intorno con cocco essiccato, accompagnarla con panna montata e amarene sciroppate. Basta insomma avere fantasia senza limiti ed essere un po' goderecci. 

Come per tutte le ricette con pochi ingredienti, e questa ne ha pochissimi, di fondamentale importanza è la qualità delle materie prime. Migliore sarà il cioccolato che userete, maggiore sarà la soddisfazione del risultato.
Andiamo a preparare la torta ai tre cioccolati allora!



Ingredienti:

  • 300 g di cioccolato bianco
  • 275 g di cioccolato al latte
  • 250 g di cioccolato fondente al 55%
  • 550 g panna fresca (o vegetale da montare)


Procedimento:

Muniti di tagliere e coltello riducete il cioccolato in pezzettini piccoli e mettetelo in tre terrine diverse.
Aggiungete 150 g di panna nel cioccolato bianco, 200 g di panna nel cioccolato al latte e 200 g di panna al cioccolato fondente.
Scaldate dolcemente ogni terrina a bagnomaria, mi raccomando temperatura molto dolce per non bruciare il cioccolato e mischiando con una forchetta fatelo sciogliere bene.
Mettete le terrine in frigo per 20-30 minuti e preparate lo stampo. Su un vassoio mettete un foglio di carta da forno e posizionate un anello apribile per torte di 22 cm di diametro. Potete anche utilizzare una qualsiasi forma per torte anche lo stampo per il plumcake ma in quel caso rivestite con la pellicola alimentare.
Prendete prima il cioccolato bianco, montate con le fruste elettriche a massima velocità per qualche minuto. Versate lo strato bianco e con una spatola di silicone stendetelo in modo uniforme.
Riposizionate in frigo e montate il cioccolato al latte. Versate e stendete anche il cioccolato al latte e mettere in freezer per una decina di minuti. Nel frattempo montate in cioccolato fondente. Versate e stendete anche il cioccolato fondente e mettete in frigo per 2-3 ore. (Non fate come me che ho imbrogliato mettendola in freezer per un'ora e tagliandola prima che si fossero stabilizzati tutti e tre gli strati. 😁 Era buona lo stesso, comunque!😜)
Quando si è ripreso anche lo strato di cioccolato fondente, togliete l'anello, capovolgete la torta, con una mossa delicata ma decisa, nel suo piatto di portata, decoratela a piacere e gustatevela!





mercoledì 22 aprile 2020

Kounenos - lievito di ceci


Kounenos è un fermento di ceci che si prepara a Creta e ad altre isole greche per ottenere un pane speciale chiamato "eftazimo, eptazimo o ftasma". Pane che si prepara per le feste comandate ma anche per le grandi occasioni di ogni famiglia. Pane lento, profumato, carico di sapori e sapienza, pane ancestrale e marcatamente tradizionale. Non fa parte della mia cultura locale (Volos e Monte Pilio) anche se è stato nominato sempre da mia nonna come pane di una bontà unica.
Ma vediamo un po' come fare kounenos, il lievito di ceci che ci serve per fare lievitare il nostro pane.
È vero che senza lievito di birra o lievito madre siamo spacciati? Che la cultura culinaria non ci abbia dotato di alternative per preparare un pane lievitato senza lievito e che ci dobbiamo accontentare di una piadina azzima (senza nulla togliere alla sua bontà) preparata velocemente e in padella?
No, non è vero. Per il lievito di ceci ci servono pochissimi ingredienti e un po' di tempo. Calma interiore, silenzio e pazienza ma il risultato sarà stupefacente.
24 ore prima di impastare prepariamo kounenos. Le brave massaie dicono che ci vogliono 7-8 ore e che sia una questione di magia se si innescherà o no la fermentazione. Ci sono infatti un sacco di dicerie sulla sua preparazione, che deve essere segreta e in silenzio, lontana dai malocchi. A me sono servite 24 ore per far fermentare il mio lievito di ceci che accuratamente ho tenuto coperto e al calduccio. Se lasciato vicino ad una fonte di calore, sempre coperto comunque, i tempi possono essere più brevi, 12-15 ore. Sperimentate! Tanto si tratta di impiegare una quantità di materiale minima. Male che vada si passa ad un secondo tentativo (ma secondo me non servirà).
Con kounenos (si legge cunenòs, con l'accento sull'ultima sillabe) si può preparare oltre il pane speziato e leggermente dolce, eftazimo, anche il pane quotidiano con la ricetta che più vi piace.
Vediamo come preparare il lievito di ceci dunque:


Ingredienti:
  • 50 g di ceci
  • 2-3 foglie di alloro
  • 300 -320 g di acqua (utilizzerete solo 250)
  • 5 g di zucchero
  • 1 g di bicarbonato di sodio (va bene anche lievito in polvere per torte salate, si tratta sempre di bicarbonato di sodio)

Procedura:

Lavate bene le foglie di alloro e mettetele a bollire nell'acqua per 4-6 minuti a fuoco basso.
Macinate i ceci (io ho usato l'antico mortaio di bronzo della mia nonna).
In un barattolo di vetro (per poter controllare l'andamento della fermentazione) mischiate i ceci macinati, lo zucchero e il bicarbonato.
Aggiungete 250 g del decotto di alloro, mischiate e coprite. Io ho coperto con pellicola sulla quale con uno stuzzicadenti avevo praticato un paio di fori.
Avvolgete in un coperta di lana o tessuto che mantiene il calore, posizionatelo vicino ad una fonte di calore e aspettate pazientemente che il vostro lievito di ceci si gonfia producendo schiuma e un odorino non tanto gradevole (tranquilli, poi l'odore sparisce, anzi nel pane si trasforma in odore buonissimo!)

Quando quindi da così: 
Fase iniziale di kounenos

lo troverete così:
Fase finale di kounenos
 il vostro lievito di ceci, è pronto! Potete filtrarlo, prendere il liquido, fare un pre-impasto oppure utilizzarlo interamente e fare il pane con piccoli frammenti di ceci.




giovedì 16 aprile 2020

Biscotti di Ioannina


La ricetta dei biscotti di Ioannina mi è stata data tanti anni fa da una ragazza nata nella bellissima città di Ioannina ed era quella che faceva sua nonna ogni Pasqua, perché questi biscotti si preparano proprio il Giovedì Santo e fanno parte delle ricette dei biscotti di Pasqua. Poi, Martha una grande cuoca e tradizionalista come me conosciuta tramite il blog e proveniente dalla stessa città, mi confermò l'autenticità della ricetta e mi insegnò i passaggi per preparare i biscotti di Ioannina esattamente come le donne della sua zona. Si tratta quindi di una ricetta tradizionale della cucina greca. Adesso, io non posso dire di prepararli a regola d'arte proprio, dato che  dovrei lavorare l'impasto lasciandolo molto morbido e io un pizzico di farina in più lo aggiungo sempre, ma vi assicuro che sono tanto tanto buoni e vale la pena lasciare invadere la vostra casa dal loro profumo.



Ingredienti:

  • 1 kg di farina 00 (in quelli che vedete in foto ho messo 200 g di farina  in più ma fonti autorevoli sostengono che basta lasciare una notte l'impasto in frigo avvolto da pellicola per poterlo manipolare con meno difficoltà, in modo da attenersi alle dosi tradizionali.)
  • 250 g di burro a temperatura ambiente
  • 500 g di zucchero
  • 10 uova piccole
  • 150 g spremuta d'arancia
  • 30 g di ammoniaca per dolci
  • 2 bustine di vanillina
  • scorza di un'arancia non trattata



Procedimento:

Separate i tuorli dagli albumi e montate a neve ferma questi ultimi.
Lavorate il burro a temperatura ambiente con lo zucchero e aggiungete uno per volta i tuorli, fino a ottenere una cremina chiara e spumosa e in questa, con una spatola di silicone incorporiamo gli albumi montati.
In un bicchiere che teniamo rigorosamente sopra la bacinella dove stiamo preparando l'impasto, mettiamo la spremuta d'arancia e facciamo sciogliere l'ammoniaca per dolci, mischiando con un cucchiaino. La reazione chimica produrrà una schiuma che uscirà fuori dal bicchiere e perciò conviene tenerlo sopra la bacinella, dato che subito appena sciolta l'ammonica rovesceremo il tutto nella bacinella dell'impasto.
Aggiungete a questo punto la scorza d'arancia, le vanilline e la farina setacciata e impastate con una spatola di silicone o un mestolo di legno. 

Otterrete un impasto molto morbido e appiccicoso. Non aggiungete altra farina! Coprite con la pellicola alimentare e ponete in frigo per 2 ore in modo che si indurisca restando comunque appiccicoso.
Foderate 4 teglie da forno con carta da forno, bagnatevi le mani con olio di semi, prelevate una quantità d'impasto grande quanto una clementina, dice Martha, formate un cordone e unendo le estremità una ciambella dal buco abbastanza largo. Lasciate molto spazio tra un biscotto e l'altro, perché crescono molto durante la cottura.
Ogni tanto oleatevi le mani per poter formare i biscotti di Ioannina.
Infornate in forno statico portato precedentemente a temperatura a 200°C (abbassate a 180°C quando mettete i biscotti) per circa 10-12 minuti, fino a leggera doratura.

Ottimi per inzupparli nel caffè o nel latte.




martedì 7 aprile 2020

Farinata o Cecina con feta


Sarà stato un sacrilegio? Sarà stato un attimo di follia? Ho aggiunto alla farinata genovese la feta greca. Adorando la farina di ceci, essendo intollerante al glutine e preparando spesso per i miei bimbi la Kasiopita, ricetta tradizionale greca ricca di formaggio feta, il passo della contaminazione della Cecina o Farinata genovese è stato breve. Cosa vi devo dire... una goduria appena sfornata ma anche il giorno dopo tagliata a pezzi e grigliata, accompagnando insalate per fare un pasto completo o per togliersi lo sfizio di un aperitivo. Non vedo l'ora di prepararla ai miei amici Genovesi! Succederà prima o poi. Restiamo fiduciosi. Intanto vi passo la ricetta della farinata, con Feta Stuffer che avevo in frigo dall'ultimo rifornimento, e mi coccolo con un pezzo che raggruppa elementi i quali riescono a nutrirmi pure l'anima: feta greca preparata nei miei luoghi di nascita e importata da una azienda che stimo per qualità e genuinità, ricetta di un luogo pieno di fascino e amici preziosi, farina di ceci che non fa a botte con le mie intolleranze!

  
Ingredienti:

Procedimento:

Mischiate la farina di ceci con l'acqua e lasciate riposare per 4 o più ore, mischiando ogni tanto e raccogliendo l'eventuale schiuma formata in superficie.
Aggiungete il sale, 20 g di olio extravergine d'oliva e la feta che precedentemente avrete lavato, asciugato tamponando con della carta da cucina e sbriciolato.
Il una teglia bassa e larga (la mia è di 36 cm di diametro, quindi potete usate anche quella in dotazione del vostro forno) versate 60 g di olio d'oliva extravergine, date una mescolata al composto, rovesciatelo in teglia, sistemate meglio qualche pezzo di formaggio e cuocete in forno ventilato portato precedentemente alla massima temperatura per 15-20 minuti, fino a doratura desiderata. Posizionate la teglia nella parte bassa del forno.
Per quanto riguarda alla presenza del olio extravergine d'oliva nella farinata, la dritta che mi ha dato l'amico genovese e che giro a voi era "non lesinare, deve friggere!"


venerdì 3 aprile 2020

Gelato ricetta base


E noi facciamo il gelato! Scordiamoci la primavera  che è arrivata pesante quest'anno, sorvoliamo sulla grande festa della Pasqua che porta con sé la speranza della Risurrezione, dimentichiamoci la festa con amici e famiglia, la scampagnata tradizionale (che forse il giorno pioverà pure), lasciamo da parte i progetti per un'estate che sarà tutta un' incognita e facciamo le prove di gelato fatto in casa. Vuoi come lo preferite, crema, variegato al cioccolato o con le amarene?
La ricetta che vi lascio è quella base, conservata tra i fogliettini volanti raccolti da quando ero ragazzina. Ricordo solo che ero fissa a prepararlo con caffè solubile. Prossima volta infatti che lo rifaccio sicuramente il gusto "moka", come chiamano in Grecia il gelato al gusto del caffè, non mi sfugge!



Ingredienti:

  • 250 g di zucchero
  • 5 tuorli
  • 1 lt latte
  • 400 ml panna
  • 2 g do sale
  • 20 g di amido di mais
  • mezza stecca di vaniglia o 2 bustine di vanillina


per il variegato al cioccolato

  • 150 g di cioccolato fondente al 50%
  • 100 g di latte



Procedimento:

Mettete a scaldare il latte e la metà quantità della panna e nel frattempo montate i tuorli con lo zucchero e il sale, fino ad ottenere una cremina chiara e spumosa. Nel latte, mentre si scalda, aggiungete la vaniglia aprendo di lungo il pezzo di stecca e asportando con la punta di un coltello i piccoli semi o la vanillina.
Nei tuorli montati invece aggiungete l'altra metà della panna e l'amido di mais.
Continuando a lavorate con la frusta elettrica, incorporate nei tuorli un po' di latte bollente in modo da evitare lo shock termico che farebbe rassodare i tuorli.
Trasferite tutto il composto in pentola e lasciate bollire in temperatura bassa e mischiando fino a che non si addensi. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare, mischiando sempre in modo che non faccia la crosta sopra.
Versate in un contenitore in acciaio inox (io ho usato la teglia alta per le lasagne ma può andare bene anche la pentola stessa o un altro qualsiasi recipiente) e mettete in freezer. Dopo 2 ore potete tirarlo fuori e lavorarlo brevemente con le fruste elettriche nella massima potenza. Poi altre due ore in freezer e lavoratelo nuovamente. Dopo 8-12 ore è pronto da servire!
 Se invece volete fare il variegato al cioccolato sciogliete a bagnomaria i 150 g di cioccolato fondente col latte. Versate un terzo della crema per il gelato e sopra distribuite a cucchiaiate metà del cioccolato fuso. Coprite con un altro terzo di crema, distribuite il resto del cioccolato e coprite col resto della crema. Mettete il freezer per una notte.





sabato 7 marzo 2020

Risotto con zucca e salsiccia


Quando dissi  che compravo la salsiccia vidi visi felici e sognanti grigliate. Con un pizzico di sano sadismo dissi: "la faccio in risotto con la zucca" e vidi i sorrisi spegnersi e la saliva prosciugarsi in bocca. Andai dai macellaio. "Come la fai?" chiese anche lui pentendosi subito dopo aver sentito la risposta. Insomma, mi sono divertita moltissimo a vedere la reazione degli uomini che per la salsiccia non contemplano altra fine che arrosto! Vi assicuro però che si sono leccati i baffi e quindi questo risotto con zucca e salsiccia entra a far parte delle ricette di casa mia, perché sicuramente verrà proposto più volte. Era squisito e la sua bontà ci ha aiutati a ridurre il consumo di carne in modo soddisfacente, visto che con 300 g di salsiccia, se fosse fatta arrosto, mai avrei sfamato 4 persone. Arriverà anche il momento dei grandi arrosti ma per ora, il quinto gusto di Apriti Sesamo che governa la cucina e sfama il popolo ha deciso così! Eccovi la ricetta:



Ingredienti:
per 6 porzioni
  • 80 ml di olio extravergine d'oliva
  • mezza cipolla bianca
  • 300 g di salsiccia fresca
  • 300 g di zucca Delica
  • 500 g di riso vialone nano
  • 250 ml di vino bianco
  • acqua bollente (quanto basta)
  • 10-12 g di sale
  • pizzico di timo
  • 30 g di parmigiano reggiano

Procedimento:

Mettete l'olio a scaldare. Aggiungete la salsiccia sbriciolata, la cipolla tagliata a tocchetti e la zucca a dadini  e rosolate tutto assieme a fuoco vivo. Appena la salsiccia viene sigillata aggiungete anche il riso e lasciate tostare per qualche minuto.
Sfumate col vino, abbassate la fiamma e proseguite la cottura aggiungendo acqua bollente, poco per volta e girando col mestolo sempre in modo che il riso rilasci il suo amido  e venga cotto in modo uniforme.
Aggiungete il sale e il timo se si tratta di timo secco, altrimenti, se avete la possibilità di utilizzare timo fresco, lo aggiungerete a cottura ultimata, durante la mantecatura.
Dopo 15 circa minuti, aggiungete l'ultima mestolata di acqua, spegnete il fuoco, aggiungete un po' di parmigiano, mescolate e coprite per 5 minuti.
Servite caldo ed eventualmente con pepe nero macinato sul momento.





sabato 29 febbraio 2020

Karidopita


E siamo arrivati a 4 anni bloghino mio! Oggi, il 29 Febbraio e in tarda sera come 4 anni fa ma con l'animo leggero, voglia di giocare tanta, con ansie sedate e con determinata rivendicazione, al contrario al grande senso di rinuncia di allora, ti festeggio! In 4 anni hai portato tanta bellezza nella mia vita, tante nuove esperienze, viaggi, persone interessanti. Starti dietro è un vero e proprio lavoro non retribuito ma altamente appagante. Deposito di un pezzettino di anima mia, di memoria, di sogni e tanti saperi tramandati, sei discretamente seguito per merito dei tuoi contenuti e non per sforzi miei di essere simpatica, accattivante ecc sui social che fanno da amplificatori alla voce di ogni blog e ciò mi rende felice. Come mi fanno immensamente piacere le persone che si affidano alle tue ricette per ricreare momenti conviviali piacevoli, per ispirarsi o anche solo per risolvere il problema quotidiano di "che cavolo cucino oggi???" e a loro va un grazie immenso, perché molte, troppe volte anche se non consapevoli, riescono a cambiare l'orbita di una giornata "no". E sono strane queste persone bloghino mio, perché inaspettatamente arrivano con una parola benevola, gratuitamente, con la richiesta di un consiglio, con la voglia di un saluto, nei momenti più opportuni! Come se avessero le antenne per captare stati d'animo e palesarsi sempre a tuo favore. Quindi oggi per festeggiarti regalo a loro una ricetta per me preziosa. Una ricetta greca tradizionale di monte Pelio.
Nel paesino di Kissos ho visto persone di ogni provenienza, lingua e nazionalità venire per assaggiare questa torta prelibata, perché quella ricetta era l'autentica ricetta antica di monte Pelio. Avevo chiesto alla signora Voula che la preparava per il ristorante centrale, alla signora che faceva la karidopita più famosa insomma, come si fa e lei carinamente mi prese con se in cucina per farmela vedere. Peccato che io avessi 6 anni e riusci solo a fissare le memorie visive e olfattive. Da grande avrei potuto chiedere la ricetta ma lei era un mostro sacro della karidopita. Il suo nome era sinonimo ormai di karidopita e non osai mai chiedere. Ma la ricetta decise di arrivare comunque nelle mie mani in un modo strano... arrivo come ricompensa  per aver spiegato alla signora Kety come si fa l'autentica carbonara, e lei mi regalò un libro di ricette tradizionali della mia zona, scritto da lei e dentro c'era la karidopita, la tanto buona torta di noci! Dopo aver per anni fatto karidopita su larga scala, per cene e pranzi a menù greco mi è capitato prepararla anche per un ricevimento dove, secondo voi? Nel ristorante della signora Voula, ormai dato in gestione e lei era lì come invitata al ricevimento! Mi sorrise e commentò: "come la mia!"
Ci tengo a precisare che torta di noci, sciroppata si fa un po' in tutta la Grecia ma le ricette si differenziano e anche il nome. "Melahrinì" per esempio è la torta di noci che fanno nella pianura e contiene una parte di farina o semola fine e qualche cucchiaiata di cacao. Prima o poi vi metto anche la ricetta di Melahrinì ma intanto:
Karidopita, torta di noci di Monte Pelio!



Ingredienti:
  • 300 g di noci
  • 10 uova
  • 50 g di zucchero
  • 6 cucchiaiate di pangrattato (70 g)
  • 1 tazza da caffè cognac o brandy (60 g)
  • un cucchiaino di cannella in polvere
  • mezzo cucchiaino di chiodi di garofano in polvere
  • 10 g di lievito in polvere
  • un pizzico di sale

Per lo sciroppo

  • 300 g di zucchero
  • 300 g di acqua
  • un pizzico di sale
  • una cucchiaiata di succo di limone
  • mezza tazzina di cognac o brandy
  • buccia di limone e un pezzettino di stecca di cannella  (aggiunta mia)


Procedimento:

Tritate le noci finemente lasciando una piccola parte (a piacere) a grana più grossa. In un recipiente mischiate noci, pangrattato, lievito, cannella e chiodi di garofano.
Separate gli albumi dai tuorli. Aggiungete un pizzico di sale agli albumi e montateli a neve ferma. Montate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa e più chiara dal colore iniziale. Aggiungete a filo il cognac o brandy.
Ai tuorli incorporate le polveri (noci, pangrattato ecc) e poi aggiungete in due o tre dosi incorporando gli albumi montati a neve, amalgamando con movimenti lenti dal basso verso all'alto.
Versate in una teglia da 28 cm precedentemente ingrassata (con margarina se vi preme mantenere l'assenza di lattosio o burro se non ci sono problemi) e infarinata.
Cuocete a forno statico, precedentemente portato a 180°C, per 40 minuti.

Fate bollire per 5 minuti lo zucchero con l'acqua, un pizzico di sale e una cucchiaiata di succo di limone (io aggiungo anche una buccia di limone e un pezzettino di stecca di cannella) spegnete e aggiungete in mezza tazzina di cognac o brandy e versate lo sciroppo bollente sulla torta appena sfornata.

Tagliate a rombi e servite accompagnando sempre da un bicchiere di acqua fresca.