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Visualizzazione post con etichetta carne di maiale. Mostra tutti i post
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giovedì 4 novembre 2021

Maiale in crosta

Rotolo di maiale ripieno di mela cotogna, in crosta di pasta brisée Stuffer

Avete mai mangiato le mele cotogne in piatti salati? Sono squisite. Spezzatino di maiale con mele cotogne è un piatto succulento della tradizionale cucina greca. E se invece usassimo le mele cotogne per farcire la carne di maiale? Ma vi dirò di più, se chiudessimo tutto in una pasta brisée croccante, che si trova pronta nel banco frigo dei supermercati? Scoprirete un sapore che vi conquisterà. Sì, avete capito bene, sto facendo le prove per i piatti di Natale e maiale in crosta, ripieno di mele cotogne è sicuramente un piatto da festa e se non c'è una festa comandata, faranno festa le vostre papille gustative. Se non avete a disposizione le mele cotogne, potete usare una mela verde, varietà Granny Smith. Penso possa essere una degna sostituta.

Rotolo di maiale ripieno di mela cotogna, in crosta di pasta brisée Stuffer

Ingredienti:
  • una lonza di maiale da 1 kg circa
  • 2 spicchi d'aglio
  • 2 cucchiaini di miele
  • 2 cucchiaini scarsi di sale
  • 1 cucchiaino abbondante di senape in polvere, (o salsa di senape)
  • 2 cucchiaiate di olio extravergine d'oliva + 40 g
  • mezza mela cotogna o una piccola 
  • una foglia di alloro
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 base brisée Stuffer
  • succo di un limone
  • un bicchiere di succo d'arancia
  • un bicchiere di acqua tiepida
Procedimento:

Con un coltello affilato e lungo di lama, praticate un taglio a spirale sulla lonza. Potete chiedere anche al vostro macellaio di preparavi la lonza per farne un rotolo ripieno.
Sminuzzate bene uno spicchio d'aglio, mischiatelo con 1 cucchiaino di sale, 2 di miele, 1 di senape e 2 di olio d'oliva extravergine e spalmate interno della lonza.Pulite la mela cotogna, tagliatela a spicchi e passatela da un piatto con acqua e limone per far sì  che non annerisca. Farcite la lonza con gli spicchi di mela cotogna, arrotolate la e legatela stretta con uno spago da cucina.
In una pentola grande il tanto da poter contenere il rotolo e dotata di coperchio, fate scaldare i restanti 40 g di olio extravergine d'oliva e rosolate il rotolo da tutte le parti. Aggiungete il secondo spicchio d'aglio intero, il rametto di rosmarino e la foglia di alloro lavati e asciugati. Sfumate con un bicchiere di succo d'arancia. Aggiungete un bicchiere di acqua tiepida e salate la carne con il secondo cucchiaino di sale.
Coprite e fate cuocere a fuoco lento per 1 ora, fino a che non evapori l'acqua e il succo d'arancia non si restringa.
Togliete il rotolo, lasciatelo raffreddare completamente e liberatelo delicatamente dallo spago.
Avvolgetelo nella pasta brisée e infornatelo a 200°C in forno ventilato per 20-25 minuti.
Tagliatelo a fette e servitelo con la salsa di cottura.

Rotolo di maiale ripieno di mela cotogna, in crosta di pasta brisée Stuffer

Avete mai provato lo stufato di mela cotogna e caldarroste? Se la ricetta vi intriga la trovate QUI!
E QUI invece trovate un altro rotolo di maiale ripieno!

venerdì 17 gennaio 2020

Fegato alla veneziana di Apriti Sesamo


Qualche settimana fa mio figlio di 9,5 anni si è impuntato che deve imparare a cucinare. Giusto, logico e sacrosanto! La pazienza di chi dovrebbe invece tramandare il sapere non sempre è presente e alle sue insistenze che doveva fare lui, dopo aver fatto funghi pleurotus trifolati in autonomia e dopo anni che cerca di rubarmi il mestiere osservando ho voluto buttarlo subito in acqua alta, come si dice, con una ricette non proprio da bambini. "Faccio io la cena! Faccio io! Cosa dobbiamo cucinare?" Nel mio tentativo di scoraggiarlo gli misi davanti un fegato di maiale che nonna ci aveva procurato: "Abbiamo questo da cucinare." E lui, tendenzialmente vegetariano, lo affrontò in modo al quanto professionale! Lo ispezionò e chiese: "è morto?" (domanda universale dei vegani). "Ok, lo cucino io."  Ha tagliato le cipolle assaggiando i pezzi più teneri mentre il fratello piangeva a fianco chiedendo: quando finisci?
Senza batter ciglio ha tagliato il fegato e ha seguito perfettamente le istruzioni. Io ho dosato solo il sale ed ecco a voi ricetta e risultato!
Il fegato alla Veneziana lo preparò mio marito tanti anni fa e non so perché la mia mente registrò un ingrediente che la ricetta originale non prevede, ma che ci sta da Dio e noi ormai non possiamo fare a meno della tazzina di brandy. Provate una volta il fegato alla veneziana di Apriti Sesamo e ditemi che ve ne pare.



Ingredienti:

  • 300 g di fegato di maialetto
  • 60 ml di olio extravergine d'oliva (se siete al nord, in climi più freddi usate metà olio e metà burro)
  • 2 cipolle bianche
  • 4-5 g di sale
  • 1 foglia di alloro (lo troverete con salvia, lo troverete con prezzemolo, a me piace con alloro)
  • 1 tazzina da caffè brandy


Procedimento:

Lavate il fegato, lasciatelo scolare e tamponatelo con un po' di carta da cucina. Tagliate a fette le cipolle e il fegato a striscioline. In una tegame ampio mettete a rosolare la cipolla con 60 ml di olio extravergine d'oliva, la foglia di alloro e qualche goccio d'acqua affinché si ammorbidisca e inizia a dorarsi.
Quando la cipolla sarà quasi pronta e senza acqua, alzate in fuoco, mettete le striscioline di fegato e appena sigillate (appena cambiano colore) sfumate con la tazzina di brandy, abbassate il fuoco e lasciate andare per 5-6 minuti. Prima di spegnere salate e lasciate riposare una decina di minuti prima di servire.



domenica 1 dicembre 2019

Stinco di maiale all'arancia


Come vi avevo già scritto parlandovi dello stinco di maiale al forno, questa pietanza è un punto d'orgoglio di molte trattorie gourmet in Grecia e ognuna ha il suo piccolo segreto sulla marinatura e il suo contorno con la quale presentarlo, spesso con patate cotte sui sughi della carne. Il comune denominatore è la cottura lenta che permette al tessuto connettivo in grande presenza sullo stinco, di trasformarsi nel gustosissimo gel che renderà la carne tenera e succosa. Lo stinco di maiale non è una parte pregiata perché la carne è dura e necessita di lunga cottura. Essendo però il muscolo più usato dall'animale risulta anche molto, ma molto saporito. Un tempo si preparava in pentole di terracotta dotate di coperchio e si metteva al forno a legna da quando lo si accendeva fino a che non finiva la cottura del pane. Sì può scegliere di prepararlo con la cotenna o senza, io lo preferisco senza.
Anche lo stinco di maiale all'arancia, altro non è che un stinco di maiale al forno. Io questa volta ho usato la mia pentola dotata di coperchio che può essere messa al forno e funziona come pentola di terracotta ma in mancanza potete tranquillamente preparare come vi descrivo in seguito.




Ingredienti:
  • 2 stinchi di maiale senza la cotenna (1500 g circa)
  • 1 spicchio d'aglio
  • 2 cucchiaini di sale
  • 1 cucchiaino di buccia abbrustolita di una arancia bio
  • 2 cucchiaiate di marmellata di arance amare
  • succo di mezzo limone
  • succo di un'arancia
  • 1 cucchiaino abbondante di semi di senape in polvere (sostituibile con senape che si trova in commercio)
  • 2 cucchiaiate di olio d'oliva extravergine
  • un cucchiaino di timo

Esecuzione:

Prelevate la buccia, solo la parte arancione, di una arancia grande non trattata. Con la mezza luna o col tritatutto sminuzzatela e mettetela in una padella antiaderente, a fuoco basso finché si asciughi e si abbrustolisca, stando attenti che non si bruci.

Mischiate il sale, la marmellata, l'olio, la polvere dei semi di senape, il timo e l'aglio ridotto in poltiglia, la buccia d'arancia abbrustolita e il succo del limone e dell'arancia.

Lavate e asciugate bene tamponando gli stinchi di maiale. Incidete più volte la carne e con un cucchiaino fate in modo che il condimento penetri nelle incisioni. Lasciate marinare per 2-4 ore ancora meglio per una notte in frigo.

Quando la carne è abbastanza marinata, avvolgete i stinchi insieme alla marinatura in carta forno e poi in carta alluminio. Fate cuocere a per 2 ore e 30 minuti a 180°C. 

Trascorso tale tempo aprite l'involucro con grande attenzione a non bruciarvi dal vapore e continuate la cottura finché la marinatura si restringa e la carne acquisti una doratura succulenta da entrambi i lati.

Raccogliete il sugo di cottura e se è molto ristretto diluitelo con succo di una arancia e olio d'oliva extravergine per poter bagnare ulteriormente la carne una volta messa sul piatto. Usate l'olio in eccesso per saltare delle patate bollite e condite a sa schiscionera.

Servite con patate a sa schiscionera e insalata di cavolo con carote




martedì 14 maggio 2019

Involtini di cavolo verza ungheresi Töltött kàposzt


Succede che mi babbo invecchia. Prende la pensione, la mette nel portafoglio, prende l'aereo e poco prima di Pasqua viene a trovare le figlie e i nipoti che vivono in Italia. Succede che mi babbo invecchia... Esce con un amico greco a prendere il caffè, passano a trovare un amico (greco) che vende del buon vino sardo, torna a casa, si pranza, lui si fa la siesta pomeridiana e io esco per commissioni. Mi arriva su Facebook il messaggio di una donna sconosciuta:
- Ciao Eleni, conosci Pinco Pallino?
- Certo che lo conosco! E' mio padre!
- Dove si trova ora?
Porca miseria, penso, l'ho lasciato a casa che dormiva, ma questa chi è? Cosa vuole?
- Scusa tu chi saresti?
E Agnes si presenta... "Abbiamo trovato i suoi documenti" mi scrive... Mi da il numero del marito per mettermi in contatto. Chiamo mi babbo e lo sento ansimare. Si è appena svegliato e accorto di aver perso tutto. Portafoglio intero con furbamente tutto dentro! "Papà, hanno trovato i documenti, hanno detto. Chi l'ha trovato prima di loro l'avrà svuotato, ma almeno abbiamo i documenti. Stasera alle 7 abbiamo appuntamento per prenderli." Penso che a seconda chi è (almeno in certe parti del mondo) l'avrebbe svuotato e sarebbe capace di chiamare per venderci pure i documenti, oppure avendolo trovato già svuotato dai soldi potrebbe chiedere una mancia per aver restituito i documenti... Invece Agnes e Marco, il portafoglio l'hanno trovato intero e integro e così l'hanno voluto consegnare al legittimo proprietario. Lui sardo di quelli tutto d'un pezzo e lei Ungherese. Chi ha mai conosciuto un Ungherese! Non saprei dire come sono gli Ungheresi ma a giudicare da Agnes posso dirvi, dolci, onesti, generosi, sensibili, hanno il cuore che è un pezzo di pane e sanno cucinare pure bene!
Una settimana fa sono venute a trovare Agnes e il piccolo nipotino la mamma e la zia, cuoca professionale in pensione, dopo aver lavorato nell'esercito. Agnes non solo ha condiviso con me tutte le prelibatezze che con tanto affetto le hanno portato ma mi ha anche invitato a casa per assistere alla preparazione di questo piatto tradizionale ungherese che è veramente squisito! Töltött kàposzt significa "cavolo ripieno". Involtini di cavolo verza o cavolo cappuccio che accomunano molti popoli. Questa è la ricetta ungherese tradizionale e più autentica di così non penso avrei potuto mai ottenerla! Spiegata, vista fare dal vivo e assaggiata, dato che la ricetta prevedeva anche un pentolone da portarmi a casa, che è stato molto gradito perfino da mia suocera. Ma d'altronde, se una ricetta fa parte della tradizione di un paese significa che ha superato una selezione naturale per la quale solo le migliori sopravvivono e vanno avanti. Godetevi quindi questo passaggio di conoscenze della cultura culinaria Ungherese e seguite le indicazioni di preparazione e cottura per ottenere un risultato autentico!



Ingredienti:
per i crauti

  • 1 kg circa di cavolo cappuccio bianco
  • 2 foglie di alloro
  • 20 g di sale
  • 5 g di zucchero
  • 1 cucchiaino di cumino
  • pepe in grani
  • 100 ml di acqua
  • fette di pane

per gli involtini 

  • 1 verza grande
  • 700 g di macinato di maiale magro
  • 300 g di macinato di maiale grasso
  • 200 g di riso ribe
  • 15 g di sale
  • 2 cipolle bianche
  • 1 spicchio d'aglio
  • 3 cucchiaiate abbondanti di paprika dolce
  • 1 cucchiaino scarso di cumino
  • 1 cucchiaino di pepe nero
  • panna acida oppure yogurt Herakles Stuffer


Esecuzione:

Una o due settimane prima iniziate preparando i crauti che potete mangiare anche come insalata o contorno: Togliete le foglie esterne di un cavolo cappuccio bianco, lavatelo e grattugiatelo. Aggiungete al cavolo il sale, lo zucchero, le foglie di alloro lavate e spezzettate, il cumino, i grani di pepe, l'acqua e trasferitelo in un vaso di vetro col coperchio ma non a chiusura ermetica. Premete il cavolo che inizierà a buttare anche la sua acqua di vegetazione e posizionate sulla superficie delle fette di pane per coprirlo. La mia amica Agnes mi ha spiegato che il pane va tolto dopo due giorni e buttato via. Serve per tenere il cavolo leggermente premuto e per raccogliere la schiuma che si produce i primi giorni di fermentazione.
Una volta ottenuti i crauti (alimento ricchissimo di vitamine e benefico per l'organismo) Procedete con gli involtini:

In una bacinella mischiate la carne macinata col riso, il sale, il cumino, l'aglio, 2 cucchiaiate di paprika e il pepe.
Togliete il torsolo della verza e immergetela per qualche minuto in acqua che bolle, fino a che non iniziate a staccare le foglie. Con una schiumarola togliete le foglie dall'acqua e conservatela per usarla durante la cottura degli involtini.

Se le foglie sono grandi tagliatele a metà privandole della parte dove la nervatura è più grossa.
Prelevate una quantità adeguata di ripieno, avvolgetela con la foglia e spingete le estremità verso dentro.
In una pentola dotata di coperchio posizionate a strati iniziando sul fondo con uno strato di crauti che avrete scolato e strizzato per proseguire poi con uno strato di involtini, uno strato di crauti spolverati di paprika e cipolle grattugiate, e via così, finendo con uno strato di crauti spolverati di paprika con l'aggiunta di un poco di concentrato di pomodoro.
Se vi avanza ripieno formate delle palline e aggiungetelo senza l'involucro della foglia di verza.
Aggiungete acqua calda fino a coprire  tutto e mettete sul fuoco. Appena inizia a bollire abbassate il fuoco in modo da lasciare una fiamma debolissima, coprite e fate cuocere per 2 ore.
Servite con panna acida o come consiglia la mia amica con yogurt Herakles della Stuffer che è quello che più soddisfa il suo palato ungherese!

Piatto davvero squisito!





giovedì 8 novembre 2018

Salsiccia con la verza


La "versione sarda di wurstel con crauti" come goliardicamente mi piace chiamare questo piatto saporito e veloce da preparare. Salsiccia e verza sono un abbinamento ben riuscito che dà velocemente un piatto completo, aggiungendo i carboidrati del pane. La salsiccia che ho usato è quella fresca preparata su ricetta sarda, quindi con carne di maiale e semi di finocchietto.



Ingredienti:
  • 80ml di olio extravergine d'oliva
  • 450g di salsiccia fresca (ai semi di finocchietto)
  • 2 cipolle bianche
  • un cavolo verza delle dimensioni che preferite
  • sale
  • 2 bicchieri di acqua calda


Esecuzione:

Tagliate la salsiccia a pezzettini, mettete l'olio a scaldare e rosolate la salsiccia. Aggiungete le cipolle tagliate a fette, fatte rosolare per qualche minuto e poi aggiungete la verza priva delle foglie esterne (la mia era proprio il cuore quindi tutto bianco). Rosolate per un attimo ancora, spegnete con due bicchieri di acqua calda (oppure un bicchiere di vino bianco e uno di acqua, se preferite), aggiungete un poco di sale tenendo conto che serve solo per salare la quantità di verza utilizzata, perché la salsiccia è già giusta di sale. Abbassate il fuoco al minimo, coprite e tirate a cottura fino a che anche le parti più consistenti della verza non risultino morbidi. A quel punto scoperchiate la pentola, alzate la fiamma e lasciate restringere un po' il sughetto.
Servite caldo e se gradite anche con del peperoncino piccante ma temo che così cambiamo regione e diventa "versione calabrese di wurstel e crauti!" 😀  Insomma scegliete voi, tanto resta sempre un buon comfort food sia come secondo che come piatto unico!



venerdì 1 giugno 2018

Souvlaki - spiedino greco


Souvlaki sta per spiedino, quello greco ovviamente! Souvlaki, molto prima di gyros è stato messo nella pita, ma era un street food caratteristico ancor prima che venisse coniato il termine. Era quello che si arrostiva su gran scala durante le feste paesane e le sagre e lo è tuttora! Fatto prevalentemente di carne di maiale ma anche di carne ovina, ultimamente troverete souvlaki anche con carne di pollo. Nelle abitudini gastronomiche più autentiche lo troverete servito con pane e limone. I migliori souvlaki erano quelli della festa di paese, per me nella montagna dei miei avi, a Kissos, su monte Pilio. Ancora ricordo guardare i gesti di chi arrostiva a occhi sgranati in attesa di gustarmi il succulento spiedino. Tirava fuori dalla marinatura gli spiedini e li appoggiava sulla grata sovrapposta al carbone ardente. Girava in continuazione con meticolosa attenzione, controllava. Dopo pochi minuti prendeva una bottiglietta con succo di limone li spruzzava con qualche goccia e li tirava  via dal fuoco poggiando li sopra un vassoio pieno di fette di pane. Incassava i soldi, porgendo un scatola di latta che faceva da cassa, dove il cliente metteva i soldi e si serviva da solo per l'eventuale resto, così lui non toccava altro che il cibo.  Prendeva in una mano lo spiedino e con l'altra portava la relativa fetta di pane sopra il carbone per abbrustolirla. La girava, la pungeva con la punta dello spiedino e offriva il souvlaki a chi con l'acquolina in bocca stava aspettando. Poi preparava grandi vassoi foderati da carta oleata con pane e mucchio di spiedini poggiati sopra, limone a pezzi e via per servire ai tavoli in festa sulla piazza, accompagnati con vino o birra.
Se volete gustare souvlaki tradizionale greco, seguite la ricetta senza aggiungere o omettere. Il pepe nero per esempio non ci va, altri ingredienti nemmeno. Cipolla o pezzi di peperone in mezzo non ci sono mai stati nel souvlaki greco. Solo certi ristoratori cittadini li adoperavano per mettere meno carne sullo spiedo e solo quando si trattava di spiedo grande in acciaio e non sui spiedini in legno e comunque sia, credo volessero dare una nota di europizzazione del nostro amato e tradizionale souvlaki. Ma souvlaki è souvlaki, da non confondere con gli altrettanto buoni arrosticini o con gli spiedini italiani da sempre composti di un misto tra carne e ortaggi. La cottura deve essere a fuoco alto e breve, altrimenti la carne si asciuga. Insomma chi abbia un po' di esperienza di barbecue si faccia avanti! Arrostite senza bruciare la carne che non deve mai diventare nera! Poi, gustate e ditemi... buono vero?


Ingredienti:

  • 1 kg di carne di maiale (capocollo o arista grassa)
  • Olio d'oliva extravergine
  • 1 cucchiaino di origano greco o siciliano (che è quello assomiglia di più)
  • 2 cucchiaini di sale
  • Succo di limone


Esecuzione:

Mettete gli stecchini di legno a bagno per una ventina di minuti, in modo che durante la cottura il legno non venga bruciato.
Tagliate la carne a dadini più o meno uguali e passate 7-9 pezzi su ogni stecchino facendo attenzione di distribuire equamente le parti grasse, alternando tra parti grasse e parti magre.
Oleate bene gli spiedini con abbondante olio d'oliva extravergine e solo successivamente spolverateli con sale misto all'origano. Coprite e lasciate in frigo a marinatura anche per una notte intera.
Tirate fuori dal frigo un'ora prima di cuocere.
Io ho usato una piastra in ghisa ma se avete il barbecue a carbone ancora meglio. Scaldate bene poggiate su piastra rovente.
Cuocete girando spesso da tutte le parti fin a che premendo la carne noterete che ha cambiato resistenza alla vostra pressione. Spegnete con qualche goccia di limone, ripulite la piastra (passando un limone tagliato a metà) e proseguite fino a cuocere tutti gli spiedini.
Servite caldi, con pane bagnato nei succhi di cottura rilasciati sul piatto e con ulteriore limone da aggiungere a piacere, oppure usateli per farcire la pita greca, insieme a tzatziki, pomodoro, cipolla e patate fritte.



domenica 20 maggio 2018

Pita Gyros, come farlo in casa


Pita gyros è lo street food greco più famoso, anche se leggermente più recente del tanto amato souvlaki (spiedino di carne di maiale)! Tutti e due possono essere serviti in porzione accompagnati dagli stessi ingredienti coi quali vengono serviti come street food.



Gyros è lo stesso grande spiedo verticale del kebab per intenderci, solo che per i Greci la carne è di maiale e precisamente capocollo mentre il kebab è di montone o vitello e ha il condimento diverso dal gyros. Ultimamente troverete anche gyros di pollo, buono lo stesso per chi non mangia la carne di maiale.




Questo è il video della preparazione di gyros in una diretta sulla mia pagina Facebook:




Ma se preferite leggere eccovi la ricetta: 

Ingredienti:
  • 500g di bistecche di capocollo di maiale senza osso (oppure carne di pollo)
  • 1 cipolla piccola
  • 1 cucchiaino di sale
  • mezzo cucchiaino di zucchero (io grezzo di canna)
  • 1 cucchiaino di paprika dolce
  • 1 cucchiaino scarso di origano
  • 3 cucchiaiate di olio extravergine d'oliva

Esecuzione:

Frullate o grattugiate la cipolla, aggiungete sale, zucchero, origano, paprika e olio.
Mischiate gli ingredienti della marinatura, mettete la carne di maiale e massaggiate in modo che venga coperta.
Coprite con pellicola alimentare e ponete in frigo per 2 o massimo 24 ore.
Un'ora prima della cottura togliete dal frigo, in modo che la carne prenda temperatura ambiente.
Tagliate a striscioline, il più sottili possibile, scaldate una padella antiaderente e cuocete a fuoco vivo, girando continuamente fino a cottura ultimata. (Tempi di cottura più breve per la carne di pollo.)
Accompagnate con patate fritte, tzatziki, fette di pomodoro e cipolle dolci e croccanti e utilizzate come pane la pita greca.
In porzione o in versione street food gustatevelo con una buona birra fresca!



martedì 26 dicembre 2017

Arrosto di maiale ripieno


"Un ripieno per le feste va fatto! Per Natale o per Capodanno, è di buon auspicio!" Diceva nonna. Porta in casa l'augurio che la vita sia piena di beni morali e materiali, piena di esperienze e cose nuove, gioie nuove e che a tavola ci sia sempre l'abbondanza, (che per loro non era per niente scontata).
Per tradizione (nonna è nata e cresciuta in una comunità montanara fondata sul monte Pelio nel 1200d.C) si prepara la gallina ripiena in brodo con ripieno di manzo macinato, i fegatini, prugne secche (o uva passa) caldarroste, pinoli o noci. Con lo stesso ripieno si riempie ("chi ce l'aveva" sempre!) anche la tacchina che va cotta al forno a cottura lenta,  oppure con caldarroste, prugne secche e funghi si farcisce il rotolo di maiale che può essere coscia o lonza. "con quel che avevamo, insomma" diceva nonna e la sua montagna è piena di timo, origano, boschi di castagni, pergole di vite, alberi di noci e di prugne, funghi porcini e ovuli.
Così oggi vi presento il rotolo di maiale, con funghi champignon (ma se avete funghi di bosco è meglio) prugne e caldarroste che io preparo in autunno e metto in freezer sia per tirarli fuori come snack che per utilizzarle per i miei ripieni del periodo natalizio. Una ricetta tradizionale quindi della cucina greca  che può essere preparata per Natale o Capodanno
L'ho accompagnato con piccoli funghi champignon (saltati in padella con uno spicchio d'aglio, spenti con vino rosso, salati con trito di un pomodoro sotto sale e dopo aver spento un po' di prezzemolo fresco), con piselli saltati con olio e mezza cipolla bianca e patate tagliate rotonde, bollite in acqua salata e rosolate in olio extravergine d'oliva.




Ingredienti:
  • 1300g di polpa di maiale (io coscia)
  • 100g di funghi
  • 10-12 caldarroste
  • 12 prugne denocciolate
  • 10 mezzi pomodori secchi sott'olio, non sotto sale!
  • 1 cipollotto fresco
  • 6+2 cucchiaiate di olio extravergine
  • 2 cucchiaini di sale
  • mezzo cucchiaino di timo
  • mezzo cucchiaino di origano
  • succo di un limone
  • 1 cucchiaiata di miele
  • 1 cucchiaiata di senape

Esecuzione:



Con un coltello a spadino, aprite il pezzo di carne come mostrato nelle immagini, o chiedete al vostro macellaio che ve lo prepari per fare il rotolo ripieno.
Ripulite i funghi dalla terra i funghi e tagliate i gambi e affettateli. 

In una ciotola mettete un cipollotto fresco tritato finemente, 1 cucchiaino di sale, origano, timo, 6 cucchiaiate di olio extravergine d'oliva, i pomodori secchi sottolio, scolati e tagliati a pezzi, le prugne e le caldarroste intere o spezzettate, come preferite. Mischiate tutto bene.
Aprite la carne, stendete prima i funghi affettati e poi il resto del ripieno. Arrotolate nuovamente, infilate il ripieno che vi sarà scappato e legate il rotolo con spago da cucina. Fate un'emulsione con la senape, il miele, il cucchiaino di sale, il succo di limone e le altre 2 cucchiaiate di olio e spalmate bene il rotolo dopo averlo messo sopra la carta da forno. Avvolgetelo bene nella carta, poi in alluminio e cuocetelo  in forno statico prescaldato a 180°C per 50-60 minuti. Aprite in fagottino con attenzione a non bruciarvi dai vapori, aumentate il forno a 240° e lasciate rosolare esternamente.
Una volta pronto, raccogliete la salsetta di cottura che vi servirà per bagnare le fette dell'arrosto di maiale ripieno, lasciate riposare per 10 minuti e poi tagliatelo a fette.
Ecco che la vostra vita sia piena! Buon appetito!