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mercoledì 14 novembre 2018

Torta di mele con mascarpone


Con le torte di mele ho una questione aperta... Ecco qua la prima (e forse l'unica) ad essere presente nel mio blog. Ne ho fatte tante nel corso degli anni e in tutte le versioni: mele sotto, mele sopra, a fette, a pezzi, frullate, con cannella, soffici, con burro, senza burro, perfette e meno perfette. Tutte buone, meritevoli ma nessuna come quella di mia mamma... La torta di mele per eccellenza, quella che appagherebbe tutti i miei sensi, non sa di mele e cannella. Quella profuma di mamma. Ed è quella che lei faceva il pomeriggio del 23 Dicembre per festeggiare il fatto di non dover andare al lavoro il giorno dopo ne quello ancora e poter stare con me a creare addobbi di Natale e preparare i dolci e il menù. Però, una torta di mele in un blog, almeno una, ci deve essere! Per uno strano fattore una torta che mi ha ricordato la torta di mele di mia mamma fu la torta mascarpone e pesche sciroppate! Non chiedetemi perché, tanto non lo so spiegare. Quindi ho deciso di procedere così: fare la base come la faceva mia mamma con burro, zucchero e fette di mele, mettere sopra l'impasto al mascarpone (che lei sicuramente non faceva ma che mi è piaciuto) e poi capovolgerla. Per la mia intolleranza al glutine ho usato la farina di riso, ma se voi non avete problemi usate pure la farina 00 nella stessa quantità (oppure 200g farina 00 e 20g di amido di mais).


Ingredienti:
  • 150g + 50g di zucchero
  • 20gr di burro
  • 3 uova
  • 250g mascarpone
  • 220g farina di riso
  • 8g di lievito in polvere
  • scorza di limone o vanillina
  • cannella
  • 2 mele


Esecuzione:

Accendete il forno (ventilato) a 160°C e mettete dentro la tortiera apribile con 20 grammi di burro. Appena il burro si ammorbidisce imburrate bene la tortiera e spolveratela con i 50 grammi di zucchero.
Con le fruste elettriche lavorate bene i 150g di zucchero con le uova fino ad ottenete una cremina chiara e spumosa. Aggiungete il mascarpone e il profumo da voi scelto (tra scorza di limone o vanillina). Continuando a lavorare incorporate la farina setacciata col lievito.
Pulite le mele, tagliatele a fette spesse mezzo centimetro e coprite il fondo della tortiera. Spolveratele di cannella e il resto della mela che vi sarà avanzato tagliatelo a dadini e aggiungetelo nell'impasto.
Stendete l'impasto sopra le mele, facendo attenzione a non spostarle e infornate in forno ventilato e prescaldato a 160°C per 50 minuti circa.
Tirate fuori, lasciate sfreddare per 10 minuti, assicuratevi che i bordi siano staccati e capovolgete la torta di mele sopra una griglia per farla sfreddare completamente.
Assaggiate!




giovedì 8 novembre 2018

Salsiccia con la verza


La "versione sarda di wurstel con crauti" come goliardicamente mi piace chiamare questo piatto saporito e veloce da preparare. Salsiccia e verza sono un abbinamento ben riuscito che dà velocemente un piatto completo, aggiungendo i carboidrati del pane. La salsiccia che ho usato è quella fresca preparata su ricetta sarda, quindi con carne di maiale e semi di finocchietto.



Ingredienti:
  • 80ml di olio extravergine d'oliva
  • 450g di salsiccia fresca (ai semi di finocchietto)
  • 2 cipolle bianche
  • un cavolo verza delle dimensioni che preferite
  • sale
  • 2 bicchieri di acqua calda


Esecuzione:

Tagliate la salsiccia a pezzettini, mettete l'olio a scaldare e rosolate la salsiccia. Aggiungete le cipolle tagliate a fette, fatte rosolare per qualche minuto e poi aggiungete la verza priva delle foglie esterne (la mia era proprio il cuore quindi tutto bianco). Rosolate per un attimo ancora, spegnete con due bicchieri di acqua calda (oppure un bicchiere di vino bianco e uno di acqua, se preferite), aggiungete un poco di sale tenendo conto che serve solo per salare la quantità di verza utilizzata, perché la salsiccia è già giusta di sale. Abbassate il fuoco al minimo, coprite e tirate a cottura fino a che anche le parti più consistenti della verza non risultino morbidi. A quel punto scoperchiate la pentola, alzate la fiamma e lasciate restringere un po' il sughetto.
Servite caldo e se gradite anche con del peperoncino piccante ma temo che così cambiamo regione e diventa "versione calabrese di wurstel e crauti!" 😀  Insomma scegliete voi, tanto resta sempre un buon comfort food sia come secondo che come piatto unico!



mercoledì 7 novembre 2018

Kimadopita


Ovvero pita con ragù. Una ancora ricetta tradizionale della cucina greca: Kimadopita, torta di pasta fillo con ripieno di ragù e formaggio. Questa pita è difficile che metta tutti d'accordo. Ci saranno sempre quelli che preferiscono gli angoli e quelli che vogliono il centro. Io sono tra gli indecisi quindi dopo un pezzo centrale mi gusto un croccantissimo e gustoso angolo. Come tutte le pite si può fare in due tempi, preparando un giorno il ripieno e il giorno successivo montando tutto e infornando, oppure mettendo in freezer per mettere a cuocere direttamente surgelata al momento della necessità.
Ho preparato il ragù fatto alla greca ma lasciandolo asciugare molto di più di come lo si usa per condire la pasta, fare pasticcio o moussaka. Voi lo potete preparare come lo fate sempre avendo l'accortezza di lasciarlo assorbire i liquidi. Potete quindi usare battuto di carota, sedano, cipolla e spegnerlo con un bicchiere di vino e aggiungere il vostro formaggio preferito. Potete speziarlo alla greca (con pimento, cannella e alloro) oppure optare per un poco di cumino per un sapore più orientale. Potete usare macinato di manzo o macinato misto. Ogni kimadopita ha la sua personalità insomma. Ciò che non cambia è il carattere dato dalla forte presenza di pasta fillo cotta alla perfezione in modo che la sua croccantezza sprigioni tutta la sua bontà.






Ingredienti:
  • 14 fogli di pasta fillo
  • olio d'oliva extravergine
  • 450g macinato di manzo prima scelta
  • 1 cipolla bianca
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 cucchiaino non colmo di sale
  • 1 foglia di alloro, pimento e cannella,
  • 2-3 cucchiaiate di passata di pomodoro
  • 2 uova 
  • 200g di formaggio (può essere tipo Asiago, o Gouda, un pecorino fresco o semi-stagionato stando attenti che non sia troppo salato)
  • una tazzina di latte

Esecuzione:

Mettete 2 cucchiaiate di olio in una padella antiaderente e  sigillate il ragù girandolo finché non cambia colore. Aggiungete la cipolla e l'aglio sminuzzati e continuate a soffriggere. Spegnete con due bicchieri di acqua calda, aggiungete sale, spezie e il pomodoro e tirate a cottura a fuoco basso per 40 minuti circa, tempo del quale al termine dovete avere un ragù che ha assorbito i suoi liquidi. Lasciatelo sfreddare, aggiungete il formaggio grattugiato che avete scelto, due uova e mischiate bene.
Prendete una teglia della misura dei vostri fogli di pasta fillo e spennellatela di olio.
Posizionate i primi due fogli facendoli ricongiungere al centro della taglia e irrorateli di olio, senza dimenticare i bordi. Oleate e sovrapponete 5 fogli di pasta fillo e posizionateli sul fondo della teglia. 
Versate sopra il ripieno e livellatelo. Coprite con altri due fogli, esattamente come abbiamo fatto per la base, oleateli e piegateli sopra la pita. Posizionate altri 5 fogli oleati sempre in mezzo per la lunghezza della teglia, incideteli a porzioni senza arrivare fino in fondo. Bagnate la superficie di latte e olio e infornate in forno prescaldato a 170° se ventilato o a 180° se statico per 25-30 minuti circa. La vostra kimadopita è pronta! Un buon bicchiere di vino, una fresca insalata e avete un pasto completo. Alla prossima.



sabato 3 novembre 2018

Kasiopita


Kasiopita (si pronuncia cassiòpita) nella regione di Epiro, Bagìna nella regione di Tessaglia, quella che poi si evolve nella mia Zymaropita. Io pur essendo di Tessaglia ve la presento come Kasiopita che in italiano suona meglio di Bagina. Sottile, dolce e salata, profumata, destinata ad essere divorata prima che si sfreddi, non perché si mangi calda, in Grecia vige la libertà assoluta nel mangiare, ognuno mangia come vuole, ma semplicemente perché nessuno resisterà al suo profumo, ai suoi bordi croccanti e al suo centro morbido appena sfornata. L'asso nella manica delle mamme di una volta... Per fare questa pita tradizionale della cucina greca servono pochi ingredienti e perciò di ottima qualità. Uova fresche, latte buono e meglio se di capra, formaggio feta e come dice la mia ricetta 4 pugni di farina... Semplice da preparare quindi, e senza molti riguardi. Attenetevi alle dosi di olio o cambiatele in eccesso ma non in difetto, se volete provare un sapore autentico. La teglia che vedete in foto è la teglia tradizionale dove si cuociono le pite, si chiama "Sìni" e le migliori sono in rame. La dose che vi do è per la teglia più grande che avete (la mia diametro 38cm). Dovete puntare ad avere uno strato sottile che con l'aiuto di burro e olio extravergine diventa croccantissimo nei bordi. Ottimo come  stuzzichino, figura bene ad un buffet e piace a piccoli e grandi.




Ingredienti:
  • 200ml di latte
  • 200ml di acqua
  • 2 uova
  • 150g di farina
  • 400g di formaggio feta
  • 40+ 40ml olio d'oliva extravergine
  • burro


Esecuzione:

Mischiate le uova con il latte, la farina e i 40ml di olio, lavate asciugate e sbriciolate la feta. Imburrate una teglia grande e aggiungete gli altri 40ml di olio. Versate il composto, mettete in superficie qualche fiocco di burro e infornate in forno statico prescaldato a 170°C  se ventilato,  a 180°C se statico per 50-60 minuti circa. Deve essere sottile e coi bordi croccanti.




giovedì 1 novembre 2018

Un giorno alla Stuffer S.p.A



Bloghino mio dove mi porti! Quando aprì il blog pensavo che i viaggi sarebbero stati nel gusto, nella mente, nel cuore. Sarebbero stati virtuali, con compagni di viaggio con la stessa mia passione e introspettivi. Invece, il mio blog, lo scorso 25 Ottobre, mi ha portato a Bolzano, ospite dell'azienda marchio delle mie serate da neosposina; divano, film, pizza con base pronta Stuffer, perché dopo la mia accurata indagine era la migliore (e non solo per rapporto qualità-prezzo...), birra, coppa con panna e l'amore mio! E come succedeva in una trasmissione televisiva greca degli anni '80, dove i bambini chiedevano per lettera “voglio vedere come si fanno le scarpe”, “voglio vedere come si fa il vetro” e venivano portati in un luogo di culto per produzione artigiano-industriale, ovvero nell'Italia del nord, così pure io mi trovai a Bolzano, invitata dalla Stuffer insieme ad altre 8 blogger all'evento #incucinaconstuffer dove Misya, la tanto amata e seguita food blogger, ha dato il via al #creaconstuffer con due ricette facili, veloci, ma buone e raffinate allo stesso tempo:

Cannoli di pasta brisè farciti con formaggio caprino, panna, un poco di pecorino e rifiniti con marmellata di arance amare e pepe rosa


pasta sfoglia farcita con una deliziosa cheese cream dolce impreziosita con dei lamponi.

 Ricette che presto troverete sul sito della Stuffer insieme a molte altre che verranno create dalle blogger scelte per vivere e raccontare la giornata del 25, mettere in gioco la propria creatività, provare i prodotti Stuffer e far nascere idee sfiziose da portare a tavola.

Un'affermata realtà nazionale a gestione famigliare, nata nel 1965. In continua crescita e innovazione mira sempre alla qualità senza compromessi. Qualità che la famiglia Stuffer, nella persona di Klaus, (il padre) e dei figli Peter e Harald, garantisce in prima persona e non solo suoi prodotti ma per l'intera azienda dove si respira un clima importato alla collaborazione e al reciproco rispetto. Siamo state accolte molto bene e ci siamo sentite subito a nostro agio, ci siamo sentite a casa, ma che sarebbe stato così lo sapevamo già dalle blogger presenti lo scorso anno.


Misya



Ebbene sì, mangiare qualcosa preparato dalle sue mani ha un certo fascino! Chi non ha mai cercato una ricetta nel suo sito? Sono contenta di averla conosciuta e vista all'opera, sentita raccontare di sé, del blog, del suo lavoro...

Le blogger 8+3
Otto blogger mai incontrate prima che hanno varcato per prima volta la soglia di Stuffer S.p.A. Piene di emozione, entusiasmo e voglia di conoscere e farsi conoscere, portatrici di tante realtà ma con un unico denominatore: la loro grande determinazione con la quale, ad un certo punto della loro vita, hanno rivendicato il loro spazio d'espressione, il loro diritto alla creatività e alla produttività.


Da sinistra verso destra:
Laura di Gingerella la Dolce,

Ilaria di Ricette Pausa Pranzo,
Ketty di KettyCucinoOggi con la maglietta gialla e dietro
Emanuela  di Forchettina Irriverente e a fianco
Maria, Una prof in cucina
Ilaria di Farina&Zucchero, dietro

Francesca di Le ricette di Francesca
la sottoscritta, Eleni di Apriti Sesamo - cucina greca e non solo
e dietro all'obiettivo, a scattare questa bella foto Vanessa del blog La cucina della Sgrufetta 

In cucina erano presenti anche tre blogger dello scorso anno (Lea, Floriana e Patrizia) che subito dopo Misya dovevano preparare tre loro ricette che presto verranno pubblicate dalla Stuffer.



Apriti Sesamo, è stata felice e onorata per il credito che è stato dato al suo lavoro di blogger e facendo il pieno di emozioni è ripartita carica dell'energia positiva che si respirava nell'azienda e presto vi proporrà ricette firmate Stuffer! 

Intanto godetevi un po' di foto della giornata e di Bolzano cliccando sulla mia pagina Facebook!

domenica 28 ottobre 2018

La Molly moretta


Dopo la Molly cake non poteva non arrivare la Molly moretta! Ricetta di Apriti Sesamo che causa le sue intolleranze ha dovuto eliminate il glutine e usare farina di riso. Solo che avevo finito il cacao amaro è come fa l'industria me la sono cavata sostituendo con farina di carrube! Risultato spettacolare e la Molly mi è uscita molto moretta e profumatissima! Ottima per colazione, per merenda o associata con una crema alla vaniglia non molto zuccherata ottima come dessert! Io i primi pezzi me li sono goduti con una bella tazza di "tè di montagna" come chiamiamo in Grecia l'infuso benefico di Siderite (Stachys recta). E' una torta abbastanza dolce che non necessita  di ulteriore aggiunta di zucchero a velo e la farina di carrube le da un sapore e profumo particolare che difficilmente chi non la conosce vi dirà che non si tratti di cioccolato. 
Eccovi la ricetta di Molly moretta:



Ingredienti:

  • 3 uova
  • 250g di zucchero
  • 250g di panna non zuccherata da montare
  • 200g farina di riso (o farina 00)
  • 50g di farina di carrube (o cacao in polvere)
  • mezzo cucchiaino di cannella
  • 1 bustina di vanillina
  • 1 bustina di lievito in polvere


Esecuzione:

Con le fruste elettriche  montate bene la panna non zuccherata e tenetela in frigo. Montate lo zucchero con le uova e la vanillina fino ad ottenere una cremina chiara e spumosa.
Abbandonate le fruste elettriche e con una spatola di silicone o un mestolo di legno, con movimenti lenti e circolare, dal basso verso l'alto unite la spuma di uova con la panna montata.
Poco per volta aggiungete le polveri setacciate (farina di riso, farina di carrube, cannella e lievito)
Foderate una tortiera con carta forno, oppure usate uno stampo a silicone (come ho fatto io). Rovesciate il composto e livellate.
Infornate a 170°C in forno prescaldato e ventilato per 40-45 minuti (oppure a 180°C in forno statico sempre prescaldato)



 

venerdì 26 ottobre 2018

Palamita a insalata


La Palamita è un pesce azzurro molto presente nella cucina greca. Al forno con patate e pomodoro (plakì), arrosto a tranci o semplicemente bollito e sfilettato fatto a mo' di stuzzichino (meze) o insalata piace molto ai greci per l'ottima qualità tra valori nutritivi e prezzo. Ovviamente, bello fresco lo trovo anche nel mercato ittico di Cagliari e oggi ve lo presento a insalata!
La palamita della quale il nome scientifico è Sarda sarda, della stessa famiglia di Scombridi, ha carni gustose e ricche di Omega 3 e si presta bene per essere conservata sott'olio come il tonno, ma noi ce la gustiamo subito a insalata!



Ingredienti:

  • Una palamita di circa un 1200gr
  • 2,5 litri di acqua 
  • 1 cucchiaiata scarsa di sale grosso
  • Olio d'oliva extra vergine
  • succo di 1 limone
  • 2 cipolle di Tropea oppure una grande rossa di Acquaviva
  • prezzemolo
  • origano (quello siciliano assomiglia di più all'origano greco)


Esecuzione:

Tagliate la testa e la coda della palamita, squamatela e privatela delle viscere (operazione che fa anche il pescivendolo a rischiesta) Lavatela bene e tagliatela in due pezzi.
Portate in ebollizione l'acqua salata e e mettete la palamita. Abbassate la fiamma e lasciate cuocere molto lentamente per un ora e 10 minuti circa.

Lasciate sfreddare il pesce, privatelo dalla pelle e dalle spine. Tagliate la cipolla a tocchetti e se è molto forte sciacquate sotto l'acqua corrente e lasciate colare.
In una insalatiera condite la palamita a insalata con tutti gli ingredienti, coprite con pellicola alimentare e lasciate riposare in frigo per un ora almeno, meglio due.
Servite come stuzzichino per una cena di mare!