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lunedì 19 marzo 2018

Is zippulas - le zeppole sarde


Oggi è San Giuseppe, la festa del papà e  non ci poteva essere data migliore per festeggiare il papà di casa, che come San Giuseppe scelse di essere padre generando amore, fermezza e dedizione. Chi segue blog e ricette avrà capito che i nostri due figli sono arrivati per adozione non per riproduzione. Uno dei due modi per diventare genitori, modi belli tutti e due. Madre Teresa di Calcutta disse che una donna che diventa madre d'un bambino nato da un'altra donna è come acqua che evapora e si fa nube, volando in cielo per portare acqua a un albero nel deserto. Dalla mia esperienza vi dico che nessuna nuvola si muove se non c'è un vento che la spinge!Se la madre è la nube il papà è quel vento che la muove, la sostiene, la porta leggera a trovare il suo albero nel deserto, anzi due!  Due piccoli alberi di baobab per noi! Papino di casa nosta, vento mio dolce e deciso, a te che ogni sera racconti le fiabe e li fai vivere non una ma 3, 4 vite belle, che hai atteso quanto me, che hai allattato quanto me, che hai dimezzato le tue ore di sonno (quanto me), che al loro primo vagito scatavi prima di me, a te dedico non le zeppole di San Giuseppe (che buone, sono buone pure quelle...) bensì le zeppole che più ami, quelle fatte come le facava tua nonna: is zippulas, le zeppole sarde!
Is zippulas, fatte e rifate per carnevale, so che è con queste che vorresti festeggiare, non perché piacciono a te ma perché i tuoi figli ne vanno matti e come per la pizza che ormai ti esce dalle orecchie, quando chiedo "cosa preparo stasera?" tu non mi rispondi più a seconda dei tuoi gusti ma a seconda dei loro... Quindi, zeppole siano per ancora una volta! La ricetta sarda, presa dal libro di Itala Testa (della quale avevo parlato QUI) che, se ho capito bene, lei a sua volta prese dalle "lettere dal carcere" di Antonio Gramsi. La ricetta delle zeppole che in ogni caso tu ricordavi preparasse tali quali tua nonna, proprio nella scivedda, antica bacinella sarda fatta di terracotta, come quella che si vede nelle foto.

Vediamo come si preparano le seppole sarde: Ecco qua la ricetta letta e adattata poi ai ricordi d'infanzia del papà di casa!



Ingredienti:
  • 50ml acqua tiepida
  • 3 bustine di zafferano
  • 50ml acqua tiepida
  • 12,5g lievito fresco
  • 1kg farina manitoba
  • una patata 217g pesata intera prima della cottura
  • 200g di ricotta
  • 4 uova
  • una presa di sale
  • 180g di succo d'arancia
  • scorza di 4 arance
  • 50ml grappa
  • 100ml malvasia
  • 100ml acqua
  • 100g di zucchero
  • olio di aracchidi per friggere
 
Esecuzione:

In 50ml di acqua tiepida mettete 3 bustine di zafferano e il altri 50 ml di acqua sempre tiepida sciogliete il lievito.
Fate bollire la patata, pelatela, schiacciatela e passatela un colino a maglie fitte, insieme alla ricotta. Aggiungete le uova una per volta, la presa di sale, e la scorza di 4 arance, l'acqua dello zafferano e il lievito sciolto.
Continuate aggiungendo la farina, impastando e incorporando piano piano tutti i liquidi: succo d'arancia, sciroppo tiepido fatto con 100ml di acqua e 100g di zucchero, malvasia e grappa (fil'e ferru se riuscite a trovare, la grappa sarda).
Dopo aver impastato tutto mettete in uno o due recipienti capienti, coprite (io con pellicola trasparente) e lasciate in luogo caldo fino al raddoppio (io le ho preparate di notte, lasciate in luogo fresco e fritte la mattina dopo, o anche preparate di mattina lasciate in luogo più caldo e fritte dopo 2 ore.)



Mettete abbontante olio per friggere a scaldare, con olio d'oliva oleatevi bene le mani, prelevate una piccola pallina d'impasto, che sarà un impasto molto morbido e idratato e con pollice aprite un foro al centro, formando una ciambella. Mettete nell'olio e friggete a temperatura bassa. Appena la zeppola viene in superficie, giratela per farla dorare da entrambi i lati. Una volta pronta, appoggiate in carta da cucina per far loro prerdere l'olio in eccesso e cospargete di zucchero. Friggete poche zeppole per volta in modo da poterle gestire. Escono circa 100 zeppole piccole.






mercoledì 25 gennaio 2017

Di chef, foodblogger e varie festività



 Le feste e le ricorrenze sono momenti apicali per attività culinarie, TOP per dirla all'inglese! Per festeggiare, si mangia! Non c'è festa senza un intensivo allenamento mandibolare, sport al quale i greci si dedicano da secoli con grande passione. (Pure gli italiani se la cavano bene, certo! D'altronde "una faccia una razza") E se si mangia, si cucina! Per chef e cuochi i giorni di festa sono giorni di grande carico lavorativo. Ai "poveri" chef e cuochi tocca lavorare sodo in quei giorni. Ma le/i food blogger no! Loro hanno già dato! Hanno già preparato tutto! Hanno allestito la tavola per il cenone della vigilia di Natale durante il ponte dell'Immacolata. Fatta la prova generale e buona la prima, via con foto da ogni angolazione e prospettiva:

  • prospettiva "a portata di morso" (quella che piace a me)
  • prospettiva "aerea su sfondo rigorosamente bianco" che fa tanto tendenza
  • prospettiva "foto aerea satellitare degli ingredienti" per la serie "giuro che ho cucinato"
  • prospettiva "l'altra faccia della luna" (meglio che rimanga nascosta)
  • prospettiva "meglio fotografo che cuoco"
  • e prospettiva contraria "meglio come cuoco che come fotografo"
  • prospettiva "brutti ma buoni"
  • prospettiva "all inclusive" anche l'ombra di chi fotografa
  • prospettiva "leghiamo tutto con un nastro"
  • prospettiva personalissima "il biscotto in bilico" (sempre di chi porta da mangiare al daino)
  • e poi c'è pure la prospettiva "finisco di fotografare sempre la notte porcaccia la miseria!"
Fatto sta, che qualsiasi sia stata la prospettiva prescelta o imposta dalle circostanze le/i food blogger hanno già fatto tutto in anticipo! Peggio dei saldi di febbraio che iniziano sempre il 3 gennaio! La Befana vola già tra krapfen, castagnole, fritole, frittelle, zeppole e  chiacchiere. Io invece  no! I dolci greci di Natale li ho fatti come per tradizione il 22 Dicembre, quando ormai chi voleva curiosare tra i blog per decidere cosa portare a tavola aveva già deciso e fatto spesa. Pensate però di quanto ho giocato in anticipo sul prossimo Natale! Ho già tutto pronto! Eh va bene, ammetto:  oggi non ho voglia di cucinare e mi sono messa a sfarfallare... Sarà che sto già pensando a San Valentino, fatto sta che non ho voglia di cucinare! Aiuto! Devo convincere la mia utenza (quella di casa si intende, non sono mica uno chef!) a diventare Breathariani, (quelli che si nutrono respirando) Ecco, oggi mi servirebbe uno chef a domicilio e arrivati a questo punto, vorrei sapere (bisogno di sentirmi ricambiata) se esiste un momento durante il quale sono gli chef ad avere un disperato bisogno di una  food blogger!