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giovedì 25 gennaio 2018

Decotto di zenzero e limone


Un toccasana dicono per chi vuole combattere un raffreddore, per chi vuole stimolare il metabolismo, depurare il proprio organismo e combattere il colesterolo cattivo. Ma la verità è che lo zenzero nella cultura curativa orientale è stato considerato ed è considerato tuttora una panacea. Rigenera l'organismo, stimola la digestione, è antisettico e perfino afrodisiaco (cosa assolutamente credibile se si considera che la libido ne risente moltissimo dello stato generale di salute).
Curarsi con le erbe, fa parte della cultura tramandatami da nonna e bisnonna. Donne nate e vissute su una montagna che vanta la concentrazione più alta di erbe officinali in Europa: monte Pelion. Montagna sulla quale si recò Ippocrate per imparare la medicina insegnatagli dal Centauro Chirone, personaggio mitologico, metà uomo e metà cavallo. Tra mito e realtà tuttavia, ci stanno delle verità: nell'antichità i bambini malformati venivamo abbandonati in montagna (se non soppressi subito appena nati o gettati nei burroni), con l'aiuto di qualche anima buona qualcuno cresceva e imparava a nutrirsi e curarsi da ciò che offriva la natura. Quindi sul monte Pelion c'è lunga tradizione di automedicazione. In modo empirico vi passo le regole generali che mi sono state insegnate da nonna (la bisnonna no... non aveva una tale sensibilità da tramandare nulla. Le cose apprese da lei sono state prese ossarvandola dato che l'ho avuta fino a quando avevo 17 anni. La bisnonna spirito di condivisione zero!). Tutte le erbe e le spezie fanno bene se usate nella giusta misura. Nulla è privo di controindicazioni, per cui "παν μέτρον άριστον" (pan metron ariston) "ogni moderazione è eccellente" Non fossilizzatevi ad un solo infuso o decotto, non fissatevi e non abusate. Ma la regola di variare il più possibile vale in generale per l'alimentazione. Ricordatevi che la parte che si utilizza  dello zenzero è la radice e con le parti dure delle piante, per estrarrne i principi benefici si fa il decotto e non l'infuso.
Godetevi ogni tanto una bella tazza di decotto di zenzero e limone anche solo per il piacere dei profumi e dei sapori ed eventualmente, se non fa parte di un progetto depurativo abbinatela con una crostata, una torta o un ciambellone limone e zenzero giusto per restare in tema!


Ingredienti:
  • 250ml di acqua
  • 1 fettina di zenzero fresco 
  • succo di lemone
  • miele (facoltativo)

Esecuzione:
 
Tagliate una piccola fettina di zenzero, privatela della buccia e mettetela a bollire nell'acqua per 10 minuti a fuoco basso. Lasciate sfreddare il decotto e aggiungete il succo di limone in quantità a voi gradita. A piacere potete dolcificare con miele. Se lo usate come bevanda depurativa meglio senza miele e di mattina mezz'ora prima della colazione.
Adeguate le quantità di zenzero e limone sempre sui vostri gusti, partendo sempre da quantità minime.




mercoledì 17 gennaio 2018

Liquore al mandarino



Un liquore molto amato nelle case greche. Non c'è padrona di casa che non abbia almeno due diversi liquori da offrire negli ospiti. Nella mia zona i preferiti sono il nocino, il liquore al mandarino e il kerasò (κερασό) ovvero liquore alle ciliege, fatti rigorosamente con il famoso cognac greco Metaxa. Ma viaggiando per la Grecia si incontrano tanti altri liquori fatti con grappe e vari distillati e profumazioni. Io vi do la ricetta di quello che facevamo con mia nonna, che amava mettere tutto insieme in infusione, ma se preferite potete tenere lo zucchero a parte che aggiungere dopo lo sciroppo freddo. Insomma ogni casalinga ha il suo metodo preferito. Provate e troverete il vostro!



Ingredienti:
  • 700ml cognac, brandy o rum scuro
  • 300g di zucchero
  • 6 mandarini di agricoltura biologica
  • 6 chiodi di garofano



Esecuzione:

Lavate bene i mandarini, con una forchetta bucateli più volte e ad ogni mandarino puntate un chiodo di garofano. Mettete mandarini, zucchero e lo spirito che avete scelto in infusione in un vaso di vetro a chiusiura ermetica e tenete per 3-4 settimane in luogo ombroso, ricordando di muovere il vaso ogni 3-4 giorni. Trascorso il tempo e quando lo zucchero sarà sciolto, togliete i mandarini spremendoli un po' e filtrate il liquore mettendo sul colino un pezzo di garza. Se occorre filtrate nuovamente finchè in liquore non risultà limpido. Se lo volete ulteriormente liquoroso e meno alcolico aggiungete uno sciroppo facendo bollire 100ml di acqua con 100g di zucchero, lasciatelo sfreddare completamente e aggiungetelo al vostro liquore al mandarino. Filtrate nuovamente se serve, imbottigliate e lasciate riposare ancora per 2 settimane prima di consumarlo servendolo freddo.




martedì 9 gennaio 2018

Cinnamon tea


Tè alla cannella ma in realtà non è un semplice tè aromatizzato alla cannella. Si tratta di un comunissimo tè nero fatto con decotto di cannella, in modo da beneficiare di tutte le proprietà di questa spezie. Non sto a scopiazzare di qua e di là le proprietà miracolose che promettono dimagrimento o non so cosa... Trovo il  tè alla cannella tonificante, buono, mi piace e ve lo propongo.
Come per tutte le cose ottimizzate ogni approccio mantenendo sempre le giuste misure! Nella vita, smisuratamente potete solo amare! Per tutto il resto ci vogliono le giuste misure.
Su web si trovano varie ricette dove su una stecca di cannella (e stanno parlando della ultimamente incriminata e snobbata cannella Cassia) si versa una tazza di acqua bollente e la si lascia in infusione per 8-10 minuti. Peccato che gli infusi si fanno con foglie e fiori delle piante mentre invece con le radici o le parti legnose, come la stecca di cannella appunto, si fanno i decotti.
"La cannella, nella giusta quantità aiuta a digerire, ma se si esagera ti resta tutto sullo stomaco, calma i dolori mestruali e se data alle partorienti aiuta al parto, ma alle donne in gravidanza no, che è pericolosa!" diceva mia nonna. Ecco, vi ho citato anche la fonte. Ovviamente quando si parla di pericolosità si pressume un uso quotidiano e in quantità che non si raggiungono normalmente nel uso culinario.

La cannella come ogni spezie e le erbe medicinali ha sia i benefici che le controidicazioni. Facendo un uso misurato non importa se usate la cassia (cannella di seconda qualità con più alta concentrazione di cumarina, sostanza pericolosa se ingerita in alte quantità) o la verum. Nelle foto si vedono tutte e due: i due bastoncini corti sono la cassia e quei lunghi sono di  cinnamomum verum.




Ingredienti per 4 persone:
  • Una stecca di cannella (cinnamomum verum o cinnamomum cassia) di circa 5g
  • 1 litro d'acqua
  • 4 filtri di tè nero
  • zucchero di canna integrale (facoltativo)

Esecuzione:

 
Fatte bollire nell'acqua la stecca di cannella per 8-10 minuti circa. Togliete dal fuoco e versate su una teiera calda contenente i filtri ti tè nero, oppure direttamente nelle tazze dove prima avrete inserito la bustina del tè. Lasciate in infusione per 2-3 minuti, togliete i filti, servite e  zuccherate a piacere. Se fa parte di una colazione potete abbinare biscotti di frolla all'olio, aromatizzati con scorza d'arancia e noci. Ovviamente il tè alla cannella così non aiuta a dimagrire ma è molto, buono!




giovedì 17 agosto 2017

Frullato di pesche

Le portava delle pesche dolci e succose col velluto della loro pelle ancora intatto. Diceva che queste pesche le somigliavano o meglio che lei nella sua intimità era come le pesche. Paragone che non aveva mai capito fino in fondo o che non voleva mai capire fino in fondo.

 Lei prendeva le pesche, le frullava, allungava con acqua fresca, cubetti di ghiaccio, delle volte un poco di zucchero e gli porgeva il bicchiere. E in quei bicchieroni di frullato di pesche trovavano rimedio per la calura dell'estate, affogavano risate, desideri e mezze parole d'amore.

Erano le ultime sere che trascorrevano insieme prima che lei partisse in cerca di luoghi nuovi, incontaminati dalle brutture della sua giovane vita. Sere, notti intere trascorse fino all'alba, andando avanti con pesche frullate, cantando, ridendo, guardandosi in silenzio, facendo l'amore a parole scritte su fogli di carta. “Lo sai che lì non ci sarà chi ti porta le pesche? Sei sicura di voler andare?” le chiese lui una notte.“Sono sicura e consapevole” rispose lei sorridendo e così il 17 Agosto del 1994 arrivò in quella città dove nessuno parlava la sua lingua. Straniera tra stranieri. La prima cosa fu arrivare in albergo e farsi una dormita di 5 ore per recuperare la fatica del viaggio. Si svegliò con una fame da lupi in una città piacevolmente calda. L'albergo a due passi dalle piazze. Eccitazione della prima esplorazione. Lei da poco 18enne in un luogo mai visto nemmeno in foto. Città bellissima, di quelle che ti sembra amare dal primo momento ma che solo vivendo scopri di amare ogni giorno di più.
Si sedette sui tavolini di un locale che non riusciva bene a catalogare. Di sicuro non si trattava di un ristorante e nemmeno di un locale notturno. Qualcuno mangiava un gelato, qualcun altro beveva un bicchiere di birra. Un bar con servizio a tavola in piazza della Frutta a Padova. Consapevolezza che avrebbe acquisito più in là.
Chiese gentilmente la lista e si complimentò con se stessa per essere riuscita a formulare correttamente la frase. Con la lista arrivò anche lo sconforto! Il suo miglior italiano l'aveva investito nel “potrei per cortesia avere il listino?” Di quello che era scritto non capiva nulla! Cosa era lo spek e i tramezzini C'erano i toast che conosceva ma quanti avrebbe dovuto chiedere per sfamarsi dopo 10 ore senza mangiare? Decise di affidarsi ai consigli del cameriere. "Mi potrebbe consigliare Lei?" Chiese mettendo da parte il listino.
Lui incominciò a dire altre tante stranezze. C'era un certo prosciutto che si mangiava sia cotto che crudo. Crudo? No, per carità! Si sa, quando sei lontano da casa meglio evitare di mangiare cose crude che non si conoscono! Panino, era pane piccolino ok, ma fontina era fonte piccolina? Ah, formaggio! Ok! Panino con prosciutto cotto, melanzane e fontina! E da bere, acqua liscia o gassata? Liscia??? L'acqua poteva essere liscia o riccia come i capelli delle donne appena uscite dal parrucchiere? E gassata poi cosa voleva dire con gas? Con metano? Chiese qualcosa altro e il paziente cameriere le consigliò una birra bionda alla spina!!! Lei si perse completamente. Sapeva che le spine ce l'avevano le rose ma le birre no... Se non fosse per la vergogna si sarebbe messa a piangere come in bimbo il primo giorno all'asilo. “Vorrei bere una cosa naturale” disse disperata e il cameriere sorridendo raccolse i listini: “tranquilla, faccio io!” Si presentò dopo poco con un bel panino e una bicchierone di frullato di pesche! Era finita in un posto, dove qualcuno le portò non le pesche bensì il frullato direttamente! Non poteva che essere un segno del destino che si prendeva beffa di lui che avrebbe cercato di intimidirla sperando che cambiasse idee restando per sempre nella loro città!
Chiedendo il conto chiese al cameriere se le poteva scrivere come si chiamava in italiano quello che le aveva portato da bere. Le consegnò un fogliettino con su scritto “centrifuga di pesche”.
Il giorno dopo lei tornò spavalda. Il cameriere, un altro. “Un panino con prosciutto cotto, melanzane e fontina e... un bicchiere (no, non voleva leggere dal fogliettino, voleva dirlo da sola!) e un bicchiere di centrifuga di pesce” Il cameriere a stento trattenne un sorriso d'imbarazzo.
- Centrifuga di pesce non ne abbiamo...
- Sì, avete! L'ho bevuto ieri!
- Impossibile!
- Me l'ha portato un altro cameriere!
- Cosa ti ha portato esattamente?
- Centrifuga di pesce! Ecco me l'ha scritto qui! Disse lei tirando fuori dalla tasca in fogliettino...

Questi furono i miei primi approcci gastronomici e linguistici con la cultura italiana, come oggi, a quest'ora di tanti, tanti anni fa... Adesso il frullato di pesche lo preparo ai miei figli aggiungendo anche un pizzico di cannella in polvere e zucchero di canna greggio e quel ragazzino che mi portava le pesche è sempre un abbraccio che ritrovo quando torno nella mia terra. Oggi 17 Agosto, giorno caldo, godetevi un bicchiere fresco e nutriente di frullato di pesce! Ops! Di pesche volevo dire!


Ingredienti:
  • pesche
  • acqua
  • cubetti di ghiaccio
  • zucchero e cannella

Esecuzione:
Frullate, annacquate, mischiate e gustate!Un bacio, alla prossima!

giovedì 3 agosto 2017

Sciroppo di amarene


Vissinàda! Non c'è estate infantile in Grecia che non conosca la vissinàda! Lo sciroppo di amarene con i cubetti di ghiaccio che  si gusta di pomeriggio mentre i grandi si prendono una lunga pausa caffè cercando di riprendersi dall'abbassamento di pressione che la siesta pomeridiana ha comportato. Mia mamma lo preparava sempre e quest'anno l'ho preparato anche io per i miei figli, ma lo stiamo facendo fuori noi grandi! Anche se nella cucina greca il suo uso principale è diventare una bevanta rinfrescante da offrire i giorni caldi dell'estate, lo sciroppo di amarene si usa appassionatamente anche su gelati e yogurt greco!






Ingredienti:
  • 1kg di amarene
  • 500g di zucchero
  • 2 tazze d'acqua
  • 2 cucchiaiate succo di limone


 
Esecuzione:

Private le amarene dai piccioli, mettetele in un colapasta e lavatele. Lasciatele scolare bene, posizionate sotto il colapasta un recipiente e con le mani pigiate le per fare uscire tutto il succo della frutta.


Con due tazze d'acqua sciacquate quello che e rimasto dalla pigiatura, premette ulteriormente per estrarre più succo possibile.
Trasferite tutto in una pentola, aggiungete lo zucchero e fatte bollire per una decina di minuti, togliendo la schiuma che si formerà in superficie. Di solito lo sciroppo di amarene non va ristretto molto ma confesso che a me piace un po' denso. Insomma vedete un po' voi... Appena spento aggiungete il succo di limone.

Trasferite in bottiglie di vetro e servite diluito in acqua fresca e cubetti di ghiaccio. Di solito si serve lasciando la bottiglia a disposizione per aggiungere man mano che si scioglie il ghiaccio. Ognuno troverà la sua dose di diluizione, secondo il proprio gusto o esigenza. Chi ha problemi di linea o è a rischio diabete lo diluisce molto di più ovviamente, ma tutti gustano questa bevanda rifrescante con molto, molto ghiaccio!