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mercoledì 25 gennaio 2017

Di chef, foodblogger e varie festività



 Le feste e le ricorrenze sono momenti apicali per attività culinarie, TOP per dirla all'inglese! Per festeggiare, si mangia! Non c'è festa senza un intensivo allenamento mandibolare, sport al quale i greci si dedicano da secoli con grande passione. (Pure gli italiani se la cavano bene, certo! D'altronde "una faccia una razza") E se si mangia, si cucina! Per chef e cuochi i giorni di festa sono giorni di grande carico lavorativo. Ai "poveri" chef e cuochi tocca lavorare sodo in quei giorni. Ma le/i food blogger no! Loro hanno già dato! Hanno già preparato tutto! Hanno allestito la tavola per il cenone della vigilia di Natale durante il ponte dell'Immacolata. Fatta la prova generale e buona la prima, via con foto da ogni angolazione e prospettiva:

  • prospettiva "a portata di morso" (quella che piace a me)
  • prospettiva "aerea su sfondo rigorosamente bianco" che fa tanto tendenza
  • prospettiva "foto aerea satellitare degli ingredienti" per la serie "giuro che ho cucinato"
  • prospettiva "l'altra faccia della luna" (meglio che rimanga nascosta)
  • prospettiva "meglio fotografo che cuoco"
  • e prospettiva contraria "meglio come cuoco che come fotografo"
  • prospettiva "brutti ma buoni"
  • prospettiva "all inclusive" anche l'ombra di chi fotografa
  • prospettiva "leghiamo tutto con un nastro"
  • prospettiva personalissima "il biscotto in bilico" (sempre di chi porta da mangiare al daino)
  • e poi c'è pure la prospettiva "finisco di fotografare sempre la notte porcaccia la miseria!"
Fatto sta, che qualsiasi sia stata la prospettiva prescelta o imposta dalle circostanze le/i food blogger hanno già fatto tutto in anticipo! Peggio dei saldi di febbraio che iniziano sempre il 3 gennaio! La Befana vola già tra krapfen, castagnole, fritole, frittelle, zeppole e  chiacchiere. Io invece  no! I dolci greci di Natale li ho fatti come per tradizione il 22 Dicembre, quando ormai chi voleva curiosare tra i blog per decidere cosa portare a tavola aveva già deciso e fatto spesa. Pensate però di quanto ho giocato in anticipo sul prossimo Natale! Ho già tutto pronto! Eh va bene, ammetto:  oggi non ho voglia di cucinare e mi sono messa a sfarfallare... Sarà che sto già pensando a San Valentino, fatto sta che non ho voglia di cucinare! Aiuto! Devo convincere la mia utenza (quella di casa si intende, non sono mica uno chef!) a diventare Breathariani, (quelli che si nutrono respirando) Ecco, oggi mi servirebbe uno chef a domicilio e arrivati a questo punto, vorrei sapere (bisogno di sentirmi ricambiata) se esiste un momento durante il quale sono gli chef ad avere un disperato bisogno di una  food blogger!

domenica 22 gennaio 2017

Di chef e foodblogger...

Gli/le chef cucinano vestiti di bianco chiccoso dalla testa ai piedi (delle volte anche in nero, non ho mai capito cosa è che determina la scelta del colore sempre chiccosi comunque) Le foodblogger cucinano e basta. Sfornano le ultime brioche a tarda notte in pigiama e pantofole, prima di addentrarsi nel bosco per portare pane e sale al daino che le aspetta (giuro che è vero!) Pure i biscottini e qualche risotto secondo me, molte li fanno in pigiama e pantofole. Ho questo sentore...

Gli chef poi, maschi e femmine hanno i piatti fotogenici e la vita pure! Le povere foodblogger se riescono a fare una foto di profilo decente (quella della foto segnaletica del genere: “io cucino”) è già festa e la piazzano lì per almeno 6 anni! Poi si vedrà.
Gli/le chef hanno fatto i corsi, le foodblogger i ricorsi. Corsi e ricorsi! Ricorrono ad ogni espediente per sfamare i cuccioli che hanno, che avevano (perché ormai grandi) o che faranno (in questo caso lavorano in prospettiva!).

Le foodblogger fanno pappa buona. Gli/le chef fanno comfortfood. (Che poi... che pappa buona è se non la si può nemmeno nominare con facilità... comfrtfd ti si aggroviglia la lingua! Pappa Buona! Tutto un altra cosa!... )

I grandi chef creano, le foodblogger accanite ricreano (lo spirito della famiglia e degli amici).

I primi impiattano le loro creazioni in creazioni altrui dove sotto la composizione della pietanza mi aspetto di trovare anche qualche capello del prete, per non parlare poi della distanza che deve percorrere il povero boccone prima di centrare la bocca assaporante, sperando che il buon 50% della salsa da degustare non goccioli sulla tesa capovolta! Le foodblogger impiattano dove trovano e a volte ci piazzano pure un mazzo di fiori di plastica dietro per sottolineare la plasticità dei loro momenti di ricreazione.

Gli/le chef hanno un mestiere più o meno spendibile, più o meno retribuito a secondo la loro bravura (forse). Le foodblogger a volte sono donne che lavorano in ufficio, in farmacia, a scuola e tante altre che lavorano ad un lavoro che non esiste, perché essere mamma, moglie, amante non è un lavoro da dichiarare scrivendo “casalinga.”

Gli/le chef sui social hanno migliaia di persone che gli seguono, le foodblogger sui social vengono seguite da chef e ristoratori che risiedono a Dubai, a Melbourne e in California e son soddisfazioni!

Per i foodblogger machietti non ho speso manco una parola, siccome sono un mondo assestante... L'unica cosa che mi viene su di loro è che sono longilinei e nella maggioranza giovani, diversamente parliamo di chef stellati.
Chef e foodblogger comunque hanno anche punti in comune: sia tra gli uni e gli altri ci sono quelli che a furia di cucinare hanno imparato a fotografare e il contrario, (come ci sono quelli che cucinare devono ancora imparare!) Sia foodblogger che chef parlano di foodporn (che più porn e food di Rocco che mangia le patatine non c'è ne...) Ci sono quelli che la parte bruciata la mettono sotto sperando passi per estro creativo, ci sono quelli che battono sul tempo il collega preparando la stessa cosa, ci sono quelli che si sanno vendere bene e quelli che ci provano.
Differenze o somiglianze comunque tutti, ma proprio tutti sono passati dallo stesso punto. Hanno vissuto la stessa medesima esperienza, anche se pochi la ricordano ancora, trovarsi intrappolati in un panetto di pasta, la prima volta che ci hanno messo le mani! Vi ricordate?

Riccardo chef a divenire