Translate

Visualizzazione post con etichetta insalata greca. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta insalata greca. Mostra tutti i post

giovedì 15 settembre 2016

Insalata greca


Horiàtiki salàta: Insalata greca! Una delle più famose quanto storpiate ricette della #cucinagreca! Proviamo allora a descrivere cos'è, come si mangia e proviamo a prepararla insieme!

L'aggurodomàta (cetriolpomodoro, per capire cosa si dice esattamente) o domatosalàta (insalata di pomodori) insalata estiva per eccellenza è stata conosciuta in tutto il mondo nella sua versione "paesana" come insalata greca o greek salad.
 

Facciamo quindi un po' di storia della tanto amata insalata greca. Da quando incomincia a fare da regina nelle tavole estive dei greci?
Il pomodoro arriva in Grecia nel 1818 ma comincia a padroneggiare in cucina solo verso la fine del 19°  secolo. Nel ambiente agropastorale, per chi lavora immerso alla natura,  pane casareccio, olive, cipolle, cetrioli, pomodori e qualche pezzo di formaggio costituisce il pasto al sacco della pausa pranzo.

Gli orti estivi generosamente forniscono una materia prima di altissima qualità per una buona insalata: pomodori tagliati a spicchi, cetrioli, se teneri con la buccia tagliati a fette e fette di cipolla, un peperone verde cornetto e abbondante olio di oliva extravergine e facoltativamente qualche goccia di aceto di vino rosso. Nelle tavole di casa del gran parte del paese questa è per molto tempo l'insalata greca. Senza alcuna tracia di formaggio feta, olive e origano, anche se l'abbinamento pane, pomodoro, feta, origano e olio extravergine era spesso presente come spuntino o merenda pomeridiana.

L'insalata greca parte insomma ed esiste ancora, in una forma completamente vegana!

Nei ristoranti, taverne e trattorie l'insalata è chiamata aggurodomàta o domatosalàta ed è preparata come spiegata sopra. La feta invece si serve a parte, condita con un filo d'olio sempre extravergine (l'unico olio impiegato per tradizione nella cucina greca) origano e a volte con una spolverata di pepe nero. Tra gli anni '60-'70 con l'incremento turistico, comincia ad apparire nei menù dei locali la greek salad! L'insalata greca, ovvero horiàtiki! I ristoratori pur di giustificare il rialzo del prezzo dell'aggurodomàta, aggiungono la feta, l'origano e le olive e la chiamano "paesana" che riporta alla genuinità degli ingredienti necessari per fare una buona insalata.

Per molti locali avere una buona "horiàtiki" è il primo passo verso una ristorazione di qualità. E' nell'insalata greca che il cliente degusta a crudo l'olio extravergine che viene utilizzato nelle pietanze cucinate, mentre la freschezza e l'accurata scelta degli ortaggi garantiscono la linea di principio di chi cucina.
 

Si porta a tavola subito dopo il pane, le posate  e le bevante come per rinfrescare e stimolare l'appetito o tenere impegnati i commensali  durante l'attesa degli altri piatti.

Il rituale vuole che tutti attingono dallo stesso piatto, in un vero atto di comunione, rispettando tuttavia alcune regole fondamentali, come il toccare con la propria forchetta solo il pezzo che si intende mangiare, fino ad arrivare ad un vero momento mistico: i tuffi nei succhi che il pomodoro ha rilasciato nell'ottimo olio d'oliva extravergine che abbonda sul fondo dell'insalatiera! Pezzi di pane casareccio, si tuffano a turno nel sugo dell'insalata e diventano la quintessenza del sapore estivo e della rilassatezza. Senz'altro una mossa politically incorrect che per farla diventare accettabile si possa carinamente chiedere il permesso, se si tratta di commensali al di fuori del nucleo familiare. "Ragazzi posso?" Si chiede mentre il primo boccone è già inforchettato con tanta eleganza e carineria pronto per il grande atto liberatorio del tuffo all'insalata greca!

Vediamo quindi come prepararla buona e autentica:


Ingredienti:
  • due pomodori insalatari maturi e sodi
  • un cetriolo tenero
  • una cipolla di Tropea o comunque una cipolla che possa essere mangiata cruda. Deve essere croccante, dolce, leggermente piccante e tenera.
  • un peperone verde cornetto
  • 6-8 olive nere, di solito Kalamata ma non necessariamente
  • un pezzo di formaggio feta
  • sale
  • abbondante olio extravergine di oliva
  • origano


Esecuzione:
In una insalatiera capiente tagliate i pomodori a spicchi non molto grandi. Ponete sopra il cetriolo tagliato a fette o mezze fette. Se è tenero e fresco di taglio potete sbucciarlo a strisce, mantenendo un po' di buccia. Attenzione però, perché se non è tenero la buccia è meglio eliminarla del tutto perché risulta indigesta!

La cipolla! Va scelta con grande cura se non volete cadere in espedienti di bassa leva pur di eliminare il sapore pungente! Deve essere di varietà che si presta per essere mangiata cruda. Quella di Tropea, attenzione, non tipo Tropea, ma coltivata proprio in Calabria è la migliore che si possa usare nell'insalata greca. Al limite potete affettarla e metterla a bagno in acqua e aceto o solo acqua per una ventina di minuti, scolarla bene e aggiungerla sopra i cetrioli. Ma niente strizzarla con sale e vari altri maltrattamenti che si trovano in giro come geniali suggerimenti!

Aggiungete il peperone tagliato a fette sottili, le olive, e se preferite è il momento per irrorare con qualche goccia di aceto di vino rosso. Mettete il formaggio feta ad un unico pezzo o a due-tre più grandi, abbondante olio d'oliva extravergine e l'origano.

Ponetela per qualche minuto in frigo, in modo che gli ortaggi risultano freschi e che rilasciano i loro succhi. 

Si porta a tavola rigorosamente senza mischiare! Uno dei commensali, prima di usare la propria forchetta romperà la feta in pezzi irregolari, aggiungerà il sale e la mischierà. 

Buon insalata a tutti!   


sabato 26 marzo 2016

Insalata di lattuga romana


 Marulosalàta #cucinagreca : Non è una insalata qualsiasi! E' l'insalata per eccellenza che fa da centro tavola al solenne pranzo di Pasqua. Indispensabile per accompagnare carni arrosto e specialmente l'agnello allo spiedo. Ma anche da mangiare da sola il giorno dopo la grande abbuffata.
Questa è un insalata greca meno famosa di quella estiva ma molto tradizionale e di stagione.

Un' insalata dall'inconfondibile sapore di primavera, dal profumo di Pasqua e di festa! Gli ingredienti rigorosamente tre,

conditi con aceto di vino rosso, olio extravergine di ottima qualità e sale. L'intercambiabilità tra aneto e finocchietto selvatico mi è stata insegnata da mia nonna. In città, dove le verdure si comprano la troverete sempre con aneto, ma in paese di solito il finocchietto selvatico si presta prima dell'aneto che sta appena spuntando nell'orto. La lattuga invece  è sempre e solo della varietà romana. Con le altre varietà di lattuga escono tante appetitose insalate, ma non marulosalàta!

Ingredienti:
  • 2-3 pezzi di lattuga romana
  • 2-3 cipolline fresche
  • un mazzetto di aneto o finocchietto selvatico
  • aceto di vino rosso
  • olio extra vergine d'oliva
  • sale  
Esecuzione: Private la lattuga dalle foglie esterne, lavatela e lasciatela scolare bene. Se serve, dopo averla tagliata usate la centrifuga per asciugarla ulteriormente.

Pulite le cipolline fresche lasciando anche un po' di foglie verdi, se sono tenere.

Lavate e asciugate l'aneto o il finocchietto, tagliate tutto finemente e mischiatelo con la lattuga.

Condite con l'aceto, l'olio e il sale, appena prima di portarla a tavola! Per moderarvi sulle quantità basta tenere presente che non si tratta di verdure sottaceto, che se le verdure sono coltivate a dovere sono già piene di sali minerali e che si tratta di un'insalata che necessita di essere condita e non cresimata!