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domenica 31 gennaio 2021

Crauti

Cavolo cappuccio bianco, tagliato a listarelle e sottoposto a fermentazione lattica. Un alimento ricco di vitamine e sali minerali.

 Crauti. Cosa sono i crauti e come si preparano? Un contorno della cucina tedesca, ottenuto della fermentazione lattica del cavolo cappuccio bianco. Viene associato principalmente alla Germania ma la verità è che vengono preparati in molti altri paesi, compresi la Grecia dove li troverete col nome "toursì".  Io come crauti, li ho assaggiati per prima volta preparati da una amica ungherese, sua mamma e sua zia, dato che fanno parte anche della cucina ungherese. Ed è stata lei a insegnarmi come si preparano i crauti, quindi questa è la ricetta della versione ungherese.

Cavolo cappuccio bianco, tagliato a listarelle e sottoposto a fermentazione lattica. Un alimento ricco di vitamine e sali minerali.

Il cavolo cappuccio bianco che in Grecia è molto amato ed apprezzato come ortaggio, viene consumato in insalata (QUI e QUI), come involtini che si chiamano dolmades, come risotto o toursì che diventa antipasto per accompagnare aperitivi.
Vi metterò anche le due versioni greche che comunque coincidono con le insalate. Intanto vi lascio quella ungherese, che non so se coincide o meno a quella tedesca, ma è molto buona.

Cavolo cappuccio bianco, tagliato a listarelle e sottoposto a fermentazione lattica. Un alimento ricco di vitamine e sali minerali.

Ingredienti:

  • 1 kg circa di cavolo cappuccio bianco
  • 2 foglie di alloro
  • 20 g di sale
  • 5 g di zucchero
  • 1 cucchiaino di cumino
  • pepe in grani
  • 100 ml di acqua
  • fette di pane
Cavolo cappuccio bianco, tagliato a listarelle e sottoposto a fermentazione lattica. Un alimento ricco di vitamine e sali minerali.

Esecuzione:

Togliete le foglie esterne di un cavolo cappuccio bianco, tenero, compatto e fresco di taglio. Lavatelo e grattugiatelo. Aggiungete al cavolo il sale, lo zucchero, le foglie di alloro lavate e spezzettate, il cumino, i grani di pepe, l'acqua e trasferitelo in un vaso di vetro col coperchio ma non a chiusura ermetica. Premete il cavolo che inizierà a buttare anche la sua acqua di vegetazione e posizionate sulla superficie delle fette di pane per coprirlo. L' amica Agnes che mi ha insegnato come preparare i crauti, mi ha spiegato che il pane va tolto dopo due giorni e buttato via. Serve per tenere il cavolo leggermente premuto e per raccogliere la schiuma che si produce i primi giorni di fermentazione.
Tenete il barattolo fuori dal frigo ma anche lontano da fonti di calore e senza sole diretto.
Dopo una settimana, dieci giorni, sono pronti per essere consumati, anche se la fermentazione può essere prolungata per un mese intero.
Una volta pronti toglieteli dalla salamoia, conditeli con olio d'oliva extravergine e utilizzateli come contorno di carni arrosto, saltati in padella, oppure per preparare questi squisiti involtini ungheresi di cavolo verza: 
Töltött kàposzt 

Cavolo cappuccio bianco, tagliato a listarelle e sottoposto a fermentazione lattica. Un alimento ricco di vitamine e sali minerali.



martedì 14 maggio 2019

Involtini di cavolo verza ungheresi Töltött kàposzt


Succede che mi babbo invecchia. Prende la pensione, la mette nel portafoglio, prende l'aereo e poco prima di Pasqua viene a trovare le figlie e i nipoti che vivono in Italia. Succede che mi babbo invecchia... Esce con un amico greco a prendere il caffè, passano a trovare un amico (greco) che vende del buon vino sardo, torna a casa, si pranza, lui si fa la siesta pomeridiana e io esco per commissioni. Mi arriva su Facebook il messaggio di una donna sconosciuta:
- Ciao Eleni, conosci Pinco Pallino?
- Certo che lo conosco! E' mio padre!
- Dove si trova ora?
Porca miseria, penso, l'ho lasciato a casa che dormiva, ma questa chi è? Cosa vuole?
- Scusa tu chi saresti?
E Agnes si presenta... "Abbiamo trovato i suoi documenti" mi scrive... Mi da il numero del marito per mettermi in contatto. Chiamo mi babbo e lo sento ansimare. Si è appena svegliato e accorto di aver perso tutto. Portafoglio intero con furbamente tutto dentro! "Papà, hanno trovato i documenti, hanno detto. Chi l'ha trovato prima di loro l'avrà svuotato, ma almeno abbiamo i documenti. Stasera alle 7 abbiamo appuntamento per prenderli." Penso che a seconda chi è (almeno in certe parti del mondo) l'avrebbe svuotato e sarebbe capace di chiamare per venderci pure i documenti, oppure avendolo trovato già svuotato dai soldi potrebbe chiedere una mancia per aver restituito i documenti... Invece Agnes e Marco, il portafoglio l'hanno trovato intero e integro e così l'hanno voluto consegnare al legittimo proprietario. Lui sardo di quelli tutto d'un pezzo e lei Ungherese. Chi ha mai conosciuto un Ungherese! Non saprei dire come sono gli Ungheresi ma a giudicare da Agnes posso dirvi, dolci, onesti, generosi, sensibili, hanno il cuore che è un pezzo di pane e sanno cucinare pure bene!
Una settimana fa sono venute a trovare Agnes e il piccolo nipotino la mamma e la zia, cuoca professionale in pensione, dopo aver lavorato nell'esercito. Agnes non solo ha condiviso con me tutte le prelibatezze che con tanto affetto le hanno portato ma mi ha anche invitato a casa per assistere alla preparazione di questo piatto tradizionale ungherese che è veramente squisito! Töltött kàposzt significa "cavolo ripieno". Involtini di cavolo verza o cavolo cappuccio che accomunano molti popoli. Questa è la ricetta ungherese tradizionale e più autentica di così non penso avrei potuto mai ottenerla! Spiegata, vista fare dal vivo e assaggiata, dato che la ricetta prevedeva anche un pentolone da portarmi a casa, che è stato molto gradito perfino da mia suocera. Ma d'altronde, se una ricetta fa parte della tradizione di un paese significa che ha superato una selezione naturale per la quale solo le migliori sopravvivono e vanno avanti. Godetevi quindi questo passaggio di conoscenze della cultura culinaria Ungherese e seguite le indicazioni di preparazione e cottura per ottenere un risultato autentico!



Ingredienti:
per i crauti

  • 1 kg circa di cavolo cappuccio bianco
  • 2 foglie di alloro
  • 20 g di sale
  • 5 g di zucchero
  • 1 cucchiaino di cumino
  • pepe in grani
  • 100 ml di acqua
  • fette di pane

per gli involtini 

  • 1 verza grande
  • 700 g di macinato di maiale magro
  • 300 g di macinato di maiale grasso
  • 200 g di riso ribe
  • 15 g di sale
  • 2 cipolle bianche
  • 1 spicchio d'aglio
  • 3 cucchiaiate abbondanti di paprika dolce
  • 1 cucchiaino scarso di cumino
  • 1 cucchiaino di pepe nero
  • panna acida oppure yogurt Herakles Stuffer


Esecuzione:

Una o due settimane prima iniziate preparando i crauti che potete mangiare anche come insalata o contorno: Togliete le foglie esterne di un cavolo cappuccio bianco, lavatelo e grattugiatelo. Aggiungete al cavolo il sale, lo zucchero, le foglie di alloro lavate e spezzettate, il cumino, i grani di pepe, l'acqua e trasferitelo in un vaso di vetro col coperchio ma non a chiusura ermetica. Premete il cavolo che inizierà a buttare anche la sua acqua di vegetazione e posizionate sulla superficie delle fette di pane per coprirlo. La mia amica Agnes mi ha spiegato che il pane va tolto dopo due giorni e buttato via. Serve per tenere il cavolo leggermente premuto e per raccogliere la schiuma che si produce i primi giorni di fermentazione.
Una volta ottenuti i crauti (alimento ricchissimo di vitamine e benefico per l'organismo) Procedete con gli involtini:

In una bacinella mischiate la carne macinata col riso, il sale, il cumino, l'aglio, 2 cucchiaiate di paprika e il pepe.
Togliete il torsolo della verza e immergetela per qualche minuto in acqua che bolle, fino a che non iniziate a staccare le foglie. Con una schiumarola togliete le foglie dall'acqua e conservatela per usarla durante la cottura degli involtini.

Se le foglie sono grandi tagliatele a metà privandole della parte dove la nervatura è più grossa.
Prelevate una quantità adeguata di ripieno, avvolgetela con la foglia e spingete le estremità verso dentro.
In una pentola dotata di coperchio posizionate a strati iniziando sul fondo con uno strato di crauti che avrete scolato e strizzato per proseguire poi con uno strato di involtini, uno strato di crauti spolverati di paprika e cipolle grattugiate, e via così, finendo con uno strato di crauti spolverati di paprika con l'aggiunta di un poco di concentrato di pomodoro.
Se vi avanza ripieno formate delle palline e aggiungetelo senza l'involucro della foglia di verza.
Aggiungete acqua calda fino a coprire  tutto e mettete sul fuoco. Appena inizia a bollire abbassate il fuoco in modo da lasciare una fiamma debolissima, coprite e fate cuocere per 2 ore.
Servite con panna acida o come consiglia la mia amica con yogurt Herakles della Stuffer che è quello che più soddisfa il suo palato ungherese!

Piatto davvero squisito!





lunedì 15 aprile 2019

Dolmades


Dolmades ovvero involtini di riso, con carne o senza , su foglie di vite o foglie di cavolo cappuccio bianco. Ecco, nella cucina greca ci sono una pluralità di dolmades! Pluralità che dipende dalla zona di provenienza, dai gusti di famiglia e dal giorno in qui si preparano se si è osservanti del calendario gastronomico religioso. Se è piatto domenicale lo si prepara con carne, se è per Mercoledì o Venerdì. allora solo con riso. Se si va verso Creta troverete dentro il trio di erbe (aneto, prezzemolo, menta), se invece chi lo cucina ha origini dell'Asia Minore e nonne di Costantinopoli lo prepara con uvetta, pinoli aneto, prezzemolo e cannella!  Qui invece troverete la ricetta che mi ha insegnato mia nonna che lo preferiva come piatto infrasettimanale, quindi solo di riso, cipolle fresche, aneto e prezzemolo e carota grattugiata. L'aggiunta di uva passa di Corinto è mia. A lei piaceva mettere l'uva passa solo a Gemista (peperoni, pomodori, zucchine e fiori di zucca ripieni). Oggi quindi parliamo di lahanodolmades (lahano in greco, scritto λάχανο, è il cavolo) ma il discorso non cambia molto anche per gli involtini di vite che si servono come sfizioso antipasto. Nella salsa avgolemono ho voluto aggiungere dello yogurt ma va benissimo anche senza. La consistenza degli involtini deve essere morbida e omogenea perciò nella cucina greca, per i ripieni di riso si usa una varietà che non tiene molto la cottura con caratteristiche simili al riso Originario o Padano. Per assaporare i dolmades in modo autentico quindi, dovete lasciare da parte la paura di scuocere il riso e lasciare che tutto entri in gioco in una nuova esperienza gustativa. Il tempo di cottura è minimo di 40 minuti e vi consiglio di assaggiare un piccolo involtino, perché può essere che il riso dopo tale tempo, non solo non sia scotto ma neanche cotto! 



Ingredienti:

  • 1 cavolo cappuccio bianco
  • 160 ml di olio extravergine d'oliva
  • 500 g di cipolle fresche
  • 500 g di riso Originario o Padano
  • un mazzetto di prezzemolo
  • un mazzetto di aneto (o finocchietto selvatico)
  • 2 carote piccole (facoltative)
  • 80 g di uvetta di Corinto (facoltativa)
  • succo di due o più limoni
  • 1 uovo
  • 2 cucchiaini di sale
  • pepe nero
  • 1 cucchiaiata di amido di mais
  • 150 g di yogurt greco (facoltativo)


Esecuzione:


Togliete le prime foglie del cavolo crauto e con un coltello appuntito privatelo del torsolo e immergetelo per qualche minuto in acqua che bolle, fino a che non iniziate a staccare le foglie.
Con una schiumarola togliete le foglie dall'acqua e mettete l'acqua da parte per usarla durante la cottura.
In una ciotola preparate il ripieno a crudo. Pulite, lavate e tritate le cipolle fresche, il prezzemolo, l'aneto (io finocchietto selvatico in mancanza di aneto), aggiungete il riso, l'olio, l'uva passa, pepe nero, le carote grattugiate  e un cucchiaino abbondante di sale.
Togliete la parte della foglia dove la nervatura è più grossa, posizionate una cucchiaiata di ripieno e chiudete come nelle foto.
Mettete gli involtini stretti tra loro in uno o due strati e posizionate sopra un piatto, in modo che vengano tenuti fermi durante la cottura. Aggiungete l'acqua calda nella quale avete fatto sbollentare il cavolo, fino a coprire gli involtini, il secondo cucchiaino di sale e il succo di un limone.




Mettete a cuocere a fuoco basso per 40 minuti circa e se serve aggiungete un po' di acqua ancora. 
Terminata la cottura trasferite gli involtini ad una pirofila, recuperate il sugo rimasto e preparate la salsa avgolemono.
Montate a neve l'albume. Aggiungete a pioggia l'amido di mais, poi il tuorlo e facendo cadere a filo, il succo di un limone. Stemperate la salsa con un po' di sughetto bollente continuando sempre a mischiare con la frusta a mano. Aggiungete il composto di uovo e limone nel pentolino dove avrete messo il sugo, aggiustate con qualche cucchiaiata di acqua calda se vi si è ristretto molto e fate riprendere il bollore continuando a mischiare energicamente, come si fa per la crema pasticcera per capirci. Una volta spenta la salsa, a piacere, potete aggiungere una coppetta di yogurt greco.
Servite con una abbondante manciata di pepe nero macinato sul momento.






lunedì 3 aprile 2017

Risotto con salsiccia e cavolo cappuccio bianco


Il cavolo cappuccio bianco è un ortaggio che i greci amano molto. Durante i mesi invernali lo trovate quotidianamente a tavola sia come insalata semplice che nella versione più ricca come insalata di Costantinopoli ma anche come verdura sottoaceto. Ed è con il cavolo cappuccio bianco che si fanno anche i lahanodolmades famosi  involtini ripieni di riso o di carne e riso.
Di risotto invece con il cavolo cappuccio bianco, che io erroneamente chiamo "cavolo crauto" (perché è con questa varietà che si fanno i crauti) vi avevo già parlato, raccontandovi di uno dei risotti tradizionali della cucina greca: il risotto di cavolo crauto del quale la ricetta trovate QUI.
Il risotto con salsiccia e cavolo cappuccio bianco che vi descrivo oggi è un altro risotto su ricetta di Apriti Sesamo che cerca di sfamare la famiglia deliziando i palati e creando dipendenze gustative dai suoi piatti sfornati con tanto amore! Se vi capitano sotto mano gli ingredienti non perdetevelo! Il mio cavolo cappuccio bianco mia aspettava nell'orto! Eccolo qua:

 
Ingredienti:
per 6 persone
  • 450g salsiccia di pollo
  • 100ml olio extravergine d'oliva
  • 850g di cavolo
  • 2 cipolle bianche
  • 380g di riso arborio
  • 1 cucchiaino di sale
  • 100g di parmigiano reggiano
 

Esecuzione:

Togliete le foglie esterne di  un cavolo bianco fresco e compato. Lavatelo per intero, asciugatelo e tagliate a piccoli pezzi circa 850g. Tagliate anche le cipolle e tenete tutto da parte. Mettete l'olio a scaldare in una pentola e rosolate la salsiccia di pollo tagliata a pezzettini. Aggiungete cavolo e cipolle e stufate bene aggiungendo sale e una-due tazze di acqua. Tirate a cottura fino a che il cavolo risulti così morbido da sciogliersi, deve quasi caramellare.


Quando lo stufato di cavolo, salsiccia e cipolle sarà rimasto solo con l'olio di cottura aggiungete il riso, mescolate per qualche minuto e poi aggiungete acqua bollente in dosi maggiori di quanto avrete fatto per un risotto italiano. Non mescolate in continuazione e non superate il tempo di cottura indicato per il riso che avrete scelto. Assaggiate e aggiustate di sale. Allo scadere del tempo, lasciando il risotto con un po' d'acqua, aggiungete il parmigiano, spegnete, coprite e lasciate riposare per 5-7 minuti.

  

sabato 11 marzo 2017

Risotto di cavolo crauto


 Lahanòriso! Nella cucina greca ci sono pochi risotti su ricetta tradizionale. Uno di questi è il risotto di cavolo crauto, un ortaggio che i greci amano molto mangiato sia a insalata semplice che come insalata Constantinopoli o fatto sottaceto.

 La concezione che hanno i greci del risotto è diversa di quella vigente nella cucina italiana. Nei risotti italiani  il riso viene tostato, sfumato con vino, cotto con la graduale aggiunta di brodo e mescolato spesso in modo che l'amido venga rilasciato e infine mantecato con una noce di burro. Nei risotti della cucina greca, il riso non viene proprio tostato, non si utilizza la sfumatura col vino, ne la base di brodo. La cremosità e il sapore base viene dato dal utilizzo di un maggior quantitativo dell'ingrediente protagonista di ogni risotto. Si cerca di mescolare il meno possibile in modo che i chicchi non rilascino l'amido, a meno che non si tratti di un risotto in bianco, (risi lapà) riservato agli ammalati.
Come spesso ho scritto la cucina greca si serve di una vasta gamma di piatti  vegani, per il periodo della Quaresima. Il risotto di cavolo crauto e uno di quelli, insieme all' risotto agli spinaci (spanakòriso) e al risotto al pomodoro (domatòriso). Essendo privo di alimenti di origine animale (burro o formaggio) si serve condito con qualche goccia di limone che si abbina magnificamente alla dolcezza che il cavolo crauto dona al risotto. Se comunque volete accompagnarlo con qualche formaggio, aggiungere un pezzetino di formaggio feta sbricciolato o del pecorino grattugiato. Vi ricordo che il parmigiano o il grana padano (squisiti su ogni risotto) farebbero perdere l'autenticità del sapore!


Ingredienti:
per 6 porzioni
  • 80-100ml di olio extravergine d'oliva
  • 2 cipolle bianche (180g)
  • 1kg di cavolo crauto
  • 1 chucchiaino di sale
  • 400g di riso Carnaroli (Vialone nano, Arborio o Roma superfino)
  • mezzo cucchiaino di concentrato di pomodoro (io 3 pomodori piccoli freschi)
  • limone (facoltativo)

Esecuzione:

Togliete le prime foglie di un cavolo crauto fresco e compato. 
Prodotto del mio orto!
Lavatelo per intero, asciugatelo e tagliate a piccoli pezzi un chilo. Tagliate anche le cipolle e mettete insieme al cavolo in una pentola dove avrete messo l'olio a scaldare.

Stufate bene cavolo e cipolle, aggiungendo sale e una-due tazze di acqua. Tirate a cottura fino a che il cavolo crauto risulti così morbido da sciogliersi, deve quasi caramellare. Quando lo stufato di cavolo e cipolle sarà rimasto solo con l'olio di cottura aggiungete il riso, mescolate per qualche minuto, aggiungere il mezzo cucchiaino di concentrato di pomodoro e poi aggiungete acqua bollente in dosi maggiori di quanto avrete fatto per un risotto italiano. Non mescolate in continuazione e non superate il tempo di cottura indicato per il riso che avrete scelto.Assaggiate e aggiustate di sale. Allo scadere del tempo, lasciando il risotto con un po' d'acqua. Spegnete, coprite e lasciate riposare per 5-7 minuti. Condite con qualche goccia di limone a piacere.


 

mercoledì 18 gennaio 2017

Antipasto di cavolfiori crudi


Facciamo il pieno di vitamine? Ma pieno pieno proprio! Vitamine che solo il cavolfiore crudo può dare! Già, perché cotto le perde tutte! Non va mangiato tuttavia in grandi quantità perché risulta leggermente indigesto, ma noi furbi, lo aiutiamo con abbondante succo di limone e consumandolo come antipasto!



Eh sì! E questi sono cavoli miei! Lo posso proprio dire! Solo che non sono cavoli amari ma dolcissimi! Anzi sono dei fior fiore di cavoli, sono i miei cari cavolfiori! Quest' anno c'è super produzione nel nostro orto di cavolfiore, cavolo crauto, cavolo rosso, cavolo verza ed ecco come si arriva anche ai cavoli a merenda! (Ogni tanto guardo se trovo qualche bambino nato sotto i cavoli ma finora nulla... Va beh andiamo avanti!)
Il cavolfiore nella cucina greca si fa principalmente bollito (meglio se al vapore), condito con olio e limone ed è considerato insalata calda oppure come stufato con cipolle, patate, carote sia in rosso (col pomodoro) che in bianco (in salsa avglolemono.) Nella cucina di Apriti Sesamo invece  si trova come cous cous di cavolfiore e quinoa, come madeleine di cavolfiore che con piccole variazioni sul tema, diventano delle buonissime polpette di cavolfiore al forno ma si mangia anche come antipasto crudo! La nostra onnivoracità spazia dal vegano, al vegetariano, al crutismo, fino alle mega grigliate di carne e pesce! Siamo brutte bestie insomma! Sperimentiamo mangiando di tutto!
La quantità di ingredienti per questo antipastino variano a seconda dei vostri gusti. Sicuramente il cavolfiore deve essere di agricoltura biologica, senza pesticidi che non fanno bene ne cruti e ne cotti! L'olio e il limone devono condire bene mentre il sale può anche essere omesso o comunque se proprio non potete fare a meno un pizzico. E poi, c'è la curcuma e nel migliore modo in cui possa essere assunta, cioè con olio di oliva. Se volete saperne di più un articolo molto valido lo trovate qui.



Ingredienti:
  • cime di cavolfiore bio e fresco di taglio
  • olio extravergine d'oliva
  • sale(facoltativo)
  • succo di limone
  • curcuma
  • prezzemolo trittato
Eccoli qua gli ingredienti: 



Esecuzione:
Lavate bene il cavolfiore sotto acqua corrente e lasciatelo scolare.

Tagliate le cime che vi serviranno ma non buttate via i gambi che sono comunque teneri e buoni da consumare magari in un altro modo (al vapore, trittati e usati per un cous cous, agiunti ad un minestrone ecc.) 




Emulsionare l'olio, il limone, la curcuma e il prezzemolo fresco trittato condite le cime e mischiate in modo che l'emulsione vada dappertutto.

Lasciate riposare per un oretta e prima di servire mischiate nuovamente!



sabato 5 marzo 2016

Insalata di Costantinopoli

Deliziosa insalata invernale, ricetta greca tradizionale, a base di cavolo cappuccio bianco. Può essere proposta anche come antipasto. Ricetta vegan.

Lachanosalàta polìtiki: Una delle insalate invernali, portata dai greci di Costantinopoli nella cucina greca. Via di mezzo tra insalata e verdure crude sottaceto dove l'ingrediente principale è il dolce e tenero cavolo cappuccio bianco, quello ideale per fare anche i crauti, per intenderci.


Cavolo cappuccio bianco
Mettendo poco aceto e consumandola subito dopo averla fatta è più insalata. Se invece abbondate con l'aceto e lasciate le verdure in macerazione può essere proposta anche come antipasto che accompagna stuzzichini di mare.

Per come scegliere il cavolo si è già parlato qui. Mi raccomando prestare attenzione! Con tutte le scelte del  cavolo che facciamo nella vita, il cavolo cappuccio bianco, alla fine, è importante sceglierlo bene! In fine dei conti è sempre l'ingrediente principale!

 

Deliziosa insalata invernale, ricetta greca tradizionale, a base di cavolo cappuccio bianco. Può essere proposta anche come antipasto. Ricetta vegan.
Ingredienti:
  • cavolo cappuccio bianco
  • 1-2 carote
  • 1 peperone rosso (può essere anche sottaceto o ommesso)
  • 1 spicchio d'aglio
  • Prezzemolo
  • Sale
  • 2-3 cucchiaiate di aceto
  • pizzico di zucchero di canna (facoltativo)
  • Olio d'oliva extra vergine
 
Esecuzione:

Mettete uno spicchio d'aglio, tagliato a metà e privato dal eventuale germoglio centrale, in un vasetto con 3-4 cucchiaiate di aceto e lasciatelo in macerazione per un paio di ore minimo.

Togliete le prime foglie del cavolo crauto, tagliatelo finemente. Pelate il peperone e tagliatelo a striscioline. Se usate quello sottaceto sciacquatelo, asciugatelo e moderate di conseguenza l'aggiunta di aceto. Grattugiate le carote, tritate col coltello il prezzemolo e mettete tutto nell'insalatiera. Condite con sale e l'aceto senza mettere l'aglio se non per uso decorativo, mischiate e per ultimo aggiungete abbondante olio d'oliva extra vergine. L'ordine per aggiungere i condimenti non è casuale. Se mettete prima l'olio, l'insalata verrà impermeabilizzata è l'aceto, il sale non penetrerà negli ortaggi e l'aceto scivolerà sul fondo della vostra insalatiera.

Se lasciate a macerazione, per qualche ora, l'insalata prende un altro sapore, particolare e molto appetitoso! 

Deliziosa insalata invernale, ricetta greca tradizionale, a base di cavolo cappuccio bianco. Può essere proposta anche come antipasto. Ricetta vegan.








venerdì 4 marzo 2016

Insalata di cavolo con carote


 Lachanosalàta me karota #cucinagreca: Insalata invernale che nel suo uso quotidiano la si trova sia con carote  che senza. Ingrediente principale il cavolo cappuccio, fresco, bianco, tenero e dolce. Difficile da trovare all'altezza di essere mangiato crudo. Sceglietelo con cura perché più che dalle vostre abilità in cucina la bontà di un piatto dipende sempre dalla materia prima. Delle volte lo trovate come cavolo crauto. Io per fortuna lo trovo nel mio orto!

Ingredienti: pochi e sempici. 
 
  • Cavolo cappuccio
  • 1-2 carote
  • Sale
  • 2-3 cucciaiate di aceto
  • Olio d'oliva extra vergine

Esecuzione:
 Togliete le prime foglie del cavolo, tagliatelo finemente. Grattugiate le carote e mettete tutto nell'insalatiera. Condite con sale e aceto, mischiate e per ultimo aggiungete l'olio. Lasciate l'insalata ferma per una decina di minuti e se avete abbondato  con l'olio, consumatela come piatto unico accompagnata da pane abbrustollito!