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martedì 8 dicembre 2020

Mont Blanc al cioccolato

Montagna di castagne, rum e cioccolato ricoperta da leggera neve di panna Stuffer. Dolce al cucchiaio, senza glutine.

Tirate fuori gli addobbi! 8 Dicembre è la data giusta. Il Natale ha bisogno di magia, dicono, e lo si cerca di ricreare tra giochi di luce, di colori e di sapori. Io l'albero l'ho sempre fatto il 22 Dicembre e a volte il 24 pure. Ma in cucina sono stata sempre impegnata dai primi del mese. Certo la molla di scambi sociali nel periodo natalizio di un tempo, esigevano anche quantità di dolci, oltre che varietà. I miei bimbi però sono italiani e tradizionalisti. Vogliono l'albero l'8 Dicembre e la neve che non hanno mai visto. Così non potevo che preparali un Mont Blanc al cioccolato con un metro di neve sopra fatta con panna Stuffer. E niente... Abbiamo divorato una montagna con sottosuolo di castagne, rum e cioccolato coperta di fiochi di panna caduti copiosamente. Adesso non ci resta che fare l'albero e mettere a bollire le prossime castagne. Perché con l'aggiunta del cioccolato ne vanno matti tutti.. Visivamente magari la panna vi risulterà molta, ma vi assicuro che è molto piacevole il contrasto e la suo sapore. Nel palato risulta molto equilibrato come dolce. Merito anche della qualità della panna, per dirla tutta. Tanto che Jo ha commentato: "è un dolce che è come le patatine... non puoi smettere di mangiarlo se non finisce."

Quest'anno sarà un Natale strano per molti. Nella migliore delle ipotesi con l'unico neo qualche mancanza dei propri cari per causa del distanziamento. In qualche casa il posto di qualcuno sarà occupato dai ricordi, ma in qualche altra, il presepe sarà davvero pieno! Stanno nascendo in questo periodo i dolci effetti collaterali del primo lockdown e io sono diventata nuovamente zia da pochi giorni. Mi viene voglia di riempire la casa di dolci e profumi. 
La ricetta del mont blanc che vi lascio non è quella originale ma quella che piace a casa mia. Provatela e ditemi che ne pensate.

Montagna di castagne, rum e cioccolato ricoperta da leggera neve di panna Stuffer. Dolce al cucchiaio, senza glutine.

Ingredienti:
  • 500 g di castagne al netto degli scarti (quindi circa 650 g di castagne da cuocere)
  • 450 g di latte
  • mezza bacca di vaniglia
  • pizzico di sale
  • 125 g di zucchero a velo
  • 50 g di rum scuro, cognac o brandy
  • 20 g di cacao amaro
  • 200 g di cioccolato fondente al 50%
  • 400 g di panna da montare Stuffer
  • 50 g di zucchero semolato
Montagna di castagne, rum e cioccolato ricoperta da leggera neve di panna Stuffer. Dolce al cucchiaio, senza glutine.

Procedimento:

Lavate la castagne e incidetele. Lasciatele a bagno in acqua fredda per 20 minuti. Poi portatele sul fuoco e fatele cuocere per 10 minuti da quando bolle.
Pulitele e togliete accuratamente la pellicina marrone che hanno dentro.
Mettete in un pentolino le castagne pulite, il pizzico di sale, il latte e i semi di mezza bacca di vaniglia e portate nuovamente sul fuoco a fiamma bassa, mescolando con un mestolo di legno fino a che non ottenete una cremina con pezzi di castagna. Aggiungete il rum e il cacao amaro e mescolando schiacciate le castagne più che potete.
Sciogliete a bagnomaria il cioccolato con attenzione a non bruciarlo e aggiungetelo nel composto delle castagne.
Lasciate raffreddare tutto e utilizzando un passaverdure a fori larghi formate sul piatto da portata la montagna. 
Montate la panna fredda con 50 g di zucchero e delicatamente coprite la montagna di castagne al cioccolato e rum. 
Il vostro Mont Blanc è pronto! Assaggiate e ditemi se non è il più buon Mont Blanc che avete mai assaggiato.

Montagna di castagne, rum e cioccolato ricoperta da leggera neve di panna Stuffer. Dolce al cucchiaio, senza glutine.


                          

sabato 19 ottobre 2019

Torta alla Mont Blanc


Ottobre per me è pieno di date da festeggiare! Il maritino che compie gli anni, il nostro rapporto pure, la nostra famiglia anche. Insomma, un dolce dietro all'altro, una torta dopo l'altra si cresce! Quest'anno abbiamo festeggiato con una torta alla Mont Blanc che ha fatto furore ed è stata replicata. Facilissima da fare e nuova di zecca come preparazione dato che la ricetta, indovinate un po' di chi è: di Apriti Sesamo ovviamente! Alla Mont Blanc perché gli ingredienti sono presa a poco gli stessi del famoso dolce. Ho preparato un pan di Spagna con purea di castagne al posto della farina, bagnato con sciroppo al rum scuro e farcito con una ganache di cioccolato fondente. Tutti sapori forti, avvolti dalla delicatezza della panna montata che faceva contrasto creando come risultato un connubio perfetto.
Per il pan di Spagna ho usato la dose per tortiera da 22 cm, poi ho allungato la mano e ho preso quella da 26 cm, ottenendo ovviamente un pan di Spagna più basso, ma se la volete farla più altina, non fate le cose distrattamente come faccio io, pigliate la tortiera da 22 cm.
Dimenticavo: la torta alla Mont Blanc è perfetta per chi soffre di intolleranze alimentari in quanto priva di glutine e se scegliete un cioccolato fondente senza lattosio, va bene anche per chi deve essere lactosefree!


Ingredienti:

Per il pan di Spagna
  • 5 uova
  • 150 g di zucchero
  • 150 g  purea di castagne
  • 20 g amido di mais
  • 1 pizzico di sale
Per la bagna:
  • 200 ml di acqua
  • 100 g di zucchero
  • 50 ml di rum scuro
Per la ganache
  • 250 g di cioccolato fondente al 55% minimo
  • 250 ml di panna vegetale già zuccherata
Per finire
  • 250 ml panna vegetale già zuccherata

Esecuzione

Per il pan di Spagna:
Incidete circa 300 g di castagne e fatele bollire per 40 minuti in acqua leggermente salata. Spelatele, prelevate 150 g e tritateli con il tritatutto oppure passando le castagne bollite da un passa-verdure.
Separate i tuorli dagli albumi, aggiungete un pizzico di sale agli albumi  e montateli a neve fermissima.
In un altro recipiente montate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una cremina spumosa. Aggiungete la purea di castagne e l'amido di mais. 

Con una spatola di silicone o un mestolo in legno e con movimenti lenti dal basso verso l'alto incorporate gli albumi montati facendo attenzione di non smontarli.
Rovesciate in una tortiera foderata con carta da forno, livellate con attenzione e cuocete a 180°C in forno statico scaldato precedentemente per 35 minuti. Spegnete, lasciate il vostro pan di Spagna dentro con lo sportello semiaperto per altri 20 minuti.


Per la bagna:
Fate bollire l'acqua e lo zucchero per 3 minuti. Se volte che la bagna sia analcolica ma che abbia comunque il profumo di rum, inserite il rum mentre lo sciroppo sta bollendo e spegnete.In questo modo l'alcool evaporerà. Se invece volete proprio una bagna al rum, aspettate che lo sciroppo si raffreddi completamente e solo allora aggiungere il rum.
In ogni caso lasciate raffreddare per bene prima di bagnare il vostro pan di Spagna che avrete tagliato a metà.


Per la farcitura:
Prepariamo una ganache al cioccolato fondente morbida e fluida che ci permette di stenderla facilmente. Scaldate bene la panna senza tuttavia portarla in ebollizione e aggiungete il cioccolato tritato finemente con un coltello. Con una forchetta amalgamate delicatamente.
Posizionate un pezzo di pan di Spagna al piatto di portata o vassoio che sia, e bagnatelo con la metà quantità della bagna al rum. Usate un cerchio se disponete di uno, per ottenere una maggiore regolarità.
Rovesciate i due terzi della ganache al cioccolato, livellate e posizionate il secondo pezzo di pan di Spagna. Bagnatelo e rovesciate il resto della ganache.



Per finire:
Montate bene la panna, mentre la torta si riposa in frigo, togliete il cerchio e usando una sac a poche rifinite la torta alla Mont Blanc come nelle foto o come più vi piace.



 

giovedì 14 marzo 2019

Polpo al vino


Ctapòdi krassàto. Un altra ricetta tradizionale della cucina greca: un brasato di polpo al vino rosso, per chi ama la cucina di mare. Uno dei piatti che fanno parte della quaresima, dato che il consumo di polpo come di tutti i molluschi e i crostacei è ammesso anche durante i giorni "vegani" diciamo.
Fresco o surgelato? Se optate per il fresco tenete conto che necessita di battitura in modo che le fibre vengano spezzate e le carni ammorbidite. Altrimenti affidate questo duro lavoro al congelatore che lo farà al vostro posto.
Il polpo al vino può essere un ottimo antipasto di mare, servito freddo in purezza, oppure un piatto unico, servito caldo, accompagnato da riso o parate. Il mio sincretismo culinario mi ha portato ad abbinarlo alla polenta e il diavoletto del monte Pelion che abita dentro di me, mi ha detto di aggiungere scalogno e castagne arrosto.

Ingredienti per 6 persone:

  • 1 polpo di 1,5-2 kg
  • 120 ml  olio extra vergine d'oliva
  • 250 g di scalogno
  • 2 foglie di alloro
  • 1 bicchiere di vino rosso
  • 2 cucchiaiate di aceto di vino rosso
  • 12-15 castagne arrosto
    (La ricetta prevede anche un cucchiaio di zucchero ma credo che scalogno e castagne arrosto bastino per bilanciare l'agrodolce del piatto.)

Esecuzione:
 

Private il polpo degli occhi, del becco e del contenuto della sacca. Lavatelo bene e mettetelo in una pentola con coperchio. Ponete su fuoco moderato e lasciatelo buttare fuori la sua acqua e cuocere per 20 minuti. Se serve aggiungete mezza tazzina d'acqua.
Toglietelo dalla pentola conservando l'acqua e tagliatelo a pezzetti.
In un'altra pentola mettete l'olio, e rosolate per pochi minuti i bulbi di scalogno interi. Aggiungete i pezzi di polpo e le foglie di alloro e spegnete prima con l'aceto e poi col vino. A questo punto aggiungete le castagne arrosto (le donne di monte Pelion le usano molto nei spezzatini e nei ripieni. Durante la loro stagione compratele anche già arrostite e mettetele in freezer. Si mantengono benissimo per tanti mesi.)  Aggiungete l'acqua della cottura precedente, magari non tutta, abbassate la fiamma, coprite la pentola e lasciate cuocere per altri 20-30 minuti, finché i tentacoli risultino morbidi.
Ricordatevi di NON aggiungere sale se non un pizzico, perché il polpo è già salato di suo!



mercoledì 19 dicembre 2018

Le caldarroste


Le ho mangiate da sempre, da quando ricordo me stessa. Castagne o marroni le caldarroste hanno sapore di autunno, di inverno, di attesa del Natale, sapore unico! Le castagne è la prima raccolta fissata nelle memorie della mia infanzia. Il luogo lo conoscete ormai è Monte Pelio, la montagna che sovrasta la mia città natia e dove ho la metà delle mie radici e precisamente in un paesino del Pelio Est, Kissos. Ed eccole qua le castagne del raccolto di quest'anno, che vengono proprio da lì:





Gran parte della produzione anche quest'anno è stata esportata in Italia. Chi sa se sarà arrivata qualcuna nella vostra tavola!
Le caldarroste le ho viste arrostite sopra la stufa a legna fatte da mia nonna, al forno elettrico fatte da mia mamma o arrostite negli angoli delle città dai kastanades con sottofondo le canzoni di Natale e le luminose decorazioni del Comune, esattamente come in questa foto, anche se non è della mia città e si tratta di una foto presa dal web.

Ma l'arte dell'arrostirle l'ho rubata in Piazza della Frutta, a Padova, dopo ore di contemplazione di questa esatta immagine trovata nel web: 

Ore e ore restavo a guardare incantata fiamme e castagne che volavano, saltate nella padella bucherellata apposita per le caldarroste. Due modi differenti per arrostire le caldarroste ed è in questo secondo modo che preferisco farle anche io.
Si incidono le castagne e devono essere in buone condizioni. Tenute bene in fresco fino al momento dell'acquisto. Al tatto devono risultare compatte e avere il "picciolo" diciamo, ancora attaccato se possibile: 


Una volta incise, a croce o con una sola incisione (come più vi piace) mettetele in una padella bucherellata, apposita per arrostire le castagne.
Mettetele su fiamma viva e ogni trenta secondi - un minuto circa muovetele, facendole ruotare e saltare leggermente.
Appena iniziano ad aprirsi saltatele con più determinazione. Se qualcuna è pronta e perde la buccia toglietela e mettetela da parte.
Quelle che non si aprono non sono in buone condizioni e non si arrostiscono bene, di conseguenza scartatele.
Una volta cotte, (dopo circa 10 minuti)  mettete le castagne per qualche minuto in una sacchetto di carta pulito, tenetele chiuse e coperte da un panno caldo per qualche minuto (5-10 minuti) in modo che il loro vapore stacchi ulteriormente la buccia rendendole facile da pulire.
 




In questo post volevo proporvele perché per me le caldarroste sono indissolubilmente legate al Natale. Nella cucina greca si usano sia mangiate appena cotte nei giorni di festa che nei ripieni di tacchina, gallina o maiale, ma anche aggiunte a succulenti spezzatini. Vi lascio i link di alcune ricette che trovate sul blog anche se quelle puramente natalizie le devo ancora aggiungere.
Costituiscono un ottimo snack veloce e senza glutine e una volta cotte, sbucciate e messe in freezer si possono riscaldare in una padella antiaderente e tornano come se fossero appena uscite dal fuoco!

  

mercoledì 28 novembre 2018

Ravioli di pasta frolla ripieni di castagne e cioccolato


Ravioli dolci di pasta frolla con un godurioso ripieno di castagne e cioccolato. Ricetta facile e ben riuscita dato che sono finiti velocemente e mi hanno chiesto di prepararne ancora. Credo proprio che rientreranno di diritto tra i dolcetti da offrire a Natale! Questa è sempre una ricetta in collaborazione con Stuffer S.p.A che mi ha fornito pasta frolla e panna, tutte e due di ottima qualità, facilitandomi il compito. Ottimi per accompagnare il caffè o una dolce pausa. La prossima volta però, invece di fare i ravioli, aumento un poco le dosi del ripieno (300 di castagne, 60 di zucchero, 40 di brandy, 100 di panna e 100 di cioccolato) faccio una torta di frolla coperta e la servo a fette con la restante panna, zuccherata leggermente e montata. Quasi quasi, anche oggi!



  Ingredienti:



Esecuzione


 Lavate le castagne, mettetele in acqua fredda salata e fatele bollire per 40 minuti se sono medio-piccole o per 50, 60 se sono grandi. Il tempo di cottura si conta da quando l'acqua inizia a bollire. Una volta cotte sbucciatele e polverizzatele con un passa verdure, un tritatutto oppure impastandole con le mani come ho fatto io che gradisco trovare sotto i denti anche qualche minuscolo pezzettino integro. Mischiate castagne, zucchero, brandy, panna e gocce di cioccolato.
Usando un tagliapasta (il mio era di diametro da 7 cm) ricavate un numero pari di discetti. posizionate una cucchiaiata di ripieno al centro, passate il dito bagnato d'acqua intorno al bordo, coprite con un altro dischetto e sigillate i bordi premendoli coi denti di una forchetta. (Coi ritagli di pasta potete fare dei frollini alle noci, come ho fatto io, oppure impastare nuovamente, stendere e tagliare altri dischetti.)
Fatte dei buchi sopra e infornate a 170°C gradi in forno ventilato scaldato precedentemente, per 15-20 minuti circa, fino a doratura desiderata.




venerdì 20 ottobre 2017

Stufato di mele cotogne e caldarroste



La mela cotogna è un frutto autunnale ingiustamente poco considerato in cucina e mentre un po' lo si conosce in preparazioni dolci, nelle preparazioni salate risulta del tutto estraneo. Anche nella cucina greca il suo uso salato riguarda piccole realtà regionali. La ricetta che vi metto arriva dritta dritta dalla montagna dei Centauri, la montagna che si dice costituiva residenza estiva degli Dei del Olimpo, monte Pelion. E' una ricetta che pensavo fosse caduta in disuso e che io stessa avevo sentito nominare ed elogiare senza averla mai né vista né assaggiata. La mela cotogna, l'ho sempre sentita nominare da mia nonna come ingrediente di succulenti spezzattini di carne,  oppure in un particolare stufato di patate in versione tradizionalmente vegana, o come stufato di mele cotogne e caldarroste che a dire di tutti era la fine del mondo!
Quest'estate una zia è tornata alla carica: "tu che fai vedere molti piatti, fai anche uno spezzattino con le mele cotogne che è da leccarsi i baffi!" "Ma zia chi è che cucina mele cotogne?!!!" E lei: "Io! Non vedo l'ora che maturino sugli alberi!" Dopo due giorni un amico: "Sai una cosa molto buona da cucinare? Stufato di mele cotogne e patate! Oppure le mele cotogne tagliate a spicchi, condite come le patate e messe al forno!" E io: "Ma chi è che cucina questa roba?!" E l'amico: "Io! Non vedo l'ora che siano di stagione!"
Come potete capire le mele cotogne hanno messo l'Universo in mezzo perché io salvi qualche ricetta salata. Sono andata a vedere su un libricino di cucina greca e ricette tradizionali di Pelion. C'erano due ricette: "Stufato di mele cotogne e patate" con quattro righe di spiegazione e "Stufato di mele cotogne e caldarroste" dove sotto era scritto: come si fa quello delle patate, solo che al loro posto potete mettere le caldarroste." Più chiaro di così non si può! Era la frase che diceva sempre anche mia nonna, quando le chiedevo la stessa ricetta. "Come si fa con le patate, solo che al loro posto ci metti le caldarroste..."
Quindi ieri ho fatto finalmente la stufato di mele cotogne e caldarroste, da abbinare come contorno a degli stinchi di maiale al forno e su richiesta del figlio piccolo ho preparato anche un po' di riso basmati che ci stava meravigliosamente. E poiché le mie radici Orientali hanno deciso di rivendicare il loro spazio in un piatto tipicamente di Pelion (l'altra metà delle mie radici) ho abbinato anche una cucchiaiata di yogurt greco che col riso ci sta benissimo.



Lo stufato di mele cotogne e caldarroste tuttavia poteva essere anche un piatto unico, restando tra i piatti vegani, oppure facendo parte di una cucina vegetariana essere accompagnato da qualche buon formaggio.
Veramente ottimo! So che si fa fatica a trovare le mele cotogne, ma ci sono! Fateci caso!



 Ingredienti:  
  • 3 mele cotogne (io 1 piccola e 2 grandi)
  • 400g di caldarroste
  • 100ml olio d'oliva extravergine
  • 2 cipolle bianche
  • 1 cucchiaino di sale
  • un pezzettino piccolo di stecca cannella cassia
  • 1 foglia di alloro
  • 2-3 tazze di acqua
  • 1 cucchiaiata generosa di concentrato di pomodoro

Esecuzione:

Incidete le castagne e arrostitele oppure procuratevi delle caldarroste dai venditori nelle piazze e nelle strade che nella stagione fredda ci sono sempre. Io le arrostisco da sola nell'apposita padella per castagne, le sbuccio ancora calde e appena si freddano le raccolgo in un sacchettino e le metto in freezer per averle fino a primavera!
In una pentola mettete l'olio e appena caldo aggiunte la cipolla tagliata a fette e fate appassire. Aggiungete le mele cotogne lavate, sbucciate, private dal centro e tagliate a pezzi e le caldarroste. Mettete il pezzettino piccolo di cannella cassia (la cinnamomum verum non va bene in questo caso perché la stecca non rimane un pezzo integro da togliere a fine cottura, meglio la cassia) altrimenti optate per una leggerissima spolverata di cannella e la foglia di alloro. Aggiungete il concentrato di pomodoro diluito in una tazza d'acqua, il resto dell'acqua e il sale e tirate a cottura a fuoco basso fino a che il sughetto si restringa e le mele cotogne siano cotte
.


lunedì 26 dicembre 2016

Cioccolatini di castagne e nocciole



I cioccolatini di castagne e nocciole sono indissolubilmente legati nella mia memoria gustativa coi sapori Natalizi e precisamente col 22 di Dicembre, giorno dell'onomastico della mia amica del cuore, in Grecia. Erano i cioccolatini che aspettavamo tutto l'anno perché sua sorella li faceva una volta sola come regalo per quel giorno! E cioccolato, castagne e nocciole sono anche il sapore con il quale Apriti Sesamo ha voluto farvi gli auguri di Buon Natale quest'anno! Alla Vigilia, ho potuto giusto mettere la mia cartolina con tanto affetto per tutti, eccovi però anche la ricetta!

Ingredienti (per 25 pezzi):
  • 250gr castagne bollite e pulite bene
  • 15gr di burro
  • 1-2 cucchiai di cognac
  • 50gr zucchero a velo
  • 25gr cioccolato fondente grattugiato
  • 50gr di nocciole tostate polverizzate
  • 25 nocciole intere
  • 180gr cioccolato fondente fuso
  
Esecuzione:


Mettete nel tritattuto le nocciole polverizzatele e metettele da parte. Poi grattugiate i 25gr di cioccolato (ma potete anche metterlo nel tritattuto).


Incidete le castagne e fatele bollire in acqua con un pizzico di sale per 25-30 minuti.

Sbucciatele bene ancora calde e mettetele nel tritatutto insieme al cognac, lo zucchero a velo e il burro ammorbidito.

Aggiungete il composto nella terrina dove avete messo in cioccolato tritato e la polvere di nocciole e mischiate con la mano fino a che diventi un composto ben amalgamato. 

Non ha bisogno di essere messo in frigo, potete procedere formando subito le palline e fissando su ciascuna una nocciola intera.




Nel frattempo sciogliete a bagnomaria il cioccolato per la copertura. Il cioccolato andrebbe temperato cioè sciolto a 50°C, messo su una superficie fredda e lavorato con una spatola stendendolo e raccogliendolo finché la temperatura non si abbassi a circa 28°C e non si cominci a solidificare e dopo portato ancora a temperatura leggermente più alta.
Come fare tutta questa roba in casa e senza avere a disposizione una superficie di lavoro fredda e un termometro? Semplice! In modo empirico! Mia nonna diceva che un termometro ce l'abbiamo sempre: il nostro corpo che segna 36.6°C! Sciogliete il cioccolato anche al microonde senza alzare troppo la temperatura che altrimenti si brucia. Deve risultare ben caldo, da scottare. Lo tirate fuori e con una forcchetta lo aiutate a sciogliersi piano piano. Appena è sciolto e molto liquido cambiatelo di recipiente, (va bene una ciotola di vetro o porcellana) e mischiatelo con un cucchiaio che avete precedentemente messo in frigo. Insomma, sfreddatelo e riscaldatelo ancora  arrivando questa volta a poco più di 30°-31°C.
Tuffate i vostri cioccolatini di castagne e nocciole e lasciateli asciugare sopra un foglio di carta forno. Se di aspetto non vi escono perfetti, non vi preoccupate, andranno via in un batter d'occhio, perché sono veramente molto buoni!

giovedì 15 dicembre 2016

Tartufi alle castagne


Non c'è festa senza il profumo di cioccolato! Ammetto di essere una cioccolato - dipendente! Dei tartufi poi... restavo in contemplazione per ore davanti alle vetrine delle pasticcerie che sfoggiavano una vasta gamma. A Natale non possono mancarmi i tartufi alle castagne, un abbinamento che adoro e che delizia molto famiglia. parenti e amici! Eccovi la ricetta, godetevi la loro sublime semplicità e il profumo di cioccolato fondente che invade la casa!

Ingredienti (circa 25 pezzi): 
  • 250gr di castagne bollite
  • 40gr di burro ammorbidito
  • 40ml di rum scuro Zacapa o quello che avete (può andare anche cognac o brandy)
  • 50gr di cioccolato fondente 50% (io 75%)
  • 50gr di zucchero a velo

Per la copertura
  • 200gr cioccolato fondente
  • cacao amaro in polvere

Esecuzione:

Incidete le castagne e fatele bollire in acqua con un pizzico di sale per 25-30 minuti.

Sbucciatele bene ancora calde e mettetele nel tritatuto insieme al rum Zacapa e lo zucchero a velo. (Potete anche lavorarle con una forchetta, se gradite che il composto non sia omogeneo e che ogni tanto si trovino piccoli pezzi di castagne integri.)

Aggiungete il burro ammorbidito e il cioccolato fuso, mischiate con la mano fino a che diventi un composto ben amalgamato e mettete in frigo per farlo sfreddare e rassodare.


Nel frattempo sciogliete a bagnomaria il cioccolato per la copertura e dopo aver formato le palline, prendete con la mano un po' di cioccolato fuso e arrotolate ogni pallina tra le mani. Dopo aver trattato così tutte le palline, ripetete l'operazione, tuffando però alla fine ogni pallina, (subito dopo averla fatta arrotolare tra le mani cioccolatose per la seconda volta) nella polvere di cacao amaro. Facendo così sotto il cacao si formerà una sottile crosta croccante di cioccolato fondente e i vostri tartufi saranno sorprendenti!

Lasciateli riposare per 0 minuti. Assaggiate subito!