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sabato 5 marzo 2022

Roxakia

Roxakia. Tipici dolci della cucina greca in versione vegan. Goloso ripieno di noci, cioccolato e cannella, avvolto da pasta sfoglia Stuffer


Questi deliziosi dolcetti si chiamano "Roxakia" (si legge roksàkia). Non chiedetemi perché, provenienza ecc. So solo dirvi che sono dei deliziosi dolcetti bicolore che fanno parte dei tanti dolci sciroppati che si trovano nella cucina greca (forse anche in altri paesi, non lo so). Ovviamente ci sono due versioni e due varianti: la versione che comprende latte e uova e quella vegana per il periodo della Quaresima e la variante con la pasta sfoglia esternamente o con impasto fatto a casa. La variante con la pasta sfoglia esternamente e la mia preferita. Avete mai assaggiato una pasta sfoglia sciroppata? Crea dipendenza! Per la rubrica di "In cucina con Stuffer" ho deciso di passarvi proprio questa ricetta!
Ho scelto di proporveli con la pasta sfoglia al farro Stuffer, un prodotto che mi piace molto, e con un ripieno che non comprende latte e uova, così possono usufruire della ricetta anche amici con intolleranza al lattosio o chi segue un'alimentazione vegan. Potete utilizzare anche la pasta sfoglia rettangolare di grano, o potete diminuire il ripieno così esternamente risultano più giri di pasta sfoglia. Insomma potete giocarci molto, creando i vostri roxakia che piaceranno a tutti. Mettete sul motore di ricerca immagini la parola "roxakia" e scoprirete che di roxakia è pieno il web! Troverete una miriade di foto che vi possono essere d'ispirazione. Sono facili da fare e sono praticamente una droga!

Roxakia. Tipici dolci della cucina greca in versione vegan. Goloso ripieno di noci, cioccolato e cannella, avvolto da pasta sfoglia Stuffer


Ingredienti:
  • 1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare 
  • 100 g di noci tritate finemente
  • 5 g di cannella
  • 1 g chiodi di garofano
  • 30 g di zucchero
  • 200 g di farina 00
  • 50 g di olio extravergine d'oliva gusto delicato
  • 10 g di lievito in polvere
  • 50 g di cognac
Per lo sciroppo:
  • 300 g di zucchero
  • 250 g di acqua
  • un pizzico di sale
  • una cucchiaiata di succo di limone
Roxakia. Tipici dolci della cucina greca in versione vegan. Goloso ripieno di noci, cioccolato e cannella, avvolto da pasta sfoglia Stuffer


Procedimento:

Roxakia. Tipici dolci della cucina greca in versione vegan. Goloso ripieno di noci, cioccolato e cannella, avvolto da pasta sfoglia Stuffer
In un pentolino portate a ebollizione lo zucchero e l'acqua e lasciate bollire per 5 minuti. Aggiungete il sale, il succo di limone e lasciate sfreddare completamente. 
Impastate tutti gli ingredienti, formate una palla e lasciatela riposare per 20 minuti. Poi, ungendovi le mani con un poco di olio,  formate un cordone lungo quanto il lato più lungo della vostra pasta sfoglia e posizionatelo sopra. Avvolgete il cordone con la pasta sfoglia e trasferitelo in frigger per qualche minuto, in modo che siate facilitati durante il taglio. Tagliate a fette dello spessore di un centimetro circa, mettete su una teglia foderata da carta da forno e cuocete a 170°C in forno ventilato (180°C se è statico) per una ventina di minuti.   
Quando saranno abbastanza dorati, sfornate, trasferite roxakia in una teglia più piccola e rovesciateci sopra lo sciroppo che sarà ormai freddo. Lasciate che lo assorbano tutto e all'occorrenza capovolgeteli per assorbire meglio da tutti i latti. Appena sono completamente freddi sono pronti per l'assalto!
Buon divertimento!


 
Roxakia. Tipici dolci della cucina greca in versione vegan. Goloso ripieno di noci, cioccolato e cannella, avvolto da pasta sfoglia Stuffer

domenica 27 dicembre 2020

Karidato

Dolcetti vegani, ricetta tradizionale della cucina greca. Noci, cacao, cannella, cognac

È la seconda ricetta che troverete sul mio blog col nome Karidato, ma tant'è che anche questa fatta di noci si chiama esattamente con lo stesso nome. la prima la trovate QUI. Questa invece è ancora più facile, essendo senza cottura, ma vediamo di cosa si tratta.
Karidato è una piccola pallina di noci, cognac, cacao e profumi di Natale che fa parte della mia infanzia. Un dolcetto per i grandi perché per la presenza importante di cognac non è adatto ma neppure piace ai bambini. Però vederli e sentirne il profumo mi piaceva eccome quando li preparava mia mamma e li assaggiava cercando di capire se erano usciti buoni quanto quelli di nonna. Dolcetti poveri che si facevano per recuperare le noci che restavano sui vassoi dopo aver preparato melomakarona e per poter utilizzare lo sciroppo di miele che avanzava (sempre dai melomakarona). Pensavo li facesse solo mia nonna, invece ho trovato la stessa ricetta anche su altre zone della Grecia. In vecchiaia inoltrata quando mia sorella chiese alla nonna di dettarle un po' di ricette, le ha raccontato la ricetta del karidato con biscotti al posto del pangrattato. Io però che un paio di volte l'ho fatta sia con mamma che con nonna (ancor prima che mia sorella nascesse), so di certo che metteva il pangrattato. Probabile che abbia voluto tramandarla "evoluta", liberata da quel marchio di povertà che denominava l'uso del pangrattato. Io ve la scrivo con pangrattato, poi fate un po' come meglio vi viene.
Di solito per le ricette tradizionali che mi sono state tramandate misurate in pizzichi, un pugno di, mezza tazzina e cucchiaiate faccio un lavoro certosino di riprodurle misurando il tutto e passarvele con pesi e misure esatte. Questa invece voglio passarvela così, come nasce, a occhio, a gusto, a sentimento come dicono. Metteteci le mani e giocate. Impastate, assaggiate e trovate il vostro personale equilibrio tra i sapori. Ogni tanto ci sta. Senza timori, per chi non si ritiene capace in cucina. Si tratta di giocare ogni tanto e da bambini eravamo tutti capaci a farlo.
Dai, giochiamo! 

Dolcetti vegani, ricetta tradizionale della cucina greca. Noci, cacao, cannella, cognac
Ingredienti:

  • noci tritate grossolanamente
  • pangrattato
  • cannella
  • un pizzico di chiodi di garofano in polvere 
  • miele
  • cognac o brandy
  • eventualmente acqua
  • cacao amaro in polvere
  • zucchero
Dolcetti vegani, ricetta tradizionale della cucina greca. Noci, cacao, cannella, cognac
Procedimento:

Mischiate le noci tritate grossolanamente col pangrattato, la cannella, il cacao (di solito abbondante in modo che escano scuretti), e un pizzico di chiodi di garofano in polvere. Aggiungete miele (o sciroppo di miele avanzato da altre preparazioni), bagnate con abbondante cognac o brandy e se serve aggiungete un poco di acqua. Non fate il contrario, ovvero più acqua e poco cognac. Sono dei dolci che si mantengono a lungo fuori frigo e la presenza del cognac li aiuta a conservarsi bene, oltre che a darli il loro sapore caratteristico.  Dovete ottenere un impasto omogeneo e non troppo duro. Lasciatelo riposare un pochino affinché i liquidi vengano assorbiti bene dal pangrattato. Assaggiate e se serve correggete di miele (non fateli molto dolci perché vanno passati nello zucchero) e di morbidezza aggiungendo magari un altro goccio di cognac o di acqua se preferite.
Formate delle palline, passatele dallo zucchero semolato e lasciatele asciugare.
Sono dolcetti che non contengono uova, latte o burro e possono mantenersi molto bene a lungo, chiusi in una scatola di latta, per avere qualcosa da offrire a chi passa per un saluto nei giorni di festa ma anche oltre.

Dolcetti vegani, ricetta tradizionale della cucina greca. Noci, cacao, cannella, cognac




martedì 13 ottobre 2020

Torta di pere, noci e cioccolato

Torta con pere, noci e cioccolato. Ricetta facile, senza lattosio, senza glutine. Vegan.

Non è un crumble né una sbrisolona se pur potrebbe assomigliare. Mi è piaciuta tanto la pasta leggermente salata di milopitakia e ho voluto provarla con pere, noci e cioccolato.
Il risultato è piaciuto tantissimo a noi che ha fatto sì che la torta di pere, noci e cioccolato meritasse un post sul blog, ma, la ricetta è piaciuta tantissimo anche alla redazione di un famoso portale di cucina, Spadellandia che mi ha chiesto di inserirla tra le loro proposte, nella sezione "Blog stellati". Con grande gioia, ovviamente ho accettato e ora la "torta di pere, noci e cioccolato" la trovate anche da loro, tra tante ricette accuratamente selezionate.
Adesso che ci penso, tutti i dolci improvvisati della mia nonna erano con pere, noci e cioccolato, dato che pere e noci erano prodotte da due magnifici alberi di suo possesso. Ha un po' della bontà dei ricordi della mia infanzia, questa torta!

Il primo lavoro della mia vita fu la raccolta di pere. Avevo da poco compiuto 4 anni quando mia nonna mi portò con se, nei frutteti, per 2 settimane. Ci si svegliava col buio e sulla fermata dell'autobus si aspettava un camioncino che passava a raccogliere in carrozza i braccianti agricoli. Non vi dico il fascino che aveva questo viaggiare attraverso l'albeggiare con l'aria frizzantina delle mattine settembrine, in un carrozza aperta. Solo chi ha fatto le raccolte di pere e di mele può capire il profumo che hanno quelle giornate.
All'inizio pensavano che io andassi per giocare seduta a fianco a mia nonna che lavorava, ma io mi annoiavo. Dopo aver riempito la pancia ci pere, dopo aver perlustrato più volte la zona, mi annoiavo. Cominciai a insistere che volevo anche io lavorare. Così, presto mi diedero un compito: foderare le cassette di legno con carta sui 4 lati e il fondo con uno strato di paglia di carta, dove le donne addette al riempimento, adagiavano con cura le pere. C'erano gli uomini arrampicati sulle scale che riempivano gli secchi e li svuotavano nel gran cumulo. Le donne che facevano una prima selezione e le altre che affinavano la selezione e riempivano le cassette. Presto scalai la classifica e passai prima a fare la selezione e poi addirittura a selezionare e posizionare sulle cassettine, ma questo dopo aver insistito e non poco.
Alla fine della raccolta mi diedero una banconota che oggi corrisponderebbe a 50 euro. Con nonna avevo fatto tante raccolte autunnali: mele, pere, castagne, olive. Delle raccolte di mele ricordo solo il profumo e una coperta che nonna metteva per terra e delimitava il mio spazio d'azione. Avevo 1, 2, 3 anni... Così anche per le altre raccolte, zero ricordi. Ma quella di pere oh sì che la ricordo... 
Andiamo a fare questa torta di pere, noci e cioccolato, dai!

Torta con pere, noci e cioccolato. Ricetta facile, senza lattosio, senza glutine. Vegan.

Ingredienti:
Per la pasta:

  • 70 g di olio di semi
  • 90 g di succo d'arancia (o spremuta)
  • 2 g di sale (mezzo cucchiaino non colmo)
  • 8 g di zucchero (due cucchiaini)
  • mezza bustina di lievito vanigliato
  • 250 g di farina 00 (o se volete farla senza glutine 250 g di farina senza glutine + un uovo)
Per il ripieno
  • 450 g di pere pesate al netto dagli scarti
  • mezza stecca di vaniglia
  • 70 g di zucchero
  • 50 g di noci
  • 50 g di gocce di cioccolato fondente

Torta con pere, noci e cioccolato. Ricetta facile, senza lattosio, senza glutine. Vegan.

Esecuzione:

Impastate a mano tutti gli ingredienti per la pasta. Avvolgeteli in una pellicola alimentare e lasciateli riposare per il tempo che occorre per preparare il ripieno.
Pulite le pere e tagliateli a dadini. Aggiungete lo zucchero e lasciatele cuocere in una padella antiaderente. Incidete la stecca di vaniglia, raccogliete con la punta del coltello i semi che si trovano dentro e uniteli alle pere. 
Appena sarà evaporato il succo che avranno rilasciato durante la cottura e gli zuccheri inizieranno a caramellarsi (poco, non molto), spegnete e lasciate sfreddare. 
Dividete l'impasto in due parti e stendete la prima metà in una teglia da 22 cm. Non c'è bisogno né di usare carta forno, né di imburrare la teglia. L'impasto ha abbastanza olio per non attaccarsi.
Dopo aver steso l'impasto distribuite la gocce di cioccolato, i cubetti di pere e sopra le noci spezzettate grossolanamente. Dalla seconda parte di impasto staccate pezzettini piccoli e distribuiteli su tutta la superficie.
Infornate in forno ventilato, portato precedentemente a 180°C per 25-30 minuti. 
Lasciate sfreddare e capovolgete la torta di pere, noci e cioccolato in un piatto e poi in un altro ancora per farla tornare dal verso giusto. 
Potete spolverarla con pochissimo zucchero a velo o accompagnarla da panna vegetale già zuccherata, montata.
Facile, semplice, buona.

Torta con pere, noci e cioccolato. Ricetta facile, senza lattosio, senza glutine. Vegan.


mercoledì 7 ottobre 2020

Milopitakia - mezzelune con mele e noci

Golosa merenda al profumo di mele, noci e cannella. Ricetta vegan


Il tempo delle mele è arrivato ma noi le mele le trasformiamo ancora in sapori d'infanzia. Milopitakia,  ovvero, mezzelune ripiene di mele e noci. Questa è una ricetta che non facevo da più di 20 anni, forse 25. Mele cotte, con noci e cannella avvolte da una pasta particolare che vi verrà voglia di mangiare anche senza ripieno. Ottime merende da portare a scuola o per accompagnare una tazza di tè caldo. Una ricetta veramente facile e veloce da realizzare. Milopitakia hanno molte ricette e piccole variazioni e personalizzazioni con uva passa, o senza, con cognac o senza, con latte nell'impasto o senza. Questa è la versione che si usa nei periodi di "digiuno" ovvero astensione dal consumo di prodotti di origine animale. Niente, latte, burro e uova quindi. Versione vegan possiamo dire e di conseguenza senza lattosio. Con la dose che vi do escono 16 pezzi grandi, che i miei figli portano a scuola come merenda, ma se gli dovete preparare per accompagnare il tè potete farli più piccoli.
Andiamo alla ricetta:

Golosa merenda di mele, noci e cannella, senza uova e senza lattosio. Ricetta vegan
Ingredienti:
Per la pasta

  • 140 g di olio di semi
  • 180 g di succo d'arancia (spremuta o succo già pronto. Io avevo arance rosse, ma la prossima volta compro succo di mele)
  • 4 g di sale (1 cucchiaino non colmo)
  • 16 g di zucchero (4 cucchiaini non colmi)
  • 1 bustina di lievito vanigliato
  • 500 g di farina 00
Per il ripieno
  • 350 g di mela pesata al netto
  • 100 g di zucchero
  • mezzo cucchiaino di cannella in polvere
  • 50 g di noci
  • 30 g di pangrattato
Golosa merenda di mele, noci e cannella, senza uova e senza lattosio. Ricetta vegan

Procedimento:

In una bacinella impastate gli ingredienti per la pasta fino a formare un impasto omogeneo e morbido. Copritelo con pellicola alimentare e lasciatelo riposare in frigo per 30 minuti.
Pulite le mele, tagliatele a dadini piccoli e mettetele in una padella antiaderente insieme alla zucchero. Fattele cuocere per 5-6 minuti circa.
Aggiungete il pangrattato, la cannella e le noci tritate grossolanamente.
Dividete l'impasto in 16 palline e una per volta spianatele, riempitela con una cucchiaiata di ripieno, piegatela e sigillate la chiusura premendola con i lembi di una forchetta.
Bucherellate delicatamente ogni mezzaluna e cuocete per circa 20 minuti a 170°C a forno ventilato, portato precedentemente a temperatura.

Golosa merenda di mele, noci e cannella, senza uova e senza lattosio. Ricetta vegan


mercoledì 6 maggio 2020

Torta Nocciola


Torta senza lattosio e senza glutine con nocciole e gocce di cioccolato


Una ancora torta per colazione e merende. La ricetta è di Apriti Sesamo ma la base è la tradizionale ricetta della Karidopita, ovvero torta di noci. Una tradizionale torta sciroppata della cucina di monte Pelio. Solo che ho sostituito le noci con le nocciole potenziando il gusto con gocce di cioccolato. Lo zucchero invece che farlo sciroppo e aggiungerlo dopo l'ho aggiunto dentro ed eccola! Particolare e molto buona per chi ama le nocciole e il cioccolato. Non contiene lattosio e se sostituite il pangrattato con quello senza glutine è ottima anche per chi è intollerante al glutine. Ve la lascio. chi sa che qualcuno non se ne innamora della sua morbidezza! 

Torta senza lattosio e senza glutine con nocciole e gocce di cioccolato
Torta senza lattosio e senza glutine con nocciole e gocce di cioccolato

Ingredienti:
  • 300 g di nocciole tostate
  • 10 uova
  • 160 g di zucchero
  • 70 g di pangrattato (senza glutine se si è intolleranti)
  • 1 tazza da caffè cognac o brandy (60 g)
  • mezza bacca di vaniglia
  • 60 g di gocce di cioccolato fondente (io avevo scaglie)
  • 10 g di lievito in polvere
  • un pizzico di sale
  • 2 cucchiaiate di zucchero a velo
  • 1 cucchiaiata di cacao amaro in polvere

Torta senza lattosio e senza glutine con nocciole e gocce di cioccolato

Procedimento:


Tritate le nocciole finemente lasciando una piccola parte (a piacere) a grana più grossa. In un recipiente mischiate nocciole, pangrattato e lievito.
Separate gli albumi dai tuorli. Aggiungete un pizzico di sale agli albumi e montateli a neve fermissima. Montate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa e più chiara dal colore iniziale. Aggiungete a filo il cognac o brandy e i semi di mezza bacca di vaniglia (o la vanillina).
Ai tuorli incorporate le polveri (nocciole, pangrattato, lievito) e poi aggiungete in due o tre dosi gli albumi montati a neve, amalgamando con movimenti lenti dal basso verso all'alto.
all'ultimo aggiungete le gocce di cioccolato.
Versate in una teglia da 28 cm precedentemente ingrassata (con margarina se vi preme mantenere l'assenza di lattosio o burro se non ci sono problemi) e infarinata (con farina di riso per la versione senza glutine).
Cuocete a forno statico, precedentemente portato a 180°C, per 40 minuti.
Togliete dalla teglia e lasciate raffreddare sopra una griglia.
Mischiate due cucchiaiate di zucchero a velo con una cucchiaiata di cacao amaro in polvere e cospargete la superficie.
Non vi resta che gustarvela!

Torta senza lattosio e senza glutine con nocciole e gocce di cioccolato



sabato 29 febbraio 2020

Karidopita


E siamo arrivati a 4 anni bloghino mio! Oggi, il 29 Febbraio e in tarda sera come 4 anni fa ma con l'animo leggero, voglia di giocare tanta, con ansie sedate e con determinata rivendicazione, al contrario al grande senso di rinuncia di allora, ti festeggio! In 4 anni hai portato tanta bellezza nella mia vita, tante nuove esperienze, viaggi, persone interessanti. Starti dietro è un vero e proprio lavoro non retribuito ma altamente appagante. Deposito di un pezzettino di anima mia, di memoria, di sogni e tanti saperi tramandati, sei discretamente seguito per merito dei tuoi contenuti e non per sforzi miei di essere simpatica, accattivante ecc sui social che fanno da amplificatori alla voce di ogni blog e ciò mi rende felice. Come mi fanno immensamente piacere le persone che si affidano alle tue ricette per ricreare momenti conviviali piacevoli, per ispirarsi o anche solo per risolvere il problema quotidiano di "che cavolo cucino oggi???" e a loro va un grazie immenso, perché molte, troppe volte anche se non consapevoli, riescono a cambiare l'orbita di una giornata "no". E sono strane queste persone bloghino mio, perché inaspettatamente arrivano con una parola benevola, gratuitamente, con la richiesta di un consiglio, con la voglia di un saluto, nei momenti più opportuni! Come se avessero le antenne per captare stati d'animo e palesarsi sempre a tuo favore. Quindi oggi per festeggiarti regalo a loro una ricetta per me preziosa. Una ricetta greca tradizionale di monte Pelio.
Nel paesino di Kissos ho visto persone di ogni provenienza, lingua e nazionalità venire per assaggiare questa torta prelibata, perché quella ricetta era l'autentica ricetta antica di monte Pelio. Avevo chiesto alla signora Voula che la preparava per il ristorante centrale, alla signora che faceva la karidopita più famosa insomma, come si fa e lei carinamente mi prese con se in cucina per farmela vedere. Peccato che io avessi 6 anni e riusci solo a fissare le memorie visive e olfattive. Da grande avrei potuto chiedere la ricetta ma lei era un mostro sacro della karidopita. Il suo nome era sinonimo ormai di karidopita e non osai mai chiedere. Ma la ricetta decise di arrivare comunque nelle mie mani in un modo strano... arrivo come ricompensa  per aver spiegato alla signora Kety come si fa l'autentica carbonara, e lei mi regalò un libro di ricette tradizionali della mia zona, scritto da lei e dentro c'era la karidopita, la tanto buona torta di noci! Dopo aver per anni fatto karidopita su larga scala, per cene e pranzi a menù greco mi è capitato prepararla anche per un ricevimento dove, secondo voi? Nel ristorante della signora Voula, ormai dato in gestione e lei era lì come invitata al ricevimento! Mi sorrise e commentò: "come la mia!"
Ci tengo a precisare che torta di noci, sciroppata si fa un po' in tutta la Grecia ma le ricette si differenziano e anche il nome. "Melahrinì" per esempio è la torta di noci che fanno nella pianura e contiene una parte di farina o semola fine e qualche cucchiaiata di cacao. Prima o poi vi metto anche la ricetta di Melahrinì ma intanto:
Karidopita, torta di noci di Monte Pelio!



Ingredienti:
  • 300 g di noci
  • 10 uova
  • 50 g di zucchero
  • 6 cucchiaiate di pangrattato (70 g)
  • 1 tazza da caffè cognac o brandy (60 g)
  • un cucchiaino di cannella in polvere
  • mezzo cucchiaino di chiodi di garofano in polvere
  • 10 g di lievito in polvere
  • un pizzico di sale

Per lo sciroppo

  • 300 g di zucchero
  • 300 g di acqua
  • un pizzico di sale
  • una cucchiaiata di succo di limone
  • mezza tazzina di cognac o brandy
  • buccia di limone e un pezzettino di stecca di cannella  (aggiunta mia)


Procedimento:

Tritate le noci finemente lasciando una piccola parte (a piacere) a grana più grossa. In un recipiente mischiate noci, pangrattato, lievito, cannella e chiodi di garofano.
Separate gli albumi dai tuorli. Aggiungete un pizzico di sale agli albumi e montateli a neve ferma. Montate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa e più chiara dal colore iniziale. Aggiungete a filo il cognac o brandy.
Ai tuorli incorporate le polveri (noci, pangrattato ecc) e poi aggiungete in due o tre dosi incorporando gli albumi montati a neve, amalgamando con movimenti lenti dal basso verso all'alto.
Versate in una teglia da 28 cm precedentemente ingrassata (con margarina se vi preme mantenere l'assenza di lattosio o burro se non ci sono problemi) e infarinata.
Cuocete a forno statico, precedentemente portato a 180°C, per 40 minuti.

Fate bollire per 5 minuti lo zucchero con l'acqua, un pizzico di sale e una cucchiaiata di succo di limone (io aggiungo anche una buccia di limone e un pezzettino di stecca di cannella) spegnete e aggiungete in mezza tazzina di cognac o brandy e versate lo sciroppo bollente sulla torta appena sfornata.

Tagliate a rombi e servite accompagnando sempre da un bicchiere di acqua fresca.



 

giovedì 20 febbraio 2020

Fritti di Carnevale


- Mamma, ci fai i fritti di Carnevale? Non li abbiamo mangiati...
- Ma se è da un mese e mezzo che mangiate le zeppole che nonna vi compra a quintali ogni Domenica!
- Ma i fritti di Carnevale non li abbiamo mangiati oggi che è Giovedì Grasso!
E già! La tradizione esige una dolce frittura che fa a botte con le mie esigenze del momento che sarebbero di ozio creativo. Vediamo se riesco a conciliare entrambi le cose... 
In frigo custodisco gelosamente tre basi per fritto della fornitura Stuffer,  in attesa dell'ispirazione divina che le porta a trasformarsi in deliziosi bocconcini. Ma se sono già di per se deliziosi bocconcini, di che trasformazione hanno bisogno? Ho avuto l'occasione di assaggiare questa nuova base, durante l'ultimo evento "In Cucina con Stuffer" il 3 Ottobre scorso, in una squisita ricetta preparata da Misya che trovate QUI. Un prodotto veramente buono, per preparazioni sia dolci che salate. E niente, una l'ho sacrificata per accontentare i miei "piccoli", ma ho voluto viziarmi proprio e usarla in purezza. Quando una ricetta ha pochissimi ingredienti è fondamentale che la qualità sia eccellente, e dato che con la base ci siamo, non potevo che aggiungere miele greco di agricoltura biologica che producono le api del mio vicino di casa in Grecia. Profumo di cera pura, di timo e fiori di montagna. Profumi che mi inebriano dopo ogni pioggia estiva sulla montagna dei Centauri. Andiamo a friggere che oggi è Giovedì grasso!


Ingredienti:



Procedimento:

Mettete l'olio a scaldare. Srotolate la base per fritti. Tagliate strisce di 1 centimetro, verticali al lato più lungo del rettangolo. Arrotolatele senza stringerle troppo.
Friggete in olio abbondante, a temperatura medio bassa fino a doratura desiderata. La base è talmente fatta bene che non servirà quasi lasciarla scolare su carta da cucina, come si fa di solito per le fritture. Giusto per l'olio che tirerete su col la schiumarola...
Condite subito con miele e le perline colorate, oppure miele e cannella, o miele e trito di noci, come più vi piace insomma.



domenica 26 gennaio 2020

Strifti spanakopita alla siciliana


Vi ho sempre raccontato che la pita o meglio pitta è una delle più antiche preparazioni greche. Ancor prima della nascita di Cristo, gli antichi greci (come anche molti altri popoli) cuocevano su pietre roventi un impasto di acqua e farina e lo condivano con tutto ciò che avevano a disposizione. Al lungo andare le spianate andavano sempre di più assottigliate e sovrapposte e altre si aggiungevano sopra per formare una pietanza più consistente, la pitta. Da testimonianze archeologiche risulta che oltre i formaggi e la carne usavamo condire le pitte con verdure e pezzi di pesce che conservavano sotto sale. L'uso del pesce però è caduto in disuso, tanto che non è presente in nessuna pita tradizionale che si prepari ancora. Parlando di spanakopita (pita di spinaci) con una amica e collega blogger, mi ha raccontato che a sua cara nonna siciliana piaceva condire gli spinaci con dei filetti di acciughe. Io che ero in cerca di un nuovo ripieno, che avevo la curiosità di capire come poteva essere usare il pesce per salare una pita, e il debole le nonne che lasciano una tracia indelebile nelle vite delle nipoti, ho colto subito il suggerimento ed eccola qua la strifti (ovvero attorcigliata) spanakopita alla siciliana: 


Ingredienti:
per due chiocciole

  • 60 g di farina di semola rimacinata
  • 60 g di farina 00
  • 2 cucchiaiate di olio extravergine d'oliva
  • 1 cucchiaino di aceto
  • 1 g di sale
  • amido di mais per la stesura
  • olio extravergine per ungere i fogli
  • 60 ml olio d'oliva extravergine (3 cucchiaiate)
  • 1 spicchio d'aglio
  • 500 g di spinaci
  • 3 pomodori secchi
  • 2-3  filetti di acciughe sottolio
  • pepe nero 


Procedimento:

Lavate e lasciate scolare bene gli spinaci, dopodiché tagliateli grossolanamente.
Mettete l'olio e lo spicchio d'aglio aperto a due in padella e appena inizia a scaldarsi aggiungete gli spinaci e fateli appassire. Spegnete la fiamma e aggiungete i pomodori secchi triti col coltello e i filetti di acciughe spezzettati e pepe nero macinato sul momento. Lasciate raffreddare e insaporirsi.
Per la filo vi metto tre link dove potete leggere e vedere come procedere per la pasta fillo.
Intanto mischiate le farine, aggiungete il sale, l'olio, l'aceto, acqua, impastate un panetto, 
lasciatelo cadere dall'alto sul banco di lavoro per una decina di volte, ottenendo alla fine un panetto più omogeneo, copritelo con pellicola e lasciate riposare per 20-30 minuti.
Se volete leggere o vedere le foto su come stendere la pasta fillo rustica trovate tutto QUI.

Se preferite vedere come si fa la pasta fillo con riprese belle, le trovate sulla prima parte della trasmissione "2 chiacchiere in cucina".  Eccovi il video:

E qui invece se vi accontentate anche di riprese brutte fatte da me: 

Come si procede invece per formare la chiocciola della strifti ve lo mostro in questo video di pochi minuti e i giochi sono fatti:


Se optate per conservare tutto, potete congelare e cuocere direttamente dal freezer nel momento più opportuno,
In ogni caso, cottura a forno, portato precedentemente a 180°C, statico o ventilato, per 25-30 minuti, fino a doratura desiderata.




 





sabato 28 dicembre 2019

Karidato


Karidato è questo delizioso dolcetto cruccio dei bambini  degli anni '80 in Grecia o forse solo nella mia regione o nella mia città. Nel momento più social, ovvero le feste dei vari onomastici durante le quali le case venivano aperte ad amici e parenti e si passava pomeriggi e serate a fare il giro dei festeggiati facendo gli auguri, l'unica consolazione per i bambini trascinati in questa bolgia social erano i dolcetti che ad ogni casa di festeggiato venivano offerti. I migliori in ordine di gradimento erano la pasticceria francese in versione mignon o addirittura  il pezzo di torta (sempre di pasticceria francese e sempre comprati), i cioccolatini di qualità o i dolci tradizionali se la padrona di casa era virtuosa in cucina. Ma il vero pianto erano gli amaretti che i karidati. Καρύδι (pronunciato karidi) in greco vuol dire noce e il karidato era (ed è) un dolcetto di noci e cioccolato che si conserva bene per parecchi giorni, esattamente come gli amaretti, anche perché cioccolato a parte sono fatti nella stessa maniera.
Ho voluto rivivere l'ebbrezza di trovarmi nuovamente difronte ad un  karidato e vedere se faceva sempre lo stesso effetto. Beh, vi dirò che adesso mi sono piaciuti molto, tanto che ho già replicato la ricetta un paio di volte! Sono facili da preparare ma necessitano di noci e cioccolato di qualità. Eccovi la ricetta:


Ingredienti:

  • 300 g di noci
  • 30 g di cacao amaro
  • 2 albumi
  • 1 pizzico di sale
  • 150 g di zucchero
  • mezza bacca di vaniglia
  • mezzo cucchiaino di cannella (facoltativo)
  • pochissima scorza d'arancia (facoltativa)
  • 100 g di cioccolato fondente al 55%
  • 40 g di panna fresca 


Esecuzione:

Mettete nel tritatutto le noci e polverizzatele. Aggiungete il cacao amaro e mischiate bene.
Montate a neve fermissima gli albumi con un pizzico di sale e continuando a montare aggiungete poco per volta lo zucchero, fino a formare una meringa (cruda ovviamente). Aggiungete i semi di mezza bacca di vaniglia o una bustina di vanillina ed eventualmente cannella e scorza d'arancia se volete. Con una spatola di silicone e movimenti lenti dal basso verso l'alto incorporate le noci col cacao.
Bagnandovi le mani formate palline poco più grandi di una noce, schiacciatele leggermente e mettetele in una teglia foderata con carta da forno. Escono circa 40 palline, quindi avrete 20 dolcetti.

Cuocete in forno già caldo a 170°C se ventilato o a 180°C se statico per 12-15 minuti.
Scaldate bene la panna e aggiungete il cioccolato tritato col coltello. Lasciatelo sciogliere bene. Una volta che i vostri karidati sono freddi, distribuite una piccola quantità di cioccolato sulla metà dei karidati e lasciate che si rapprenda un pochino prima di appoggiare sopra un secondo karidato formando questi deliziosi alla fine dolcetti! Un po' come i baci di dama, solo che il karidato è completamente senza farina e quindi lo rende adatto anche che chi segue una alimentazione senza glutine e sostituendo la panna con latte senza lattosio facilmente adattabile anche per chi deve stare lactosfree!




lunedì 4 novembre 2019

Frittelle di zucca dolci


Uno sfizioso dolcetto senza pari! Le frittelle di zucca dolci sono di una bontà difficile da descrivere. Ricordano zeppole, ma con una marcia in più, la zucca e la semplicità nel prepararle! Croccanti fuori e morbide dentro, si preparano con pochi ingredienti e zero difficoltà. Niente uova, niente latte (e quindi senza lattosio) ricetta vegan ideata da Apriti Sesamo che ogni tanto da sfogo alle vocine di nonna che abitano dentro la sua mente e il suo cuore, oltre che nella memoria! Nonna diceva: se hai un pungo di farina e un po' di olio buono, fai miracoli! Prepara un po' di kourkouti (pastella) e vedi che meraviglia!
E così, in modo semplice sono nate queste frittelle di zucca dolci che possono essere gustate anche da chi soffre di intolleranza al lattosio o semplicemente da chi segue una linea vegan nella sua alimentazione. Ma il fatto che siano senza uova e senza latte è semplicemente perché sono buone così, non le serviva null'altro.
Sono mostruosamente buone a quanto pare, dato che gli scout hanno gradito durante la festa per Halloween. Ma anche a casa ci siamo dati dentro alla grande!

La zucca prescelta è la varietà Marina di Chioggia (che vedete in foto) che rimane dolce, compatta e poco acquosa. Se optate per un'alta varietà, potete diminuire un poco l'aggiunta d'acqua. Dovete avere una pastella non molto liquida, ma questo lo vedrete dopo che gettate nell'olio la prima cucchiaiata di pastella, Se si apre, aggiungete un po' di farina. Se rimane compatta e si gonfia è perfetta! 



Ingredienti:
  • 220 g di zucca varietà Marina di Chioggia 
  • 2 g di sale
  • 200 ml di acqua
  • 20 ml di brandy
  • scorza di limone non trattato
  • 100 g di farina 00
  • 5 g di lievito in polvere
  • olio per friggere
  • miele, noci e cannella a piacere
  • oppure zucchero


Esecuzione:


Grattugiate la zucca dalla parte fine della grattugia. Aggiungete il sale, il brandy, cognac o rum (con la cottura l'alcool andrà via), la farina e il lievito. Mischiate per formare una pastella da poter prendere a cucchiaiate. Se avete optato per una zucca diversa, più acquosa, riducete la quantità di acqua aggiunta.
Appena l'olio è caldo. (fuoco allegro, medio-alto) gettate a cucchiaiate. Appena le frittelle di zucca salgono a galla (a volte bisogna aiutarle staccandole dal fondo, toccandole leggermente con la schiumarola), capovolgetele e lasciatele dorare bene.
Toglietele, appoggiatele su carta da cucina per qualche minuto, per perdere l'olio in eccesso e poi conditele come più vi piace! Ci sta bene lo zucchero oppure in filo di miele, noci e spolveratina di cannella. (Sono buone anche senza nulla.) Calde sono croccanti fuori e morbidissime dentro, ma anche fredde sono molto, ma molto buone!



mercoledì 3 ottobre 2018

La Reginella


Zucca, noci, curcuma, arancia. La Regina d'Autunno, la torta di zucca di Apriti Sesamo, fatta senza latte, burro e glutine, urgeva essere pure senza uova, nasce quindi La Reginella, completamente vegan ma poiché mi sono trovata senza farina di riso in dispensa, ho dovuto utilizzare farina 00. E' uscita una torta così buona alla quale non ho potuto resistere, andando contro la mia intolleranza al glutine. Provatela! Resta umida e molto saporita. Appena vi capita una zucca compatta e molto saporita, provatela! Vi lascio la ricetta.



Ingredienti:
  • 250gr di zucca
  • 100gr di noci tritate grossolanamente
  • 200gr di zucchero
  • 2 pizzichi di sale
  • 2 cucchiaini di curcuma
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 80ml olio di semi
  • buccia d'arancia, non trattata, abbrustolita (di una arancia medio grande)
  • 1 tazzina da caffè cognac (o succo d'arancia se preferite)
  • 250gr farina 00 
  • 50gr amido di mais
  • 1 bustina di lievito in polvere

Esecuzione:

Togliete la buccia di un arancia non trattata senza togliere il bianco. Tritatela finemente con un coltello o la mezza luna e mettetela per qualche minuto in una padella antiaderente per abbrustolirla leggermente.

Mettete nel tritatutto le noci, tritatele grossolanamente e mettetele da parte. Poi metteteci  la zucca tagliata a cubetti e tritatela bene.

Aggiungete la cannella e la curcuma, l'olio e il succo d'arancia o il cognac e mescolate con un mestolo in legno. Continuate aggiungendo la farina, l'amido e il lievito setacciati. E infine aggiungete le noci e la buccia d'arancia abbrustolita (che io ho dimenticato). 

Rovesciate in una tortiera foderata da carta forno e infornate a forno ventilato prescaldato a 160°C gradi per 50 minuti (oppure a 175°C in forno statico sempre prescaldato).

Dopo tale tempo fatte la prova stecchino. Infilate uno stecchino che deve uscire pulito, senza impasto attaccato. La mia era pronta dopo 50 minuti ma credo che dipenda anche dalla succosità della zucca!


martedì 11 settembre 2018

Fanta cake


Un cake fanta-stico! Veloce e facile da fare, mi sono divertita a vedere che succede se al posto del latte ci mettiamo l'aranciata gassata. Un esplosione!  Ho preferito usare l'olio d'oliva extra-vergine per una questione di gusto ma a chi non piace lo può sostituire con olio di semi. Una torta adatta anche a chi è intollerante al lattosio, dato che non contiene ne latte ne burro. Ottima con una tazza di tè o meglio ancora con Cinnamon tea!


Ingredienti:
  • 140g di zucchero
  • scorza di due arance non trattate
  • 2 uova
  • un pizzico di sale
  • 80ml olio d'oliva extravergine delicato
  • 200g farina 00
  • 50g di amido di mais
  • 10g di lievito in polvere
  • 180ml aranciata Fanta o altra aranciata gassata
  • zucchero a velo a piacere

Esecuzione:

Con le fruste elettriche montate lo zucchero con le uova e quando avete ottenuto una crema chiara e spumosa aggiungete a filo l'olio d'oliva extravergine. Aggiungete la scorza di due arance non trattate, il lievito in polvere, la farina setacciata e continuate a lavorare con le fruste per qualche minuto. Poi aiutandovi con una spatola di silicone incorporate l'aranciata.
Versate in una tortiera d'alluminio, di quelle monouso, oleata e infarinata e infornate in forno statico prescaldato, a 180°C per 45 minuti. Dopo di che coprite con un foglio di carta stagnola e lasciate cuocere per altri 10 minuti circa. Spegnete e lasciate per altri 10-15 minuti in forno con lo sportello semiaperto.
Spolverate con zucchero a velo e gustatela!