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giovedì 16 maggio 2019

Kasiopita agli asparagi


La kasiopita (zymaropita, kourkoutopita o altri nomi che sentirete in giro per la Grecia) l'avete già amata da subito per la sua genuina semplicità e bontà. E se la facessimo agli asparagi? A noi è piaciuta e ve la propongo. Certo qualcuno a casa che sfilava gli asparagi per gustarsi la sua kasiopita l'ho beccato ma i palati adulti dicono che è una finezza di sapore, quindi ecco qua la ricetta: 


Ingredienti:

  • 500 g di asparagi verdi
  • 80 ml di olio
  • sale
  • pepe
  • 2 uova
  • 200 ml di latte
  • 150 ml di acqua
  • 150 g di farina 00
  • 400 g di formaggio feta
  • sesamo


Esecuzione:


Lavate e asciugate gli asparagi. Tagliate la parte dura dei gambi e con un pelapatate pelate in gambo eliminando eventuali filamenti.
Tagliate i germoli ad una altezza pari alla metà del diametro della vostra teglia (io gli ho tagliati a 16 cm.) Posizionate gli asparagi ad una teglia bassa (la mia larga 38 cm). Se preferite rivestitela di carta da forno. Oleate gli asparagi, salateli e pepateli. Se avanzano dei gambi teneri tagliateli a rondelle.
In una bacinella mettete le uova, l'acqua, il latte e la farina e fate una pastella. Lavate, asciugate e sbriciolate la feta, aggiungete le eventuali rondelle dei gambi di asparagi e a cucchiaiate versate il composto tra un asparago e l'altro.
Cospargete con abbondanti semi di sesamo.
Infornate a 170°C forno ventilato per 50-60 minuti circa e buon appetito!




martedì 14 maggio 2019

Involtini di cavolo verza ungheresi Töltött kàposzt


Succede che mi babbo invecchia. Prende la pensione, la mette nel portafoglio, prende l'aereo e poco prima di Pasqua viene a trovare le figlie e i nipoti che vivono in Italia. Succede che mi babbo invecchia... Esce con un amico greco a prendere il caffè, passano a trovare un amico (greco) che vende del buon vino sardo, torna a casa, si pranza, lui si fa la siesta pomeridiana e io esco per commissioni. Mi arriva su Facebook il messaggio di una donna sconosciuta:
- Ciao Eleni, conosci Pinco Pallino?
- Certo che lo conosco! E' mio padre!
- Dove si trova ora?
Porca miseria, penso, l'ho lasciato a casa che dormiva, ma questa chi è? Cosa vuole?
- Scusa tu chi saresti?
E Agnes si presenta... "Abbiamo trovato i suoi documenti" mi scrive... Mi da il numero del marito per mettermi in contatto. Chiamo mi babbo e lo sento ansimare. Si è appena svegliato e accorto di aver perso tutto. Portafoglio intero con furbamente tutto dentro! "Papà, hanno trovato i documenti, hanno detto. Chi l'ha trovato prima di loro l'avrà svuotato, ma almeno abbiamo i documenti. Stasera alle 7 abbiamo appuntamento per prenderli." Penso che a seconda chi è (almeno in certe parti del mondo) l'avrebbe svuotato e sarebbe capace di chiamare per venderci pure i documenti, oppure avendolo trovato già svuotato dai soldi potrebbe chiedere una mancia per aver restituito i documenti... Invece Agnes e Marco, il portafoglio l'hanno trovato intero e integro e così l'hanno voluto consegnare al legittimo proprietario. Lui sardo di quelli tutto d'un pezzo e lei Ungherese. Chi ha mai conosciuto un Ungherese! Non saprei dire come sono gli Ungheresi ma a giudicare da Agnes posso dirvi, dolci, onesti, generosi, sensibili, hanno il cuore che è un pezzo di pane e sanno cucinare pure bene!
Una settimana fa sono venute a trovare Agnes e il piccolo nipotino la mamma e la zia, cuoca professionale in pensione, dopo aver lavorato nell'esercito. Agnes non solo ha condiviso con me tutte le prelibatezze che con tanto affetto le hanno portato ma mi ha anche invitato a casa per assistere alla preparazione di questo piatto tradizionale ungherese che è veramente squisito! Töltött kàposzt significa "cavolo ripieno". Involtini di cavolo verza o cavolo cappuccio che accomunano molti popoli. Questa è la ricetta ungherese tradizionale e più autentica di così non penso avrei potuto mai ottenerla! Spiegata, vista fare dal vivo e assaggiata, dato che la ricetta prevedeva anche un pentolone da portarmi a casa, che è stato molto gradito perfino da mia suocera. Ma d'altronde, se una ricetta fa parte della tradizione di un paese significa che ha superato una selezione naturale per la quale solo le migliori sopravvivono e vanno avanti. Godetevi quindi questo passaggio di conoscenze della cultura culinaria Ungherese e seguite le indicazioni di preparazione e cottura per ottenere un risultato autentico!



Ingredienti:
per i crauti

  • 1 kg circa di cavolo cappuccio bianco
  • 2 foglie di alloro
  • 20 g di sale
  • 5 g di zucchero
  • 1 cucchiaino di cumino
  • pepe in grani
  • 100 ml di acqua
  • fette di pane

per gli involtini 

  • 1 verza grande
  • 700 g di macinato di maiale magro
  • 300 g di macinato di maiale grasso
  • 200 g di riso ribe
  • 15 g di sale
  • 2 cipolle bianche
  • 1 spicchio d'aglio
  • 3 cucchiaiate abbondanti di paprika dolce
  • 1 cucchiaino scarso di cumino
  • 1 cucchiaino di pepe nero
  • panna acida oppure yogurt Herakles Stuffer


Esecuzione:

Una o due settimane prima iniziate preparando i crauti che potete mangiare anche come insalata o contorno: Togliete le foglie esterne di un cavolo cappuccio bianco, lavatelo e grattugiatelo. Aggiungete al cavolo il sale, lo zucchero, le foglie di alloro lavate e spezzettate, il cumino, i grani di pepe, l'acqua e trasferitelo in un vaso di vetro col coperchio ma non a chiusura ermetica. Premete il cavolo che inizierà a buttare anche la sua acqua di vegetazione e posizionate sulla superficie delle fette di pane per coprirlo. La mia amica Agnes mi ha spiegato che il pane va tolto dopo due giorni e buttato via. Serve per tenere il cavolo leggermente premuto e per raccogliere la schiuma che si produce i primi giorni di fermentazione.
Una volta ottenuti i crauti (alimento ricchissimo di vitamine e benefico per l'organismo) Procedete con gli involtini:

In una bacinella mischiate la carne macinata col riso, il sale, il cumino, l'aglio, 2 cucchiaiate di paprika e il pepe.
Togliete il torsolo della verza e immergetela per qualche minuto in acqua che bolle, fino a che non iniziate a staccare le foglie. Con una schiumarola togliete le foglie dall'acqua e conservatela per usarla durante la cottura degli involtini.

Se le foglie sono grandi tagliatele a metà privandole della parte dove la nervatura è più grossa.
Prelevate una quantità adeguata di ripieno, avvolgetela con la foglia e spingete le estremità verso dentro.
In una pentola dotata di coperchio posizionate a strati iniziando sul fondo con uno strato di crauti che avrete scolato e strizzato per proseguire poi con uno strato di involtini, uno strato di crauti spolverati di paprika e cipolle grattugiate, e via così, finendo con uno strato di crauti spolverati di paprika con l'aggiunta di un poco di concentrato di pomodoro.
Se vi avanza ripieno formate delle palline e aggiungetelo senza l'involucro della foglia di verza.
Aggiungete acqua calda fino a coprire  tutto e mettete sul fuoco. Appena inizia a bollire abbassate il fuoco in modo da lasciare una fiamma debolissima, coprite e fate cuocere per 2 ore.
Servite con panna acida o come consiglia la mia amica con yogurt Herakles della Stuffer che è quello che più soddisfa il suo palato ungherese!

Piatto davvero squisito!





mercoledì 1 maggio 2019

Apriti Sesamo in villa con Stuffer



Da quale emozione iniziare a raccontarvi come è andato l'evento “In villa con Stuffer” e quale riflessione mettere per prima nero su bianco?

Il posto meraviglioso e meravigliosamente staccato dal resto del mondo, dando le spalle alla civiltà e immergendosi nella natura di una costiera lagunare, calette che si aprivano, scogli che si estendevano fino al lago, sorvolato da anatre selvatiche, attraversato da vele e circondato da pareti rocciose.



Torbole sul Garda, località “Hotel VillaTempesta” 1, 2 e 3 Aprile.


Silenzio surreale, bellezza e armonia che conciliano la creatività. Solo un punto è contaminato dai rumori umani. Prima di entrare in albergo, sulla destra ci sono degli scalini contornati di fiori che portano ad un terrazzino da dove si può ammirare il panorama prima di immergersi e farne parte. Ecco, seduta su quei scalini sento che ogni tanto al suono del lago e al canto di un usignolo si unisce il rumore di qualche macchina che passa sulla strada. Armonie e disarmonie, dalle quali d'altronde viene scandita tutta la nostra vita. Resto seduta lì per un po' ad ascoltare. Lasciarsi attraversare dai suoni senza pensare è un'arte che non conosco molto bene, ma l'impatto del luogo è forte, lo impone e io mi lascio imporre aspettando che arrivino le altre blogger. Persone che avrei visto per prima volta ma che più o meno conoscevo tramite il web, qualche persona che non conoscevo proprio e una parte delle altre blogger, quelle che erano con me a Ottobre scorso, al primo evento Stuffer al quale ero stata invitata a partecipare. Stavano arrivando tutte, dalla Sicilia di Floriana,  passando per la Toscana di Elisabetta e molte altre regioni d'Italia!



Laura, Francesca, Ketty e Ilaria, (dolce compagna di stanza e di ricetta) , parte delle compagne, colleghe, sorelle con le quali tramite una chat abbiamo passato l'inverno, scaldando con una chiacchiera, un consiglio una battuta parecchie giornate. Una chat sulla scia di quello che è stato il modo di porsi di Flavia (Misya), quella ragazza minuta, timida e sensibile che nasconde una donna forte che sa il fatto suo. Flavia era la madrina di tutti e due gli eventi e ci ha accolte, ascoltate, portate a riflessioni e condivisioni mettendo a tavola, a disposizione, tutto il suo lato umano e professionale. Le blogger stavano per arrivare quindi. Io per forza di cose, partendo dalla Sardegna, avevo anticipato di parecchie ore. Aspettavo. E sono arrivate cariche di abbracci, di quelli stretti, felici e sinceri. Quei abbracci che ti fanno capire che tutta la bellezza del mondo alla fine si trova lì, in un abbraccio “il luogo” per eccellenza. Che tutta la bellezza del mondo che avevamo intorno, se si fosse riempita di anime aride sarebbe stata vana. Invece no, abbracci, sorrisi e strette di mano, hanno fatto ruotare la bellezza di questa esperienza a 360 gradi. Grazie al credito che l'azienda Stuffer ha voluto dare al nostro lavoro di blogger, grazie alla capacità di accoglienza, di organizzazione, di professionalità di chi ha lavorato per l'evento, tutto è andato meravigliosamente bene... Abbiamo cucinato le nostre ricette che presto troverete sul sito della Stuffer, ma abbiamo anche degustato eccellenze enogastronomiche della zona presso l'Agriturismo Madonna delle Vittorie e il ristorante Leon D'oro e goduto dell'ospitalità di belle persone!
AGRITURISMO MADONNA DELLE VITTORIE
RISTORANTE PIZZERIA LEON D'ORO

In cucina ha dato il via alle danze Misya con una squisita ricetta con pasta sfoglia al farro che abbiamo potuto assaggiare durante la pausa pranzo e da lì a seguire le altre blogger che in coppia, hanno dato alla luce ricette a 4 mani, riportando in cucina il grande valore della sinergia, del lavorare cooperando. In anteprima nella foto in alto vedete i piccoli capolavori fotografati da me, in attesa che il sito Stuffer venga allestito e corredato ufficialmente.
Sono stati giorni che valevano il doppio, pieni di nuove esperienze professionali e umane. Tra sorrisi, discorsi, calici di vini trentini, giornate buone e autentiche come un pezzo di pane intriso nell'olio extravergine d'oliva prodotto con spremitura a freddo, da olive maturate sugli oliveti che contornano il lago.
Apriti Sesamo si è trovata bene insomma, tra intenso scambio di idee, di esperienze, chiacchiere, risate e momenti di raccoglimento, tempo che sembrava il doppio ma scorreva veloce, in mezzo a prodotti di ottima qualità con il via libera alla creatività di tutte, in mezzo ad una azienda fortemente stimata e meritevole. Apriti Sesamo ha vissuto momenti conviviali e di estrema solitudine quando lo sguardo si perdeva nell'orizzonte a seguire una vela che scindeva il lago. Grazie bloghino mio per queste esperienze che mi fai fare. Poi... Oltre l'incanto del luogo, oltre il carisma dello scambio umano, osservare dal vivo l'amore e la dedizione che vengono investiti su una azienda Italiana, ha un fascino non indifferente!

Grazie Stuffer S.p.A per avermi regalato questi bellissimi giorni. Alla prossima!




Le blogger presenti:
Flavia alias Misya, la madrina dell'evento
Floriana con Floriana Fontana's blog
Valeria con Honey and the city

Maria Mabka senza lattosio
Aurora GetBready
Elisabetta I feel Betta
Patrizia Maison Lizia

Ilaria Farina & Zucchero
Ketty Kettycucinooggi
Francesca Le ricette di Francesca
Laura Gingerella la Dolce



venerdì 26 aprile 2019

Pastel de nata o Pastel de Belem


Il pastel de nata o pastel de Belem tipico dolcetto portoghese (pasteis de nata in plurale) in monoporzione che io non l'ho mai assaggiato. Qualcuno però cercando di capire che sapore abbia la mia torta della pigra, me lo nominò e mi fece cercare per capire di cosa si tratti. Pasticcini tipici portoghesi (pasteis appunto) di pasta sfoglia, ripieni di una golosa crema che piace molto a tutti. Dal aspetto era una cosa che sapevo gestire e infatti sono riuscita a non presentarvi un dolce bruciacchiato.... La cremina che piace molto a tutti ricorda la crema di moussaka in versione dolce e così ho deciso di provare a preparare il pastel de nata come tortina, a modo mio e non seguendo le istruzioni che si trovano nel web ma con tutti gli ingredienti visti nelle ricette porgtoghesi. Però semplificarsi la vita quando si può è d'obbligo! Tutto sommato è una ricetta facile e molto soddisfacente e poi la pasta sfoglia Stuffer mi stava aspettando in frigo! sta La croccantezza  della pasta sfoglia e il morbido della crema è un contrasto molto piacevole al palato, oltre alla bontà dei profumi!
Prepariamo allora questo pastel de nata o de Belem in versione torta! Prossima volta farò i pasteis de nata ovvero in monoporzione!




Ingredienti:

  • 100ml di acqua
  • 100 g di zucchero
  • 1 stecca di cannella
  • buccia di limone
  • 300ml di latte
  • 30 g di farina
  • pizzico di sale
  • 3 tuorli d'uova
  • 1 rotolo di pasta sfoglia Stuffer
  • zucchero a velo e cannella


Esecuzione:

Srotolate la pasta sfoglia e piagatela in due. Arrotolatela nuovamente e come nelle foto, pressate il rotolo fino ad appiattirlo. Servitevi di un poco di farina se serve. Mettete la sfoglia dentro una tortiera monouso precedentemente imburrata e premete fino a coprire il fondo assottigliando la base e alzando i bordi.
Mettete la teglia in frigo e preparate la crema.
In un pentolino mettete l'acqua lo zucchero, la stecca di cannella, la buccia di un limone NON trattato e con un cucchiaio mescolate. Mettete sul fuoco e portate in ebollizione. Lasciate bollire per 3 minuti mescolando non più col cucchiaio ma con un movimento circolare del pentolino, se serve. Spegnete e trasferite lo sciroppo in una tazza.
Nello stesso pentolino (non c'è bisogno di lavarlo) mettete il latte e la farina e a freddo, con una frusta mescolate energicamente. Mettete su fiamma e portate in ebollizione continuando a mescolare con la frusta e aggiungendo un pizzico di sale.
Quando avrete ottenuto una crema, aggiungete lo sciroppo e lasciate raffreddare mescolando ogni tanto in modo da non lasciare che si formi la crosta. Quando la crema è tiepida potete aggiungere i tuorli e mescolare bene.
Versare la crema nella tortiera e  infornate in forno ventilato precedentemente riscaldato a 200°C per 10 minuti, nella posizione più in basso. Abbassate la temperatura a 180° e lasciate per altri 15-20 minuti.
Spennellate la superficie con acqua, spolverate con zucchero a velo e cannella e infornate nuovamente in versione grill per fare caramellare la superficie. 
Sublime!!!




giovedì 18 aprile 2019

Casatiello di Apriti Sesamo


Un falso d'autore! Volevo provare la brezza di affettare un Casatiello e vedere i bimbi contendersi le uova. cotte intere sotto le croci d'impasto! NON è la ricetta originale del casatiello napoletano, in quanto per l'impasto ho usato due rottoli di pasta per pizza verace Stuffer, sia perché non avevo molto tempo a disposizione sia perché lo strutto, ingrediente fondamentale per l'impasto, difficilmente lo adopero a casa, anzi non lo uso proprio. Però il Casatiello mi piace come portatore dei simboli di Pasqua e ben esprime la voglia di portare sulle tavole in festa una cosa buona, anzi buonissima! Spero una volta di assaggiarlo come tradizione comanda, magari preparato da sapienti mani napoletane. Intanto porto a tavola il suo messaggio di rinascita dopo la croce e la bontà di una base per pizza Verace ripiena di salame e formaggio.
Con veramente poca fatica un ottimo risultato che ripeterò per Pasquetta dato che tutti hanno gradito moltissimo!



Ingredienti: 


  • 2 rotoli per pizza Verace Stuffer
  • 200 g di formaggio pecorino fresco
  • 200 g di salame Napoli
  • pepe nero
  • 4 uova


Esecuzione:

Aprite le basi per pizza Verace e lasciatele riposare per 10 minuti. Nel frattempo tagliate a cubetti il salame e il formaggio. lavate e asciugate le uova.
Togliete una piccola parte dell'impasto che vi servirà per formare le croci che ingabbiano le uova.

Distribuite sulle due basi stessa quantità di cubetti di salame e formaggio, spolverate con abbondante pepe nero macinato sul momento e aiutandovi con la carta forno arrotolate le basi.
Posizionate i due rotoli in uno stampo per ciambella, imburrato e infarinato e unite le estremità. Posizionate sopra le 4 uova e fissatele con delle croci fatte con cordoncini d'impasto bagnati con un poco d'acqua in modo da attaccarsi bene.


Infornate a 180°C in forno ventilato, portato precedentemente a temperatura, per 25 minuti circa o fino a doratura desiderata.


lunedì 15 aprile 2019

Dolmades


Dolmades ovvero involtini di riso, con carne o senza , su foglie di vite o foglie di cavolo crauto. Ecco, nella cucina greca ci sono una pluralità di dolmades! Pluralità che dipende dalla zona di provenienza, dai gusti di famiglia e dal giorno in qui si preparano se si è osservanti del calendario gastronomico religioso. Se è piatto domenicale lo si prepara con carne, se è per Mercoledì o Venerdì. allora solo con riso. Se si va verso Creta troverete dentro il trio di erbe (aneto, prezzemolo, menta), se invece chi lo cucina ha origini dell'Asia Minore e nonne di Costantinopoli lo prepara con uvetta, pinoli aneto, prezzemolo e cannella!  Qui invece troverete la ricetta che mi ha insegnato mia nonna che lo preferiva come piatto infrasettimanale, quindi solo di riso, cipolle fresche, aneto e prezzemolo e carota grattugiata. L'aggiunta di uva passa di Corinto è mia. A lei piaceva mettere l'uva passa solo a Gemista (peperoni, pomodori, zucchine e fiori di zucca ripieni). Oggi quindi parliamo di lahanodolmades (lahano in greco, scritto λάχανο, è il cavolo) ma il discorso non cambia molto anche per gli involtini di vite che si servono come sfizioso antipasto. Nella salsa avgolemono ho voluto aggiungere dello yogurt ma va benissimo anche senza. La consistenza degli involtini deve essere morbida e omogenea perciò nella cucina greca, per i ripieni di riso si usa una varietà che non tiene molto la cottura con caratteristiche simili al riso Originario o Padano. Per assaporare i dolmades in modo autentico quindi, dovete lasciare da parte la paura di scuocere il riso e lasciare che tutto entri in gioco in una nuova esperienza gustativa. Il tempo di cottura è minimo di 40 minuti e vi consiglio di assaggiare un piccolo involtino, perché può essere che il riso dopo tale tempo, non solo non sia scotto ma neanche cotto! 



Ingredienti:

  • 1 cavolo crauto
  • 160 ml di olio extravergine d'oliva
  • 500 g di cipolle fresche
  • 500 g di riso Originario o Padano
  • un mazzetto di prezzemolo
  • un mazzetto di aneto (o finocchietto selvatico)
  • 2 carote piccole (facoltative)
  • 80 g di uvetta di Corinto (facoltativa)
  • succo di due o più limoni
  • 1 uovo
  • 2 cucchiaini di sale
  • pepe nero
  • 1 cucchiaiata di amido di mais
  • 150 g di yogurt greco (facoltativo)


Esecuzione:


Togliete le prime foglie del cavolo crauto e con un coltello appuntito privatelo del torsolo e immergetelo per qualche minuto in acqua che bolle, fino a che non iniziate a staccare le foglie.
Con una schiumarola togliete le foglie dall'acqua e mettete l'acqua da parte per usarla durante la cottura.
In una ciotola preparate il ripieno a crudo. Pulite, lavate e tritate le cipolle fresche, il prezzemolo, l'aneto (io finocchietto selvatico in mancanza di aneto), aggiungete il riso, l'olio, l'uva passa, pepe nero, le carote grattugiate  e un cucchiaino abbondante di sale.
Togliete la parte della foglia dove la nervatura è più grossa, posizionate una cucchiaiata di ripieno e chiudete come nelle foto.
Mettete gli involtini stretti tra loro in uno o due strati e posizionate sopra un piatto, in modo che vengano tenuti fermi durante la cottura. Aggiungete l'acqua calda nella quale avete fatto sbollentare il cavolo, fino a coprire gli involtini, il secondo cucchiaino di sale e il succo di un limone.




Mettete a cuocere a fuoco basso per 40 minuti circa e se serve aggiungete un po' di acqua ancora. 
Terminata la cottura trasferite gli involtini ad una pirofila, recuperate il sugo rimasto e preparate la salsa avgolemono.
Montate a neve l'albume. Aggiungete a pioggia l'amido di mais, poi il tuorlo e facendo cadere a filo, il succo di un limone. Stemperate la salsa con un po' di sughetto bollente continuando sempre a mischiare con la frusta a mano. Aggiungete il composto di uovo e limone nel pentolino dove avrete messo il sugo, aggiustate con qualche cucchiaiata di acqua calda se vi si è ristretto molto e fate riprendere il bollore continuando a mischiare energicamente, come si fa per la crema pasticcera per capirci. Una volta spenta la salsa, a piacere, potete aggiungere una coppetta di yogurt greco.
Servite con una abbondante manciata di pepe nero macinato sul momento.






domenica 7 aprile 2019

Fagottini di Briam


Briam in turco e da lì anche nella cucina greca, non è altro che una buonissima ratatouille estiva preparata con ortaggi estivi, stufati in abbondante olio extravergine d'oliva che i greci amano gustare accompagnata da formaggio feta, come tutti i piatti all'olio d'altronde. E se mettessimo il briam in sfoglia? La plasticità della lingua greca farebbe subito gridare esultando: "briamopita!" dato che tutto quello che è racchiuso in sfoglia o pasta fillo, altro non è che pita. L'idea della realizzazione dei fagottini di Briam non è stata mia, ma di un amico imbratta-fornelli come lui si definisce, che ha voluto fare i fagottini di pasta sfoglia ripieni di ratatouille. Io ovviamente ho riportato tutto in ciò che mi era familiare, ovvero al briam e alla feta e ho voluto adoperare per prima volta la pasta sfoglia Stuffer con 100% farina di farro, il più antico frumento coltivato dall'uomo. Ricetta promossa all'assaggio a pieni voti!
I fagottini di briam sono ottimi per le scampagnate di stagione, ma allestiscono bene anche un buffet di festa! Ecco come prepararli!





Ingredienti:

  • 2 rotoli di pasta sfoglia al farro Stuffer
  • 200 g di formaggio feta Herakles
  • 80 ml di olio d'oliva extravergine
  • 1 cipolla bianca medio piccola
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 zucchina
  • 1 melanzana
  • 1 peperone rosso
  • 10 pomodorini
  • 2 pizzichi di origano
  • 4-6 steli di prezzemolo
  • 1 tuorlo
  • sesamo bianco
  • sesamo nero


Esecuzione:


Lavate, pelate a strisce e tagliate a cubetti piccoli la melanzana. Lavate e tagliate a cubetti anche la zucchina. Salate tutto e lasciate in uno scolapasta che perdano i liquidi della vegetazione.

Scaldate l'olio e fate appassire dolcemente la cipolla tagliata finemente e lo spicchio d'aglio. Aggiungete i cubetti di zucchina e melanzana strizzati e asciugati, il peperone sbucciato e tagliato a cubetti e i pomodorini tagliati in 4 parti. Lasciate cuocere fino a che gli ortaggi si ammorbidiscano. Non c'è bisogno di aggiungere altro sale, basta quello che avrete usato per disidratare zucchina e melanzana e quello contenuto al formaggio feta che aggiungerete dopo. Poco prima di spegnere il fuoco aggiungete il prezzemolo tritato e l'origano.
Una volta pronto il ripieno, lasciatelo sfreddare, lavate, asciugate, sbriciolate la feta e mischiate delicatamente.
Tirate la pasta sfoglia fuori dal frigo 10 minuti prima di lavorarla srotolatela, dividetela mentalmente in 8 quadrati  e mettete due cucchiaiate di ripieno in ogni quadrato. (Se vi avanza ripieno servitelo come antipasto su crostini di pane). Sbattete il tuorlo d'uovo con una cucchiaiata di acqua e spennellate gli spazi intorno al ripieno.
Posizionate sopra la seconda sfoglia, chiudete i bordi sigillandoli a mano o con i lembi di una forchetta, fatte aderire le sfoglie e tagliatele con una rotella formando i fagottini. Incidete con un coltello ogni fagottino per 2-3 volte, spennellateli col tuorlo e copriteli con semi di sesamo a quantità a voi gradita. A me piacciono con molto sesamo, in quanto mi piace proprio il suo sapore!
Cuocete in forno ventilato a 170°C, portato a temperatura precedentemente, fino a doratura desiderata.

Sfornate e gustate!